11-09-2026
I rifiuti delle lavanderie civili e industriali: gestione e smaltimento
Lo smaltimento dei rifiuti delle lavanderie richiede attenzione perché dietro un'attività apparentemente semplice come il lavaggio di tessuti possono nascondersi flussi di rifiuti molto diversi tra loro. Una lavanderia ad acqua, una lavanderia industriale che tratta grandi quantitativi di biancheria e una pulitintolavanderia che effettua lavaggio a secco non producono infatti gli stessi rifiuti.
Accanto agli imballaggi di detergenti e prodotti chimici possono essere presenti solventi esausti, fanghi, residui di distillazione, filtri e materiali assorbenti contaminati, alcuni dei quali classificabili come rifiuti pericolosi.
Per questo motivo una corretta gestione deve partire dall'analisi del processo produttivo e dalla classificazione dei singoli flussi, evitando di attribuire un codice EER semplicemente sulla base del nome commerciale del prodotto o dell'attività svolta.
Quali rifiuti producono le lavanderie civili e industriali?
Nelle lavanderie civili, che operano prevalentemente mediante lavaggio ad acqua, i flussi più ricorrenti derivano dall'utilizzo di detergenti, additivi, sbiancanti, prodotti per il trattamento dei tessuti e relativi imballaggi. Nelle strutture di maggiori dimensioni possono inoltre formarsi fanghi e residui provenienti dagli eventuali sistemi di trattamento delle acque.
Le lavanderie industriali possono gestire volumi sensibilmente superiori e tessuti provenienti da alberghi, ristorazione, industria, strutture sanitarie, officine o altri cicli produttivi. La composizione dello sporco presente sui tessuti può quindi incidere anche sulle caratteristiche dei residui prodotti.
Un'ulteriore categoria è rappresentata dalle lavanderie e tintolavanderie che effettuano lavaggio a secco mediante solventi. In questo caso possono essere generati solventi esausti, residui della distillazione, fanghi, filtri contaminati e imballaggi contenenti residui di sostanze pericolose.
L'Elenco Europeo dei Rifiuti contiene specifiche voci per solventi, fanghi e materiali contaminati; i codici contrassegnati da asterisco identificano rifiuti pericolosi. Il riferimento ufficiale è l'Elenco Europeo dei Rifiuti su EUR-Lex.
Rifiuti delle lavanderie: esempi di codici EER
La tabella seguente riporta alcuni codici potenzialmente ricorrenti, ma non deve essere utilizzata per attribuire automaticamente il codice a un rifiuto. La classificazione deve sempre essere verificata in funzione dell'origine, del processo che ha generato il rifiuto e della sua composizione, secondo i criteri richiamati anche dalle Linee guida SNPA sulla classificazione dei rifiuti pubblicate da ISPRA.
| Tipologia di rifiuto | Possibile codice EER* | Indicazione |
|---|---|---|
| Solventi alogenati e miscele di solventi | 14 06 02* | Pericoloso |
| Altri solventi e miscele di solventi | 14 06 03* | Pericoloso |
| Fanghi o residui solidi contenenti solventi alogenati | 14 06 04* | Pericoloso |
| Fanghi o residui solidi contenenti altri solventi | 14 06 05* | Pericoloso |
| Imballaggi contaminati da sostanze pericolose | 15 01 10* | Pericoloso |
| Filtri, assorbenti, stracci o DPI contaminati | 15 02 02* | Pericoloso |
| Fanghi da trattamento di acque reflue industriali contenenti sostanze pericolose | 19 08 13* | Pericoloso |
| Fanghi da altri trattamenti di acque reflue industriali | 19 08 14 | Non pericoloso, se ricorrono le relative condizioni |
*I codici sono riportati a titolo esemplificativo. L'EER corretto deve essere determinato caso per caso.
Particolare attenzione va quindi prestata ai fanghi delle lavanderie industriali. La presenza di detergenti, solventi o contaminanti provenienti dai tessuti può rendere necessaria una caratterizzazione più approfondita prima dell'avvio a recupero o smaltimento. Le voci 19 08 13* e 19 08 14 costituiscono, ad esempio, una coppia collegata alla presenza o meno di sostanze pericolose nei fanghi derivanti da determinati trattamenti di acque reflue industriali.
Acque di lavaggio e rifiuti liquidi non sono la stessa cosa
Uno degli errori più frequenti consiste nel considerare automaticamente le acque utilizzate durante il lavaggio come rifiuti liquidi.
Quando le acque reflue vengono convogliate attraverso un sistema di scarico autorizzato, la loro gestione rientra nella disciplina degli scarichi. Diversa è la situazione di liquidi o residui raccolti in contenitori e destinati a un impianto di trattamento come rifiuti: in quel caso entra in gioco la disciplina dei rifiuti.
Il quadro nazionale di riferimento è il D.Lgs. 152/2006 – Norme in materia ambientale, che disciplina sia la tutela delle acque sia la gestione dei rifiuti. In Lombardia, la documentazione regionale relativa alle tintolavanderie evidenzia inoltre specifici adempimenti autorizzativi per gli scarichi in determinate condizioni e per gli impianti a ciclo chiuso che effettuano pulizia a secco. Consulta la documentazione ufficiale di Regione Lombardia.
Solventi e lavanderie a secco: un flusso da gestire con particolare attenzione
Il lavaggio a secco merita un'attenzione specifica perché i solventi utilizzati nel ciclo possono generare rifiuti pericolosi sia in forma liquida sia sotto forma di fanghi e residui solidi.
È quindi importante mantenere distinti i diversi flussi: solvente esausto, residuo di distillazione, filtri, assorbenti e imballaggi contaminati non devono essere raggruppati indiscriminatamente. La corretta separazione permette di mantenere sotto controllo la classificazione del rifiuto e di individuare l'impianto di destinazione appropriato.
Per le lavanderie che utilizzano solventi è utile approfondire anche gli aspetti relativi alle emissioni e alla gestione del ciclo del solvente nell'articolo di ARC Ambiente dedicato al Piano Gestione Solventi nelle lavanderie.
Caso pratico: gestione dei rifiuti di una lavanderia nella zona di Rho
Un esempio concreto è rappresentato da un cliente operante nella zona di Rho, per il quale Arcobaleno Servizi Ambientali organizza periodicamente il ritiro e lo smaltimento dei rifiuti generati dall'attività di lavanderia.
I principali flussi gestiti sono solventi esausti, fanghi derivanti dalle lavorazioni e imballaggi contaminati.
La gestione periodica consente innanzitutto di mantenere separati i diversi rifiuti prodotti e di evitare accumuli disordinati. Arcobaleno verifica preliminarmente le caratteristiche dei materiali, individua con il cliente le modalità di confezionamento e deposito, procede all'omologazione dei rifiuti e programma i ritiri in funzione delle reali esigenze produttive della lavanderia.
Per il cliente il vantaggio è avere un unico interlocutore per flussi differenti, evitando di dover individuare separatamente trasportatori e impianti per solventi, fanghi e imballaggi.
Come opera Arcobaleno nella gestione dei rifiuti delle lavanderie
Il Metodo Arcobaleno parte dall'analisi del processo e dei rifiuti effettivamente prodotti. Quando necessario viene effettuato un sopralluogo gratuito; seguono l'offerta, l'omologazione dei rifiuti e le eventuali analisi di caratterizzazione.
Dopo l'omologazione, il servizio viene programmato su appuntamento, concordando giorno e fascia oraria indicativa del ritiro, ed eseguito normalmente entro 10 giorni lavorativi dalla richiesta. L'obiettivo non è semplicemente ritirare il materiale, ma costruire una gestione continuativa e proporzionata alla produzione della lavanderia.
Arcobaleno può inoltre affiancare l'impresa sugli aspetti documentali e di compliance collegati alla gestione dei rifiuti, dalla classificazione EER alla tracciabilità, fino agli adempimenti RENTRI, registri, formulari, conservazione digitale e MUD quando applicabili.
Smaltimento rifiuti lavanderie: richiedi una valutazione
Solventi, fanghi e imballaggi contaminati non dovrebbero essere gestiti come flussi indistinti. Una corretta gestione dei rifiuti delle lavanderie civili e industriali consente di ridurre il rischio di errori nella classificazione, organizzare meglio il deposito temporaneo e programmare con precisione il conferimento agli impianti autorizzati.
Se gestisci una lavanderia civile, industriale o una tintolavanderia e devi organizzare lo smaltimento di solventi, fanghi, filtri, imballaggi o altri rifiuti speciali, puoi richiedere ad ARC Ambiente – Arcobaleno Servizi Ambientali una valutazione del servizio e un'offerta personalizzata.
FAQ – Rifiuti delle lavanderie civili e industriali
Quali sono i principali rifiuti prodotti da una lavanderia industriale?
Dipende dal processo utilizzato. Possono essere prodotti solventi esausti, fanghi, residui di distillazione, filtri e assorbenti contaminati, imballaggi di detergenti e prodotti chimici e fanghi provenienti dal trattamento delle acque reflue.
I solventi utilizzati nelle lavanderie sono rifiuti pericolosi?
Quando diventano rifiuti, molte tipologie di solventi e miscele di solventi rientrano in codici EER contrassegnati da asterisco, come 14 06 02* e 14 06 03*. Anche fanghi e residui solidi contenenti solventi possono essere pericolosi. La classificazione deve comunque essere effettuata sullo specifico rifiuto.
Qual è il codice EER dei fanghi di una lavanderia?
Non esiste un codice valido per tutte le lavanderie. Occorre individuare l'origine del fango, il processo che lo ha prodotto e l'eventuale presenza di sostanze pericolose. In determinati casi possono essere pertinenti, ad esempio, le voci 19 08 13* o 19 08 14, ma l'attribuzione deve essere verificata tecnicamente.
Gli imballaggi dei detergenti possono essere smaltiti come normali imballaggi?
Non sempre. Se l'imballaggio contiene residui o è contaminato da sostanze pericolose può risultare pertinente il codice 15 01 10*. Un contenitore realmente non contaminato può invece ricadere in altre voci del capitolo 15, in funzione del materiale e delle condizioni effettive.
L'acqua di lavaggio è sempre un rifiuto?
No. Le acque reflue convogliate attraverso uno scarico sono soggette alla disciplina degli scarichi. Un liquido raccolto e conferito come rifiuto segue invece la disciplina dei rifiuti. È quindi importante distinguere correttamente le due situazioni.
Arcobaleno può effettuare ritiri periodici presso una lavanderia?
Sì. Il servizio può essere organizzato periodicamente in funzione delle quantità prodotte, come nel caso del cliente della zona di Rho presso il quale Arcobaleno gestisce solventi, fanghi e imballaggi.
È possibile richiedere un sopralluogo prima del preventivo?
Quando la situazione lo richiede, Arcobaleno può effettuare un sopralluogo gratuito e senza impegno per identificare i diversi flussi, verificare gli spazi disponibili e definire una soluzione di raccolta e smaltimento adeguata.
Contenuto redatto dall’Ufficio Ambientale ARC Ambiente
Revisione tecnica: Alessia Ferrari - Resp. Ufficio Ambiente e Logistica
Ultimo aggiornamento: 11 settembre 2026
Potrebbe interessarti anche:
Smaltimento rifiuti da fotolitografia e industria fotografica
Scopri di più
Smaltimento rifiuti ad Alessandria: settori produttivi e rifiuti più comuni
Scopri di più
I 20 capitoli dell’Elenco Europeo dei Rifiuti: come funzionano i codici EER
Scopri di più
