23-07-2026
Smaltimento resine, colle, adesivi e sigillanti industriali
Lo smaltimento di resine, colle, adesivi e sigillanti industriali richiede una valutazione più attenta rispetto a quella riservata a molti altri scarti di produzione. Dietro definizioni apparentemente simili possono infatti trovarsi materiali liquidi o induriti, prodotti monocomponenti o bicomponenti, sostanze a base acquosa o solvente, catalizzatori, indurenti e residui con caratteristiche di pericolo molto differenti.
Una gestione corretta parte quindi dalla separazione dei materiali e dall’analisi delle informazioni disponibili: origine del rifiuto, stato fisico, composizione, scheda di sicurezza del prodotto, eventuale presenza di solventi e modalità con cui lo scarto è stato generato.
Non è sufficiente sapere che dentro un fusto c’è una “resina” o una “colla”. Occorre capire quale prodotto contiene, se è ancora reattivo, se è stato miscelato con altri materiali e quale impianto sia autorizzato a riceverlo.
Resine liquide e resine indurite: perché vanno distinte
Le resine liquide possono contenere solventi, monomeri, additivi o altre sostanze pericolose. Possono inoltre essere infiammabili, irritanti, corrosive, sensibilizzanti o pericolose per l’ambiente, a seconda della formulazione.
Devono essere mantenute in contenitori chiusi, compatibili con il prodotto e correttamente identificati. Prima del ritiro è necessario verificare eventuali rigonfiamenti, perdite, corrosioni o alterazioni del fusto.
Le resine completamente indurite presentano invece caratteristiche fisiche differenti. Il completamento della polimerizzazione può ridurne la reattività, ma non consente di considerarle automaticamente non pericolose. La classificazione dipende dal processo produttivo, dalla presenza di residui non reagiti, dagli additivi e dalle eventuali contaminazioni.
Per questo motivo, residui liquidi, semisolidi e solidificati non dovrebbero essere riuniti nello stesso contenitore senza una preventiva valutazione tecnica.
Resine epossidiche, poliuretaniche e relativi indurenti
Le resine epossidiche bicomponenti vengono normalmente utilizzate insieme a uno specifico indurente. I due componenti possono avere composizioni e caratteristiche di pericolo diverse e devono essere gestiti separatamente anche quando sono entrambi scaduti o non più utilizzabili.
Lo stesso principio riguarda le resine poliuretaniche, che possono essere costituite da un componente poliolico e da un componente contenente isocianati. I residui non reagiti richiedono particolare attenzione nella movimentazione, nel confezionamento e nella scelta dell’impianto.
Catalizzatori e indurenti non devono essere versati nei fusti delle resine per ridurre il numero dei contenitori. Oltre al possibile sviluppo di calore, gas o pressione, una miscelazione non controllata può modificare la classificazione del rifiuto e renderne più complessa l’omologazione. La normativa vieta inoltre la miscelazione dei rifiuti pericolosi con differenti caratteristiche di pericolo e dei rifiuti pericolosi con quelli non pericolosi, salvo le specifiche condizioni autorizzative previste.
Siliconi, colle bicomponenti e mastici
Anche i siliconi industriali devono essere distinti tra residui ancora pastosi o liquidi, materiale completamente reticolato e cartucce o contenitori contaminati. L’elenco europeo dei rifiuti prevede, tra le possibili voci da valutare, la distinzione tra rifiuti contenenti siliconi pericolosi e rifiuti contenenti siliconi diversi da quelli pericolosi. Il codice non può però essere attribuito esclusivamente sulla base del nome commerciale del prodotto.
Le colle bicomponenti devono essere mantenute separate nei rispettivi componenti, soprattutto quando non sono mai state utilizzate. I residui già miscelati e completamente induriti costituiscono invece un materiale differente, da valutare in base alla composizione finale.
I mastici e sigillanti possono essere a base solvente, acquosa, bituminosa, siliconica o poliuretanica. Anche in questo caso la classificazione dipende dalla formulazione e dal processo che ha prodotto il rifiuto.
Quale codice EER utilizzare per colle e sigillanti?
Per i rifiuti derivanti dalla produzione, formulazione, fornitura e utilizzazione di adesivi e sigillanti, l’elenco europeo comprende, tra le voci potenzialmente applicabili:
- 08 04 09* per adesivi e sigillanti contenenti solventi organici o altre sostanze pericolose;
- 08 04 10 per adesivi e sigillanti diversi da quelli della voce precedente;
- 08 04 15* per determinati rifiuti liquidi acquosi contenenti adesivi o sigillanti pericolosi;
- 08 04 16 per i corrispondenti rifiuti liquidi acquosi non rientranti nella voce pericolosa.
Questi codici sono soltanto esempi. L’attribuzione del codice EER, spesso ancora chiamato codice CER, deve partire dal processo produttivo e dalle caratteristiche reali del rifiuto. La scheda di sicurezza è uno strumento importante, ma descrive il prodotto originario e non sempre rappresenta integralmente il rifiuto dopo l’utilizzo. Nei casi dubbi possono essere necessarie informazioni aggiuntive, campionamenti o analisi.
Contenitori sporchi, solventi e residui di pulizia
La gestione non riguarda soltanto il prodotto avanzato. Occorre considerare separatamente anche i materiali generati durante l’utilizzo e la pulizia:
Contenitori sporchi. Fusti, latte, secchi, cartucce e cisternette con residui di sostanze pericolose possono rientrare nella voce EER 15 01 10*. Un imballaggio apparentemente vuoto non è automaticamente pulito o non pericoloso.
Acque di lavaggio. Non devono essere scaricate o riunite indiscriminatamente. La presenza di adesivi, resine, solventi, pigmenti o altre sostanze può rendere necessario gestirle come rifiuti liquidi separati.
Solventi di pulizia. I solventi utilizzati per lavare utensili, pompe e miscelatori devono essere raccolti in contenitori chiusi e mantenuti distinti dalle acque.
Materiali assorbenti contaminati. Stracci, filtri, segatura, granuli assorbenti, DPI e materiali utilizzati per raccogliere sversamenti possono costituire un flusso autonomo. Quando contaminati da sostanze pericolose, tra le voci da valutare figura la 15 02 02*.
Separare correttamente queste frazioni facilita la classificazione, riduce il rischio di reazioni indesiderate e permette di individuare destinazioni più appropriate.
Caso pratico: fusti di resina e catalizzatore scaduti
Un’azienda si è trovata con diversi fusti di resina e catalizzatore scaduti, conservati da tempo in magazzino. I prodotti appartenevano allo stesso sistema bicomponente e il cliente aveva inizialmente ipotizzato di unirli prima del ritiro, così da diminuire il numero dei fusti.
Arcobaleno Servizi Ambientali ha escluso questa soluzione: resina e catalizzatore non potevano essere miscelati in modo incontrollato. La reazione avrebbe potuto generare calore, indurimento irregolare e aumento della pressione all’interno dei contenitori, oltre a modificare le caratteristiche del rifiuto.
Sono state quindi raccolte le schede di sicurezza, verificate le quantità e le condizioni dei fusti e mantenuti separati i due componenti. Dopo la classificazione e l’omologazione presso l’impianto, Arcobaleno ha organizzato il ritiro con confezionamento, etichettatura e documentazione coerenti con le caratteristiche di ciascun materiale.
Il cliente ha potuto liberare il deposito senza effettuare travasi improvvisati e senza trasformare due rifiuti identificabili in una miscela più difficile da gestire.
Come opera Arcobaleno Servizi Ambientali
Nella gestione di resine, colle e sigillanti, Arcobaleno può occuparsi di:
- raccolta di fotografie, quantità e schede di sicurezza;
- eventuale sopralluogo gratuito;
- verifica dello stato dei contenitori;
- classificazione e valutazione delle caratteristiche di pericolo;
- eventuale campionamento e analisi;
- riconfezionamento dei contenitori deteriorati;
- individuazione dell’impianto autorizzato;
- verifica delle prescrizioni ADR;
- programmazione del ritiro;
- gestione del formulario e della tracciabilità.
Le informazioni raccolte durante i sopralluoghi vengono organizzate anche mediante strumenti digitali proprietari, riducendo richieste incomplete, errori di valutazione e possibili problemi presso l’impianto. Dopo l’omologazione del rifiuto, il servizio viene concordato su appuntamento e normalmente programmato entro dieci giorni lavorativi.
Richiedi un’offerta per lo smaltimento di resine e colle
Per ricevere una valutazione è utile comunicare:
- denominazione dei prodotti;
- quantità e numero dei contenitori;
- stato liquido, pastoso o indurito;
- fotografie del deposito e dei fusti;
- schede di sicurezza disponibili;
- presenza di catalizzatori, solventi o acque di lavaggio;
- sede presso cui effettuare il ritiro.
Contatta ARC Ambiente – Arcobaleno Servizi Ambientali per richiedere un’offerta personalizzata per lo smaltimento di resine industriali, colle, adesivi, siliconi, mastici e relativi materiali contaminati.
FAQ sullo smaltimento di resine, colle e adesivi
Una resina scaduta è automaticamente un rifiuto pericoloso?
No. La scadenza non determina da sola la pericolosità. Occorre valutare composizione, processo di origine, caratteristiche di pericolo e condizioni del materiale.
Resina liquida e resina indurita possono avere lo stesso codice EER?
Non necessariamente. Lo stato fisico, la presenza di componenti non reagiti e il processo che ha generato il rifiuto possono portare a classificazioni e destinazioni differenti.
È possibile miscelare resina e catalizzatore prima del ritiro?
Non deve essere fatto senza una specifica valutazione tecnica e un processo autorizzato. La miscelazione può provocare reazioni incontrollate e modificare le caratteristiche del rifiuto.
Servono sempre le analisi di laboratorio?
No. In alcuni casi la classificazione può essere effettuata sulla base del processo produttivo, delle schede di sicurezza e di informazioni documentali attendibili. Le analisi diventano necessarie quando composizione o pericolosità non sono sufficientemente definite.
Come si smaltiscono i contenitori sporchi di colla o resina?
Devono essere valutati separatamente dal prodotto. Se contengono residui o sono contaminati da sostanze pericolose possono essere classificati come imballaggi contaminati.
Quanto costa lo smaltimento di resine e adesivi industriali?
Il costo dipende da quantità, composizione, pericolosità, stato fisico, confezionamento, necessità di analisi, trasporto ADR e impianto di destinazione. Per una quotazione corretta è necessario esaminare le caratteristiche effettive del rifiuto.
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