07-09-2026

Caratteristiche di pericolo dei rifiuti: cosa sono le HP1-HP15

Le caratteristiche di pericolo dei rifiuti, identificate dalle sigle da HP1 a HP15, descrivono le proprietà che possono rendere un rifiuto pericoloso: dall'infiammabilità alla corrosività, dalla tossicità all'ecotossicità.

Conoscerle non è un aspetto puramente formale. La corretta classificazione incide sulla gestione concreta del rifiuto, sulla documentazione, sul confezionamento, sulla scelta degli operatori e degli impianti di destino e, quando applicabile, sulle condizioni di trasporto.

Il quadro di riferimento europeo è costituito in particolare dall'Allegato III della direttiva 2008/98/CE, modificato dal Regolamento (UE) n. 1357/2014; per HP14 è intervenuto successivamente il Regolamento (UE) 2017/997.

Cosa sono le caratteristiche di pericolo HP dei rifiuti?

Le HP sono le 15 caratteristiche attraverso le quali viene valutata la pericolosità di un rifiuto. Non devono essere confuse con le indicazioni di pericolo “H” utilizzate dalla normativa CLP per sostanze e miscele: queste ultime possono però essere utilizzate, insieme alla concentrazione delle sostanze presenti, nella valutazione delle HP.

La Commissione Europea dedica agli HP1-HP15 un'intera sezione dei propri Orientamenti tecnici sulla classificazione dei rifiuti, indicando procedure di calcolo, prove e criteri di valutazione.

Tabella delle caratteristiche di pericolo dei rifiuti HP1-HP15

 

CodiceCaratteristicaIn termini semplici
HP1EsplosivoRifiuto che può produrre una reazione esplosiva o sviluppare gas con pressione e velocità tali da provocare danni
HP2ComburentePuò provocare o favorire la combustione di altri materiali
HP3InfiammabileComprende rifiuti liquidi, solidi o gassosi che possono incendiarsi nelle condizioni previste dalla normativa
HP4IrritantePuò provocare irritazione cutanea o lesioni oculari
HP5Tossicità specifica per organi bersaglio / tossicità per aspirazione       Può provocare effetti tossici su determinati organi o essere pericoloso in caso di aspirazione
HP6Tossicità acutaPuò provocare effetti tossici acuti per ingestione, inalazione o contatto
HP7CancerogenoPuò provocare il cancro o aumentarne l'incidenza
HP8CorrosivoPuò causare corrosione cutanea
HP9InfettivoContiene microrganismi vitali o loro tossine che possono causare malattie
HP10Tossico per la riproduzionePuò compromettere la funzione riproduttiva o lo sviluppo della progenie
HP11MutagenoPuò provocare mutazioni genetiche
HP12Liberazione di gas a tossicità acutaPuò liberare gas tossici a contatto, ad esempio, con acqua o acidi
HP13SensibilizzantePuò provocare sensibilizzazione cutanea o respiratoria
HP14EcotossicoPresenta o può presentare rischi immediati o differiti per l'ambiente
HP15    Può manifestare successivamente una caratteristica di pericoloIl rifiuto non presenta direttamente una delle precedenti caratteristiche, ma può svilupparla successivamente

 

La terminologia deriva dall'Allegato III della direttiva quadro sui rifiuti e dagli orientamenti della Commissione Europea. Per HP14 – Ecotossico valgono gli specifici criteri introdotti dal Regolamento (UE) 2017/997.

Chi deve attribuire le caratteristiche di pericolo a un rifiuto?

La corretta attribuzione del codice EER e delle caratteristiche di pericolo è responsabilità del produttore del rifiuto.

L'articolo 184 del D.Lgs. 152/2006 stabilisce che la corretta attribuzione dei codici e delle caratteristiche di pericolo debba essere effettuata dal produttore sulla base delle Linee Guida predisposte dal Sistema Nazionale per la Protezione dell'Ambiente.

Questo rende particolarmente importante evitare classificazioni basate esclusivamente sull'aspetto del materiale o sull'esperienza empirica.

Come si stabilisce quali HP possiede un rifiuto?

La classificazione dei rifiuti pericolosi richiede innanzitutto di conoscere origine, processo produttivo e composizione del rifiuto.

A seconda del caso possono essere utilizzati:

  • informazioni sul ciclo produttivo;
  • schede di sicurezza delle sostanze e dei prodotti utilizzati;
  • schede tecniche;
  • conoscenza delle sostanze potenzialmente presenti;
  • campionamento e analisi chimiche;
  • calcoli basati sulle concentrazioni e sui codici di indicazione di pericolo;
  • specifici metodi di prova, quando previsti.

Gli Orientamenti tecnici della Commissione precisano infatti che occorre acquisire una conoscenza sufficiente della composizione del rifiuto per poter applicare i criteri di calcolo o le prove previste. Inoltre, non esistono test diretti applicabili indistintamente a tutte le caratteristiche di pericolo.

La sola SDS del prodotto originario, quindi, può rappresentare una fonte preziosa di informazioni, ma non equivale automaticamente alla classificazione del rifiuto, la cui composizione potrebbe essere cambiata durante il processo produttivo.

Perché attribuire correttamente le HP è così importante?

Un errore nella classificazione può ripercuotersi su tutta la filiera.

Una caratteristica di pericolo non correttamente individuata può comportare problemi nella scelta del contenitore, nell'etichettatura, nell'omologazione presso l'impianto, nella documentazione o nelle verifiche relative al trasporto.

La classificazione deve quindi precedere l'organizzazione dello smaltimento, non essere ricostruita frettolosamente quando il mezzo è già arrivato per effettuare il ritiro.

Le Linee Guida SNPA sulla classificazione dei rifiuti, approvate con Delibera n. 105/2021 e successivo decreto ministeriale, propongono proprio un procedimento progressivo: individuazione della voce EER, acquisizione delle conoscenze sulla composizione e verifica dell'eventuale presenza di una o più caratteristiche HP1-HP15.

Caso pratico: gestione completa dei rifiuti di un produttore di componenti elettronici

Un esempio concreto riguarda un cliente operante nella produzione di componenti elettroniche, attività nella quale possono originarsi numerosi flussi differenti: scarti di lavorazione, componentistica elettronica non conforme, solventi e prodotti utilizzati nelle lavorazioni, materiali assorbenti contaminati, imballaggi, metalli, plastiche e altri residui di produzione.

In questo caso ARC Ambiente – Arcobaleno Servizi Ambientali svolge il ruolo di interlocutore unico per lo smaltimento di tutti i rifiuti prodotti dallo stabilimento, pericolosi e non pericolosi.

Il vantaggio operativo è soprattutto nella gestione coordinata dei diversi flussi. Per i rifiuti che richiedono particolare attenzione vengono esaminate origine, documentazione tecnica, possibile presenza di sostanze pericolose, codice EER e relative HP; quando necessario vengono organizzate le analisi e l'omologazione presso l'impianto di destino.

Un unico interlocutore permette inoltre di avere una visione complessiva dei rifiuti prodotti, individuando criticità nella separazione dei flussi, nel deposito temporaneo e nella programmazione periodica dei ritiri.

Come opera Arcobaleno quando devono essere valutate le caratteristiche HP

La gestione parte dalla conoscenza del rifiuto, non dal semplice ritiro.

A seconda della complessità, ARC Ambiente può acquisire fotografie, schede di sicurezza, informazioni sul processo produttivo e analisi disponibili; effettuare un sopralluogo gratuito quando utile; verificare codice EER e caratteristiche di pericolo; coordinare eventuali analisi e omologazione; individuare trasportatore e impianto autorizzati e organizzare la documentazione necessaria.

Una volta completata l'omologazione, Arcobaleno può programmare il ritiro su appuntamento, concordando giorno e fascia oraria indicativa ed eseguendo normalmente il servizio entro 10 giorni lavorativi dalla richiesta, previa omologazione. Il supporto può estendersi anche a registri, RENTRI, formulari, conservazione digitale e MUD, in funzione delle esigenze del cliente.

L'obiettivo è trasformare una materia tecnicamente complessa come la classificazione dei rifiuti in un processo controllato, documentato e verificabile.

Devi classificare o smaltire un rifiuto pericoloso?

Se devi smaltire un rifiuto e hai dubbi sul codice EER, sulle caratteristiche di pericolo HP, sulle analisi necessarie o sull'impianto di destino, puoi inviare ad ARC Ambiente le informazioni disponibili sul materiale.

Contatta Arcobaleno Servizi Ambientali e richiedi un'offerta: valuteremo il rifiuto e organizzeremo la soluzione di raccolta, trasporto e smaltimento più adatta alle esigenze della tua azienda.

FAQ sulle caratteristiche di pericolo dei rifiuti

Un rifiuto pericoloso deve avere sempre almeno una HP?

Sì. Le caratteristiche HP identificano le proprietà di pericolo possedute dal rifiuto e devono essere individuate anche ai fini della sua corretta gestione.

Qual è la differenza tra codice EER e codice HP?

Il codice EER identifica la tipologia di rifiuto in funzione principalmente dell'origine e del processo che lo ha generato. Le HP descrivono invece le caratteristiche di pericolo possedute dal rifiuto. Sono quindi informazioni differenti e complementari.

Le frasi H presenti nella scheda di sicurezza sono uguali alle HP?

No. Le indicazioni H appartengono alla classificazione CLP delle sostanze e delle miscele. Le HP1-HP15 sono le caratteristiche di pericolo previste dalla normativa sui rifiuti. Le indicazioni H delle sostanze presenti sono però utilizzate in molti criteri per determinare le HP.

Basta la scheda di sicurezza per attribuire le HP?

Non sempre. La SDS può fornire informazioni essenziali sui prodotti utilizzati nel processo, ma il rifiuto può avere una composizione differente rispetto al prodotto originario. In alcuni casi sono necessarie ulteriori informazioni o analisi.

Quando servono le analisi di laboratorio?

Le analisi possono essere necessarie quando la composizione non è sufficientemente conosciuta, in presenza di voci specchio, per verificare determinate sostanze o quando richieste ai fini dell'omologazione dell'impianto. Il piano analitico deve essere costruito sul rifiuto specifico e non applicato indiscriminatamente.

HP14 cosa significa?

HP14 identifica un rifiuto ecotossico, cioè un rifiuto che presenta o può presentare rischi immediati o differiti per uno o più comparti ambientali. I relativi criteri sono disciplinati dal Regolamento (UE) 2017/997.

Chi è responsabile della classificazione del rifiuto?

La corretta attribuzione del codice EER e delle caratteristiche di pericolo è in capo al produttore del rifiuto, che può naturalmente avvalersi di laboratori, consulenti e operatori ambientali qualificati per acquisire gli elementi tecnici necessari.

 

Fonti istituzionali principali: D.Lgs. 152/2006; Regolamento (UE) n. 1357/2014; Regolamento (UE) 2017/997; Commissione Europea, Orientamenti tecnici sulla classificazione dei rifiuti 2018/C 124/01; Linee Guida SNPA sulla classificazione dei rifiuti, Delibera n. 105/2021.

 

Contenuto redatto dall’Ufficio Ambientale ARC Ambiente

Revisione tecnica: Alessia Ferrari - Resp. Ufficio Ambiente e Logistica

Ultimo aggiornamento: 7 settembre 2026

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