17-09-2026

Smaltimento rifiuti dell’industria cosmetica: gestione, classificazione e ritiro

L’industria cosmetica produce una gamma di rifiuti molto più articolata di quanto possa apparire: materie prime non più utilizzabili, prodotti fuori specifica, creme ed emulsioni, soluzioni di lavaggio, solventi, fanghi, filtri, imballaggi contaminati e residui provenienti dai laboratori di controllo qualità.

Lo smaltimento dei rifiuti dell’industria cosmetica richiede quindi un approccio tecnico che parta dall’origine del rifiuto e dalla sua composizione, per arrivare alla corretta classificazione, al confezionamento, al trasporto e al conferimento presso impianti autorizzati.

Il D.Lgs. 152/2006 distingue i rifiuti in funzione dell’origine e delle eventuali caratteristiche di pericolo e stabilisce che la corretta attribuzione del codice del rifiuto e delle caratteristiche di pericolo compete al produttore.

Quali rifiuti produce l’industria cosmetica?

Uno stabilimento che produce cosmetici, detergenti per la persona, creme, shampoo, profumi o prodotti per la cura del corpo può generare rifiuti in numerose fasi del processo.

Durante la produzione possono derivare, ad esempio, residui di miscelazione, lotti non conformi, materie prime scadute o deteriorate e prodotti finiti che non possono essere immessi sul mercato. Le operazioni di lavaggio di miscelatori, serbatoi e linee produttive possono inoltre generare acque o soluzioni contenenti residui di prodotto.

A queste tipologie si aggiungono filtri, materiali assorbenti, fanghi provenienti dal trattamento delle acque, residui di laboratorio e imballaggi contaminati da sostanze o preparati utilizzati nel ciclo produttivo.

Non tutti questi rifiuti sono necessariamente pericolosi: la classificazione deve essere effettuata sulla base della provenienza, del processo che li ha generati e, quando necessario, della composizione chimica. Le Linee Guida SNPA sulla classificazione dei rifiuti, pubblicate da ISPRA, definiscono un approccio metodologico specifico per l'individuazione del codice e per la valutazione della pericolosità. Consulta le Linee Guida ISPRA-SNPA sulla classificazione dei rifiuti

Codici EER nell’industria cosmetica: alcuni esempi

L'Elenco Europeo dei Rifiuti dedica il sottocapitolo 07 06 ai rifiuti derivanti dalla produzione, formulazione, fornitura e uso di grassi, lubrificanti, saponi, detergenti, disinfettanti e cosmetici. Consulta l'Elenco Europeo dei Rifiuti su EUR-Lex

 

Tipologia di rifiutoPossibile codice EERIndicazione
Soluzioni acquose di lavaggio e acque madri

07 06 01*

Rifiuto pericoloso
Solventi organici alogenati e soluzioni di lavaggio

07 06 03*

Rifiuto pericoloso
Altri solventi organici e soluzioni di lavaggio

07 06 04*

Rifiuto pericoloso
Residui di reazione o distillazione

07 06 07* / 07 06 08*      

Rifiuti pericolosi
Filtri e assorbenti esausti

07 06 09* / 07 06 10*

Rifiuti pericolosi
Fanghi contenenti sostanze pericolose

07 06 11*

Rifiuto pericoloso
Altri fanghi da trattamento interno degli effluenti

07 06 12

Rifiuto non pericoloso
Altri rifiuti del processo cosmetico

07 06 99

Da valutare caso per caso
Imballaggi contenenti residui di sostanze pericolose o contaminati        

15 01 10*

Rifiuto pericoloso

 

La tabella ha valore indicativo. Il codice non può essere attribuito esclusivamente in base all'aspetto del materiale o al nome commerciale del prodotto. Due rifiuti apparentemente simili possono richiedere classificazioni differenti in funzione delle materie prime utilizzate, delle concentrazioni e del processo produttivo.

Prodotti cosmetici scaduti e lotti fuori specifica

Una delle esigenze più frequenti riguarda lo smaltimento di cosmetici scaduti, difettosi o fuori specifica.

Un lotto può diventare rifiuto per numerose ragioni: errore di formulazione, contaminazione, mancato rispetto dei parametri qualitativi, superamento della shelf life, cambio di packaging oppure decisione commerciale di non immettere il prodotto sul mercato.

In questi casi è importante evitare di trattare automaticamente tutto il materiale come un unico rifiuto. Può essere necessario distinguere il prodotto dal relativo imballaggio, verificare la composizione e valutare se siano presenti sostanze tali da determinare caratteristiche di pericolo.

Lo stesso principio vale per profumi, prodotti contenenti alcool, solventi, sostanze concentrate o preparati utilizzati nella formulazione.

Imballaggi contaminati, filtri e materiali assorbenti

Flaconi, fusti, taniche, cisternette, sacchi e altri contenitori utilizzati nel processo produttivo devono essere valutati anche in funzione degli eventuali residui presenti.

Un imballaggio che ha contenuto una sostanza pericolosa non deve essere automaticamente gestito come un normale imballaggio da raccolta differenziata.

Lo stesso vale per stracci, assorbenti, DPI e materiali utilizzati durante attività di pulizia o in seguito a piccoli sversamenti: la natura della sostanza con cui sono entrati in contatto può condizionarne la classificazione.

Per questo la gestione dei rifiuti cosmetici dovrebbe iniziare già all'interno dello stabilimento, predisponendo contenitori adeguati, separazione delle differenti tipologie e identificazione chiara dei rifiuti.

Come gestire correttamente i rifiuti di uno stabilimento cosmetico

Una gestione efficiente parte dalla conoscenza dei processi produttivi. È necessario individuare quali rifiuti vengono generati, con quale frequenza, in quali quantità e con quali caratteristiche.

Successivamente possono essere definiti i corretti codici EER, le eventuali analisi necessarie, i contenitori da utilizzare e la frequenza dei ritiri. Particolare attenzione deve essere dedicata alla documentazione e alla tracciabilità attraverso registri, formulari e gli adempimenti RENTRI applicabili alla singola azienda.

Nel 2026 sono state aggiornate anche le modalità di compilazione del registro cronologico di carico e scarico e del formulario di identificazione del rifiuto. Consulta gli aggiornamenti ufficiali sul portale RENTRI

Come opera Arcobaleno Servizi Ambientali

Per lo smaltimento dei rifiuti dell’industria cosmetica, Arcobaleno Servizi Ambientali può operare come interlocutore unico, organizzando un servizio costruito sulle caratteristiche dello stabilimento e sulle differenti tipologie di rifiuto prodotte.

Il processo parte dall'analisi della richiesta e, quando necessario, da un sopralluogo gratuito e senza impegno. Vengono quindi individuate le tipologie di rifiuto, predisposta l'offerta e avviata l'omologazione, richiedendo eventuali schede tecniche, schede di sicurezza o analisi.

Una volta completata questa fase, il servizio viene programmato su appuntamento, concordando giorno e fascia oraria indicativa del ritiro. Arcobaleno programma normalmente il servizio entro 10 giorni lavorativi dalla richiesta, previa omologazione del rifiuto.

Il cliente può inoltre ricevere supporto nella gestione di EER, formulari, registri, RENTRI, conservazione digitale e MUD, evitando di coordinare separatamente diversi operatori.

Caso pratico: gestione completa dei rifiuti in un'azienda cosmetica della provincia di Cremona

Il valore di un interlocutore unico per la gestione dei rifiuti emerge soprattutto quando nello stesso sito vengono prodotte contemporaneamente numerose tipologie di scarto.

In un'azienda cosmetica della provincia di Cremona, Arcobaleno Servizi Ambientali effettua regolarmente la gestione e lo smaltimento dei diversi rifiuti prodotti durante le lavorazioni.

Il cliente non deve ricercare un fornitore diverso per ogni singola tipologia: Arcobaleno coordina la classificazione preliminare, individua le soluzioni di conferimento, organizza i trasporti e gestisce la documentazione collegata ai ritiri.

Nello stesso stabilimento cosmetico convivono residui liquidi, fanghi, prodotti fuori specifica, imballaggi contaminati, filtri, assorbenti e rifiuti da laboratorio: Arcobaleno agisce da unico referente, con soluzioni tecniche differenti per ciascun flusso.

Smaltimento rifiuti cosmetici: richiedi un'offerta

Ogni stabilimento cosmetico ha cicli produttivi e rifiuti differenti. Per questo una soluzione realmente efficace non parte da un listino standard, ma dall'analisi delle sostanze utilizzate, dei processi e delle quantità prodotte.

Arcobaleno Servizi Ambientali può gestire sia ritiri occasionali sia servizi periodici programmati, fino alla gestione integrata di tutte le tipologie di rifiuto prodotte dall'azienda.

Contatta ARC Ambiente e richiedi un'offerta per lo smaltimento dei rifiuti della tua industria cosmetica.

FAQ sullo smaltimento dei rifiuti dell’industria cosmetica

Quali sono i principali rifiuti prodotti da un'azienda cosmetica?
Tra i più frequenti vi sono prodotti e materie prime non utilizzabili, lotti fuori specifica, soluzioni di lavaggio, solventi, fanghi, filtri, assorbenti, imballaggi contaminati e rifiuti provenienti dai laboratori.

I cosmetici scaduti sono rifiuti pericolosi?
Non necessariamente. La classificazione dipende dalla composizione del prodotto, dall'origine del rifiuto e dalla presenza di sostanze in grado di conferirgli caratteristiche di pericolo.

Qual è il codice EER dei rifiuti cosmetici?
Non esiste un unico codice. Il sottocapitolo 07 06 contiene diverse voci riferite alla produzione e all'uso di cosmetici, detergenti e prodotti analoghi, ma il codice deve essere individuato in funzione dello specifico processo che ha generato il rifiuto.

Come si smaltiscono gli imballaggi contaminati da prodotti cosmetici?
Occorre valutare quale sostanza abbiano contenuto e la presenza di eventuali residui. Gli imballaggi contaminati da sostanze pericolose possono ricadere, ad esempio, nel codice EER 15 01 10*.

È possibile organizzare ritiri periodici?
Sì. Per le aziende che producono regolarmente le stesse tipologie di rifiuto è possibile predisporre un programma di ritiri ricorrenti, dimensionato sulle effettive necessità produttive.

Arcobaleno può gestire più tipologie di rifiuto con un unico servizio?
Sì. L'obiettivo è offrire al cliente un unico referente per organizzare la gestione delle diverse tipologie di rifiuti, individuando per ciascuna il corretto percorso di trasporto, recupero o smaltimento.

 

Contenuto redatto dall’Ufficio Ambientale ARC Ambiente

Revisione tecnica: Alessia Ferrari - Resp. Ufficio Ambiente e Logistica

Ultimo aggiornamento: 17 settembre 2026

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