01-08-2026

Smaltimento inchiostri, toner e rifiuti da stampa industriale

Lo smaltimento di inchiostri, toner liquidi e rifiuti da stampa industriale richiede una valutazione tecnica più approfondita rispetto alla semplice raccolta delle cartucce esaurite utilizzate negli uffici.

Tipografie, serigrafie, litografie, aziende cartotecniche, produttori di imballaggi, reparti di stampa digitale e imprese che utilizzano sistemi di marcatura industriale possono produrre residui liquidi, fanghi, solventi di lavaggio, contenitori contaminati e materiali assorbenti. La composizione di questi rifiuti può variare sensibilmente in funzione della tecnologia di stampa e dei prodotti impiegati.

Per organizzare correttamente il servizio è quindi necessario stabilire che cosa contiene il rifiuto, da quale processo deriva, in quale stato fisico si presenta e se possiede caratteristiche di pericolo. Solo dopo questa valutazione è possibile individuare il codice EER, l’imballaggio, le condizioni di trasporto e l’impianto di destino appropriati.

Quali rifiuti vengono prodotti dalle attività di stampa industriale

L’espressione “rifiuti da stampa” comprende materiali molto diversi tra loro. Tra quelli più frequentemente prodotti si trovano:

  • inchiostri liquidi inutilizzati, scaduti o fuori specifica;
  • toner liquidi e residui provenienti dai circuiti delle macchine;
  • inchiostri UV, a solvente, a base acquosa o oleosa;
  • miscele di colore preparate ma non più utilizzabili;
  • vernici, primer e rivestimenti impiegati nella stampa o nella finitura;
  • solventi utilizzati per il lavaggio di rulli, vasche, telai e circuiti;
  • acque di lavaggio contaminate da pigmenti e sostanze chimiche;
  • fanghi derivanti dalla pulizia degli impianti;
  • stracci, filtri, guanti e materiali assorbenti contaminati;
  • contenitori, latte, taniche, fusti e cartucce sporchi;
  • residui solidificati, croste di inchiostro e raschiature;
  • imballaggi o supporti di stampa non conformi contaminati dal prodotto.

Non tutti questi materiali possono essere gestiti insieme. Un inchiostro a base acquosa, un residuo contenente solventi infiammabili e un toner liquido possono richiedere classificazioni, contenitori e destinazioni differenti.

Inchiostri liquidi, toner e cartucce: non sono lo stesso rifiuto

Uno degli errori più comuni consiste nel considerare equivalenti tutti i residui provenienti da stampanti e macchine da stampa.

Le cartucce e i toner esauriti da ufficio sono generalmente costituiti da un contenitore o da un componente sostituibile della macchina. Nella stampa industriale, invece, è frequente trovare prodotti liquidi sfusi, miscele di pigmenti e solventi, fondi di fusto, residui di lavaggio o fanghi.

Il toner liquido non deve essere confuso con la polvere di toner contenuta nelle normali cartucce laser. Può essere composto da particelle coloranti disperse in un liquido vettore e deve essere valutato sulla base della sua formulazione e della scheda di sicurezza del prodotto originario.

Anche due inchiostri della stessa tonalità possono avere caratteristiche molto diverse: uno può essere a base acquosa, mentre l’altro può contenere solventi organici o sostanze che determinano l’attribuzione di caratteristiche di pericolo.

Quando gli inchiostri esausti sono rifiuti pericolosi

La pericolosità non dipende esclusivamente dal colore, dall’odore o dall’aspetto del materiale. Deve essere valutata considerando la composizione del rifiuto e la presenza di sostanze pericolose.

Possono risultare particolarmente critici gli inchiostri o i residui contenenti:

  • solventi organici;
  • sostanze infiammabili;
  • pigmenti o additivi pericolosi;
  • componenti irritanti o sensibilizzanti;
  • sostanze pericolose per l’ambiente;
  • miscele la cui composizione non è più identificabile;
  • residui derivanti dalla miscelazione di prodotti differenti.

L’Elenco europeo dei rifiuti comprende, nel capitolo dedicato alla produzione, formulazione, fornitura e uso degli inchiostri da stampa, voci distinte per rifiuti contenenti sostanze pericolose e corrispondenti rifiuti non pericolosi. Il codice non deve però essere scelto automaticamente in base al nome commerciale: occorre partire dal processo produttivo e dalle effettive caratteristiche del rifiuto.

Quando le informazioni documentali non sono sufficienti, può essere necessario effettuare un campionamento rappresentativo e specifiche analisi di caratterizzazione.

Come classificare i rifiuti da stampa industriale

La classificazione dovrebbe partire dalla raccolta di alcune informazioni fondamentali:

  1. processo che ha generato il rifiuto;
  2. prodotto o miscela originariamente utilizzati;
  3. schede di sicurezza disponibili;
  4. quantità e stato fisico;
  5. presenza di acqua, solventi o altre sostanze;
  6. modalità con cui i materiali sono stati raccolti;
  7. eventuale miscelazione con altri residui;
  8. caratteristiche dell’imballaggio.

Le schede di sicurezza degli inchiostri e dei detergenti sono molto utili, ma descrivono il prodotto prima dell’utilizzo. Il rifiuto può aver subito contaminazioni, diluizioni o trasformazioni e deve quindi essere valutato nella sua condizione effettiva.

La corretta attribuzione del codice EER rimane responsabilità del produttore del rifiuto, che deve disporre degli elementi tecnici necessari per motivare la classificazione.

Perché inchiostri e solventi non devono essere miscelati indiscriminatamente

Riunire tutti i residui di stampa in un unico contenitore può sembrare una soluzione pratica, ma può creare problemi tecnici, economici e di sicurezza.

La miscelazione può:

  • modificare le caratteristiche di pericolo;
  • provocare reazioni indesiderate;
  • rendere il rifiuto non conforme all’omologa dell’impianto;
  • impedire il recupero di alcune frazioni;
  • aumentare il costo di trattamento;
  • rendere più difficile ricostruire la composizione del rifiuto.

È quindi opportuno mantenere separati, quando tecnicamente necessario, gli inchiostri a base acquosa, quelli contenenti solventi, le acque di lavaggio, i solventi esausti, i fanghi e i materiali solidi contaminati.

Contenitori, deposito temporaneo ed etichettatura

Gli inchiostri e i toner liquidi devono essere raccolti in contenitori compatibili con il prodotto, integri, chiudibili e idonei allo stato fisico del rifiuto.

A seconda delle quantità e delle caratteristiche possono essere utilizzati:

  • fusti;
  • taniche;
  • cisternette;
  • contenitori omologati;
  • vasche di sicurezza o sistemi di contenimento secondario;
  • contenitori dedicati per stracci, filtri e assorbenti contaminati.

I recipienti devono essere mantenuti chiusi, salvo durante le operazioni di conferimento, ed etichettati in modo da identificare chiaramente il rifiuto contenuto. In presenza di liquidi è inoltre importante prevenire urti, rovesciamenti e dispersioni nel luogo di deposito.

L’eventuale applicazione della disciplina ADR al trasporto non dipende automaticamente dal fatto che il rifiuto sia classificato come pericoloso ai fini ambientali. Deve essere effettuata una valutazione specifica delle caratteristiche della merce trasportata.

Smaltimento o recupero: quale destinazione viene scelta

La destinazione finale dipende dalla composizione e dalle caratteristiche del materiale.

In alcuni casi, solventi e miscele contenenti componenti recuperabili possono essere sottoposti a operazioni di rigenerazione o recupero. Altri residui possono essere destinati a trattamento, recupero energetico o smaltimento presso impianti autorizzati.

La possibilità di recuperare il materiale aumenta quando i flussi sono:

  • correttamente separati;
  • ben identificati;
  • privi di frazioni estranee;
  • raccolti in contenitori idonei;
  • accompagnati da informazioni affidabili.

Non esiste quindi una destinazione unica valida per tutti gli inchiostri. La scelta viene effettuata sulla base dell’omologa e delle condizioni di accettazione dell’impianto.

Caso pratico: pulizia di un reparto di stampa con residui diversi

Un’azienda cartotecnica doveva liberare un’area di produzione nella quale erano stati accumulati, nel tempo, diversi materiali: fusti parzialmente pieni di inchiostri, taniche di solvente di lavaggio, residui a base acquosa, filtri contaminati e contenitori senza etichette leggibili.

La soluzione apparentemente più semplice sarebbe stata travasare tutti i liquidi in un’unica cisternetta. Questa scelta avrebbe però compromesso la possibilità di ricostruire la composizione dei materiali e avrebbe potuto generare una miscela non accettabile dall’impianto.

Il lavoro è stato quindi impostato separando:

  • gli inchiostri ancora identificabili;
  • i solventi di lavaggio;
  • le acque contaminate;
  • i materiali solidi;
  • i contenitori privi di informazioni sufficienti.

Per i rifiuti documentati sono state utilizzate le schede tecniche disponibili. Per i materiali non identificati è stata prevista una caratterizzazione specifica. Dopo l’omologa, i diversi flussi sono stati confezionati ed etichettati separatamente e destinati agli impianti più adatti.

In questo modo l’azienda ha liberato il reparto senza effettuare miscelazioni improprie, mantenendo la tracciabilità e riducendo il rischio di contestazioni al conferimento.

Come opera Arcobaleno Servizi Ambientali

Arcobaleno Servizi Ambientali organizza lo smaltimento degli inchiostri industriali e dei rifiuti da stampa attraverso un processo costruito sulle caratteristiche effettive del materiale:

  • raccolta preliminare delle informazioni;
  • valutazione di schede di sicurezza e documentazione disponibile;
  • eventuale sopralluogo gratuito;
  • verifica delle modalità di confezionamento;
  • individuazione del codice EER;
  • omologa presso l’impianto;
  • eventuale campionamento e analisi;
  • pianificazione del trasporto;
  • conferimento presso impianti autorizzati;
  • assistenza nella gestione documentale.

Quando necessario, il sopralluogo viene gestito attraverso un’applicazione proprietaria che permette di raccogliere in formato digitale fotografie, quantità, tipologie di rifiuti e caratteristiche dei contenitori.

Il ritiro viene concordato indicando giorno e fascia oraria orientativa. Previa conclusione dell’omologa, il servizio viene programmato ed eseguito entro 10 giorni lavorativi dalla richiesta.

Richiedi un preventivo per lo smaltimento degli inchiostri

Devi smaltire inchiostri esausti, toner liquidi, solventi di lavaggio, fanghi o contenitori contaminati?

Per ricevere una valutazione è utile inviare:

  • fotografie dei materiali;
  • quantità indicative;
  • dimensione e tipologia dei contenitori;
  • schede di sicurezza disponibili;
  • descrizione del processo produttivo;
  • indirizzo del luogo di ritiro.

Contatta Arcobaleno Servizi Ambientali per richiedere un’offerta personalizzata per il ritiro e lo smaltimento dei rifiuti da stampa industriale.

FAQ sullo smaltimento di inchiostri e toner liquidi

Gli inchiostri esausti sono sempre rifiuti pericolosi?

No. La classificazione dipende dalla composizione e dalle caratteristiche del rifiuto. Inchiostri contenenti solventi o altre sostanze pericolose possono richiedere un codice EER pericoloso, mentre prodotti differenti possono risultare non pericolosi. La valutazione deve essere effettuata caso per caso.

Posso versare inchiostri di colori diversi nello stesso fusto?

Il colore non è l’unico elemento da considerare. Prodotti con formulazioni compatibili potrebbero, in alcuni casi, essere raccolti insieme, ma inchiostri a base acquosa, a solvente, UV o contenenti componenti differenti non dovrebbero essere miscelati senza una valutazione preventiva.

Toner liquido e cartucce toner possono essere smaltiti insieme?

Non necessariamente. Il toner liquido sfuso, le cartucce esaurite e i componenti delle macchine possono appartenere a flussi differenti. Occorre verificare composizione, provenienza e condizioni di accettazione dell’impianto.

Come si smaltiscono gli stracci sporchi di inchiostro?

Stracci, filtri, guanti e materiali assorbenti contaminati devono essere raccolti separatamente in contenitori chiusi. La loro classificazione dipende dalle sostanze assorbite e dal processo che li ha generati.

Le latte vuote di inchiostro sono imballaggi puliti?

Non automaticamente. Se contengono residui o risultano contaminate da sostanze pericolose, devono essere gestite come imballaggi contaminati. Non è sufficiente che la latta sia stata semplicemente svuotata.

Servono analisi di laboratorio?

Non sempre. Quando il processo, la composizione e le schede di sicurezza permettono di classificare il rifiuto con sufficiente certezza, le analisi possono non essere necessarie. Diventano invece importanti per miscele, rifiuti non identificati o materiali la cui composizione è cambiata.

Quanto costa smaltire gli inchiostri industriali?

Il costo dipende da composizione, pericolosità, quantità, imballaggio, analisi necessarie, trasporto e impianto di destino. Per formulare un’offerta attendibile è necessario raccogliere informazioni precise sul rifiuto.

È possibile richiedere un sopralluogo?

Sì. Quando fotografie e documentazione non sono sufficienti, Arcobaleno Servizi Ambientali può effettuare un sopralluogo gratuito e senza impegno per verificare materiali, quantità e condizioni operative.

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