26-07-2026

Smaltimento imballaggi in materiali misti pericolosi e non pericolosi

Lo smaltimento degli imballaggi in materiali misti è una necessità frequente per aziende industriali, laboratori, officine, imprese di manutenzione, magazzini e attività commerciali. Il problema nasce quando nello stesso rifiuto sono presenti materiali differenti, come plastica, metallo, carta, legno, tessuto o materiali compositi, che non possono essere facilmente separati.

La gestione diventa ancora più delicata quando gli imballaggi sono sporchi o contaminati da sostanze chimiche, vernici, solventi, oli, adesivi o altri prodotti pericolosi.

Non è quindi sufficiente osservare il materiale con cui è costruito l’imballaggio. Per classificare correttamente il rifiuto bisogna valutare anche:

  • l’origine del rifiuto;
  • la funzione svolta dall’imballaggio;
  • la possibilità di separare i diversi materiali;
  • il prodotto precedentemente contenuto;
  • la presenza di residui;
  • l’eventuale contaminazione da sostanze pericolose.

Una classificazione errata può determinare il conferimento a un impianto non idoneo, una non conformità, il respingimento del carico e ulteriori costi per il produttore.

Cosa sono gli imballaggi in materiali misti

Gli imballaggi in materiali misti sono costituiti da due o più materiali diversi, uniti o raccolti insieme in modo tale da non risultare facilmente separabili durante la normale gestione del rifiuto.

Tra gli esempi più comuni troviamo:

  • scatole di cartone con film plastici, reggette e parti metalliche;
  • confezioni poliaccoppiate composte da carta, plastica e alluminio;
  • pallet con elementi in legno, plastica e metallo;
  • contenitori con corpo plastico e componenti metallici;
  • fusti compositi in cartone, plastica e metallo;
  • sacchi multistrato in carta e materiale plastico;
  • cassette e contenitori con inserti, imbottiture o rivestimenti differenti;
  • imballaggi industriali raccolti insieme dopo l’utilizzo;
  • materiali da confezionamento non separabili o fortemente danneggiati;
  • imballaggi provenienti da operazioni di disimballaggio, produzione o manutenzione.

Il fatto che siano presenti materiali differenti non significa automaticamente che il rifiuto sia pericoloso. La distinzione dipende soprattutto dalla presenza o assenza di residui pericolosi.

Imballaggi misti non pericolosi: il codice EER 15 01 06

Gli imballaggi costituiti da materiali differenti e non contaminati da sostanze pericolose possono generalmente essere ricondotti al codice:

EER 15 01 06 – imballaggi in materiali misti.

Possono rientrare in questa categoria, dopo opportuna verifica:

  • cartone e film plastico provenienti dal confezionamento di merci;
  • reggette, angolari, pellicole e protezioni raccolti insieme;
  • imballaggi compositi non contaminati;
  • sacchi e confezioni che hanno contenuto prodotti non pericolosi;
  • imballaggi danneggiati derivanti da magazzini e logistica;
  • residui misti di confezionamento non convenientemente separabili;
  • componenti di pallet o casse composti da più materiali.

Prima del conferimento è comunque opportuno verificare se le diverse frazioni possano essere separate. La raccolta distinta di carta, plastica, legno e metallo può infatti favorire il recupero dei materiali e, in alcuni casi, ridurre i costi complessivi di gestione.

Non bisogna però procedere a separazioni improvvisate quando gli imballaggi sono sporchi, contengono residui o presentano elementi taglienti, polverosi o potenzialmente pericolosi.

Imballaggi contaminati da sostanze pericolose: il codice EER 15 01 10*

Quando gli imballaggi contengono residui di sostanze pericolose oppure risultano contaminati da tali sostanze, può trovare applicazione il codice:

EER 15 01 10 – imballaggi contenenti residui di sostanze pericolose o contaminati da tali sostanze.*

L’asterisco identifica un rifiuto pericoloso.

La contaminazione può derivare, ad esempio, da:

  • vernici, pitture e smalti;
  • solventi e diluenti;
  • resine epossidiche o poliuretaniche;
  • colle, adesivi, sigillanti e mastici;
  • catalizzatori e indurenti;
  • oli minerali e lubrificanti;
  • emulsioni oleose;
  • prodotti corrosivi, acidi o alcalini;
  • reagenti chimici;
  • detergenti industriali pericolosi;
  • fitofarmaci e prodotti chimici per l’agricoltura;
  • inchiostri e prodotti per la stampa;
  • sostanze infiammabili;
  • prodotti tossici o pericolosi per l’ambiente;
  • polveri o materiali assorbenti contaminati.

Possono essere interessati fusti, latte, taniche, secchi, sacchi, cartoni, film plastici, contenitori compositi e relativi accessori.

La semplice espressione “contenitore vuoto” non è sufficiente per considerare l’imballaggio non pericoloso. Un contenitore può non avere più prodotto utilizzabile al suo interno, ma presentare ancora residui, incrostazioni, vapori o contaminazioni sulle superfici.

Imballaggi metallici con matrice porosa pericolosa

Esiste inoltre una categoria specifica, identificata dal codice:

EER 15 01 11 – imballaggi metallici contenenti matrici solide porose pericolose, compresi i contenitori a pressione vuoti.*

Questa voce può interessare particolari imballaggi metallici nei quali una sostanza pericolosa è trattenuta all’interno di una matrice porosa. Non deve essere utilizzata automaticamente per qualsiasi bombola, aerosol o contenitore metallico: la classificazione richiede una valutazione tecnica della struttura e del contenuto originario.

Come stabilire se un imballaggio è contaminato

Per distinguere un imballaggio misto non pericoloso da un imballaggio contaminato è necessario raccogliere informazioni precise.

La valutazione dovrebbe considerare:

  1. Il prodotto contenuto, verificando etichetta e scheda di dati di sicurezza.
  2. La quantità di residuo presente, anche se secco, solidificato o aderente alle pareti.
  3. Le caratteristiche di pericolo del prodotto originario.
  4. Le modalità di svuotamento e utilizzo dell’imballaggio.
  5. La possibilità di bonifica o recupero, quando tecnicamente ammessa e conveniente.
  6. L’omogeneità della partita, evitando di mescolare contenitori con contaminazioni differenti.
  7. Le condizioni fisiche, come perdite, deformazioni, corrosione o assenza di chiusure.

Nei casi dubbi possono essere necessari fotografie, schede tecniche, schede di sicurezza, sopralluoghi o specifici approfondimenti analitici.

Come raccogliere e conservare gli imballaggi misti

Gli imballaggi devono essere gestiti nel deposito temporaneo in modo da evitare dispersioni, reazioni e contaminazioni incrociate.

In particolare, è opportuno:

  • separare i rifiuti pericolosi da quelli non pericolosi;
  • non mischiare contenitori contaminati da sostanze incompatibili;
  • mantenere chiusi fusti, secchi e taniche;
  • utilizzare contenitori o sovraimballaggi idonei;
  • evitare lo schiacciamento di contenitori con residui o vapori;
  • proteggere i rifiuti dagli agenti atmosferici;
  • applicare un’etichettatura chiara;
  • segnalare contenitori danneggiati, corrosi o privi di identificazione;
  • impedire la fuoriuscita di liquidi o polveri;
  • verificare gli eventuali obblighi relativi al trasporto ADR.

Gli imballaggi utilizzati per il trasporto di merci pericolose devono essere scelti considerando compatibilità, resistenza, chiusura e tenuta. Le fonti tecniche fornite evidenziano che gli imballaggi devono resistere alle normali sollecitazioni del trasporto e non devono reagire pericolosamente con le sostanze con cui entrano in contatto.

Errori frequenti nello smaltimento degli imballaggi contaminati

Uno degli errori più comuni consiste nel raccogliere in un solo cassone tutti gli imballaggi aziendali, senza distinguere quelli puliti da quelli contaminati.

Altri errori ricorrenti sono:

  • assegnare il codice EER sulla base del solo materiale esterno;
  • considerare automaticamente non pericoloso un contenitore “vuoto”;
  • mischiare residui incompatibili;
  • lasciare le confezioni aperte o esposte alla pioggia;
  • pressare fusti, latte o aerosol non bonificati;
  • conferire imballaggi con liquido libero senza segnalarlo;
  • non conservare le schede di sicurezza dei prodotti;
  • predisporre una descrizione del rifiuto troppo generica;
  • utilizzare un impianto non autorizzato per quella specifica tipologia.

L’identificazione preventiva del contenuto e della contaminazione consente di individuare l’impianto corretto e prevenire non conformità o respingimenti.

Caso pratico: imballaggi misti contaminati da vernici e solventi

Un’azienda che svolgeva attività di manutenzione aveva accumulato in un unico cassone secchi metallici, taniche di plastica, scatole di cartone, film protettivi, stracci e imballaggi compositi.

Una prima valutazione interna li aveva classificati genericamente come imballaggi misti. Durante il sopralluogo è però emerso che una parte dei contenitori aveva contenuto vernici, solventi, sigillanti e prodotti bicomponenti. Alcuni secchi presentavano residui solidificati, mentre diverse taniche conservavano ancora piccole quantità di liquido.

Il conferimento dell’intera partita come rifiuto non pericoloso avrebbe esposto il cliente al rischio di contestazione da parte dell’impianto.

Arcobaleno Servizi Ambientali ha quindi organizzato:

  • la verifica dei prodotti originariamente contenuti;
  • la raccolta delle schede di sicurezza disponibili;
  • la separazione degli imballaggi non contaminati;
  • il riconfezionamento dei contenitori con residui liquidi;
  • la suddivisione delle diverse contaminazioni;
  • la corretta classificazione delle partite;
  • l’omologazione presso gli impianti individuati;
  • il ritiro programmato con mezzi autorizzati.

L’intervento ha permesso di recuperare separatamente una parte degli imballaggi puliti e di avviare correttamente gli imballaggi contaminati, evitando che l’intero quantitativo venisse gestito come una sola partita indifferenziata.

Come opera Arcobaleno Servizi Ambientali

La gestione degli imballaggi misti non si limita al caricamento del materiale. Arcobaleno organizza il servizio partendo dall’identificazione precisa del rifiuto.

Il Metodo Arcobaleno può comprendere:

  • analisi preliminare della richiesta;
  • acquisizione di fotografie e schede di sicurezza;
  • eventuale sopralluogo gratuito;
  • verifica delle contaminazioni;
  • classificazione del rifiuto;
  • eventuale separazione o riconfezionamento;
  • individuazione dell’impianto autorizzato;
  • omologazione;
  • verifica degli eventuali aspetti ADR;
  • pianificazione del ritiro;
  • trasporto e gestione documentale.

L’applicazione proprietaria utilizzata durante i sopralluoghi permette di raccogliere fotografie, quantità, condizioni del deposito e necessità operative, riducendo richieste incomplete, errori di valutazione e problemi al momento del conferimento.

Una volta completata l’omologazione, Arcobaleno concorda con il cliente il giorno e una fascia oraria indicativa del ritiro, programmando normalmente il servizio entro dieci giorni lavorativi dalla richiesta.

Richiedi un preventivo per lo smaltimento degli imballaggi misti

Devi smaltire imballaggi in carta, plastica, metallo, legno o materiali compositi? Sono presenti residui di vernici, solventi, oli, colle o altre sostanze chimiche?

Invia ad Arcobaleno Servizi Ambientali alcune fotografie, l’elenco dei materiali, le quantità indicative e, quando disponibili, le schede di sicurezza dei prodotti contenuti.

Richiedi un’offerta per il ritiro e lo smaltimento degli imballaggi in materiali misti pericolosi e non pericolosi. Un tecnico valuterà la classificazione, il confezionamento, l’impianto di destinazione e la soluzione operativa più adatta.

FAQ sullo smaltimento degli imballaggi in materiali misti

Qual è il codice EER degli imballaggi in materiali misti?

Il codice generalmente utilizzato per imballaggi composti da materiali differenti e non contaminati è EER 15 01 06. La sua applicabilità deve essere verificata considerando origine, composizione e condizioni effettive del rifiuto.

Qual è il codice degli imballaggi contaminati?

Gli imballaggi contenenti residui di sostanze pericolose o contaminati da tali sostanze possono essere classificati con il codice EER 15 01 10*.

Un contenitore vuoto è sempre non pericoloso?

No. Un contenitore apparentemente vuoto può conservare residui, incrostazioni, polveri o vapori. È necessario verificare il prodotto contenuto e le condizioni dell’imballaggio.

Posso mettere insieme plastica, carta e metallo?

È possibile solo quando i materiali costituiscono effettivamente un rifiuto di imballaggi misti compatibile con il medesimo codice e la stessa destinazione. Le frazioni recuperabili dovrebbero essere separate quando tecnicamente possibile e sicuro.

Posso mescolare imballaggi contaminati da prodotti diversi?

Non automaticamente. Prodotti differenti possono essere incompatibili o richiedere impianti e modalità di trasporto diverse. Prima della miscelazione è necessaria una valutazione tecnica.

Le latte con vernice secca sono rifiuti pericolosi?

La presenza di residuo solidificato non consente, da sola, di escludere la pericolosità. Occorre valutare composizione, quantità del residuo e caratteristiche del prodotto originario.

Gli imballaggi contaminati sono soggetti ad ADR?

Dipende dalle sostanze contenute, dai residui presenti, dalle modalità di confezionamento e dalle condizioni previste dalla normativa sul trasporto. La valutazione deve essere effettuata caso per caso.

È necessario effettuare un’analisi chimica?

Non sempre. In molti casi sono sufficienti provenienza, etichetta, scheda di sicurezza, fotografie e descrizione del processo produttivo. Nei casi dubbi o particolarmente eterogenei possono essere richiesti ulteriori approfondimenti.

Arcobaleno può fornire i contenitori per il ritiro?

Sì, quando necessario il servizio può comprendere la fornitura o l’individuazione di contenitori, sovraimballaggi e soluzioni di raccolta adeguate alla tipologia di rifiuto.

Quali informazioni servono per ricevere un preventivo?

Sono utili fotografie, quantità indicative, tipologia degli imballaggi, prodotti precedentemente contenuti, presenza di residui, schede di sicurezza, luogo del ritiro e condizioni di accesso ai materiali.

contatti
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