10-09-2026
Smaltimento rifiuti da fotolitografia e industria fotografica
Lo smaltimento dei rifiuti da fotolitografia e industria fotografica richiede particolare attenzione perché molti dei liquidi utilizzati nei processi di sviluppo, fissaggio e trattamento delle immagini diventano, una volta esausti, rifiuti speciali pericolosi.
Soluzioni di sviluppo, bagni di fissaggio, prodotti utilizzati per le lastre offset, pellicole e materiali contenenti argento non possono essere considerati semplici acque di lavorazione. Devono essere identificati, separati e affidati a una filiera autorizzata, individuando il corretto codice EER e le modalità di raccolta e trasporto.
L'Elenco Europeo dei Rifiuti dedica infatti un intero capitolo, il capitolo 09, ai “rifiuti dell'industria fotografica”. La classificazione ufficiale è contenuta nella Decisione 2000/532/CE, come modificata dalla Decisione 2014/955/UE. Consulta l'Elenco Europeo dei Rifiuti su EUR-Lex
Quali rifiuti produce la fotolitografia?
I processi fotografici e fotolitografici tradizionali impiegano diverse soluzioni chimiche. Una volta perse le caratteristiche necessarie alla lavorazione, queste diventano rifiuti e devono essere gestite separatamente.
Un caso particolarmente rilevante riguarda la fotolitografia utilizzata nella preparazione delle lastre per la stampa offset: l'Elenco Europeo prevede espressamente il codice 09 01 02* per le soluzioni acquose di sviluppo delle lastre offset.
Anche nell'industria fotografica, nella prestampa, nella radiografia tradizionale e in alcune applicazioni industriali possono essere prodotti liquidi di sviluppo e fissaggio, pellicole, carta fotografica e residui contenenti argento.
Principali codici EER dei rifiuti fotografici e fotolitografici
| Codice EER | Descrizione | Pericolosità |
|---|---|---|
| 09 01 01* | Soluzioni di sviluppo e soluzioni attivanti a base acquosa | Pericoloso |
| 09 01 02* | Soluzioni di sviluppo per lastre offset a base acquosa | Pericoloso |
| 09 01 03* | Soluzioni di sviluppo a base di solventi | Pericoloso |
| 09 01 04* | Soluzioni di fissaggio | Pericoloso |
| 09 01 05* | Soluzioni di lavaggio e di lavaggio del fissatore | Pericoloso |
| 09 01 06* | Rifiuti contenenti argento derivanti dal trattamento in loco di rifiuti fotografici | Pericoloso |
| 09 01 07 | Pellicole e carta fotografica contenenti argento o composti dell'argento | Non pericoloso |
| 09 01 08 | Pellicole e carta fotografica senza argento o composti dell'argento | Non pericoloso |
| 09 01 13* | Rifiuti liquidi acquosi derivanti dal recupero in loco dell'argento, diversi da 09 01 06 | Pericoloso |
| 09 01 99 | Rifiuti non specificati altrimenti | Da valutare |
L'asterisco identifica una voce classificata come pericolosa nell'Elenco Europeo dei Rifiuti.
I codici indicati non devono comunque essere attribuiti automaticamente soltanto sulla base del nome utilizzato in azienda. Il produttore è responsabile della classificazione e dell'attribuzione del pertinente codice EER, tenendo conto dell'origine e della composizione del rifiuto, principio ribadito anche dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica. Approfondisci il principio di classificazione sul sito del MASE
Soluzioni di sviluppo e fissaggio: perché devono essere raccolte separatamente
Lo smaltimento delle soluzioni di sviluppo e fissaggio costituisce uno dei problemi più frequenti nelle attività che utilizzano ancora processi fotografici o fotolitografici a umido.
Sviluppo e fissaggio svolgono funzioni differenti e presentano composizioni differenti: non è quindi corretto travasare automaticamente tutti i liquidi esausti nello stesso contenitore.
Le soluzioni di fissaggio utilizzate nei processi fotografici possono inoltre caricarsi di argento proveniente dal materiale trattato. Il recupero dell'argento dai rifiuti fotografici è una pratica industriale consolidata: anche il Joint Research Centre della Commissione europea descrive specifici trattamenti dei rifiuti fotografici liquidi finalizzati alla separazione e al recupero dell'argento. Consulta il documento tecnico del Joint Research Centre della Commissione europea
Separare correttamente i flussi può quindi essere importante non soltanto per la sicurezza e la conformità, ma anche per permettere all'impianto di adottare la destinazione di recupero o trattamento più appropriata.
Attenzione: non tutti i rifiuti della stampa appartengono al capitolo 09
Un errore possibile è attribuire automaticamente un codice 09 a qualsiasi rifiuto prodotto da una tipografia.
L'Elenco Europeo classifica invece i rifiuti principalmente in funzione della loro origine e del processo che li ha generati. Il capitolo 09 riguarda specificamente i rifiuti dell'industria fotografica e comprende, tra gli altri, quelli derivanti dallo sviluppo delle lastre offset.
Inchiostri esausti, solventi di lavaggio, imballaggi contaminati, stracci, filtri o altri residui prodotti nelle successive fasi di stampa possono appartenere ad altri capitoli EER.
Per questo la classificazione deve partire dal processo: prestampa, sviluppo della lastra, stampa, pulizia degli impianti, manutenzione e gestione degli imballaggi possono produrre rifiuti differenti.
Il D.Lgs. 152/2006 disciplina la classificazione e la gestione dei rifiuti speciali e attribuisce al produttore e al detentore precise responsabilità lungo la filiera. Consulta l'articolo 184 del D.Lgs. 152/2006 su Normattiva
Come conservare i rifiuti fotolitografici prima del ritiro
I liquidi fotografici esausti devono essere mantenuti in contenitori compatibili con il rifiuto, integri, chiusi e correttamente identificati, evitando miscelazioni non preventivamente valutate.
In particolare è opportuno:
- mantenere separati sviluppo, fissaggio e altri bagni esausti;
- indicare chiaramente il contenuto di ogni recipiente;
- evitare contenitori deteriorati o con precedenti etichette discordanti;
- utilizzare sistemi di contenimento adeguati in caso di perdite;
- conservare SDS, schede tecniche e informazioni sul processo che ha generato il rifiuto;
- verificare separatamente l'eventuale classificazione ADR per il trasporto.
Il deposito temporaneo prima della raccolta è disciplinato dall'articolo 185-bis del D.Lgs. 152/2006.
Caso pratico: ritiro periodico di sviluppo e fissaggio in provincia di Biella
Un esempio concreto riguarda un cliente della provincia di Biella che genera periodicamente soluzioni esauste derivanti dal proprio processo: soluzioni di sviluppo e soluzioni di fissaggio.
La produzione non giustifica interventi continui, ma richiede una gestione organizzata nel tempo. ARC Ambiente ha quindi impostato un servizio periodico nel quale i due flussi vengono mantenuti distinti e identificati.
Quando i quantitativi raggiungono il livello concordato, Arcobaleno Servizi Ambientali organizza il ritiro e il conferimento presso gli impianti individuati, verificando preventivamente classificazione, omologa e condizioni di accettazione.
In questo modo il cliente dispone di un unico interlocutore per la gestione ricorrente dei rifiuti fotolitografici, senza dover ricercare ogni volta trasportatori, impianti e soluzioni differenti.
Il caso mostra anche un aspetto importante: per attività che generano con continuità piccoli o medi quantitativi di liquidi fotografici, una raccolta programmata è spesso più efficiente rispetto alla gestione del problema soltanto quando i contenitori sono ormai pieni.
Il Metodo ARC Ambiente per lo smaltimento dei rifiuti da fotolitografia
ARC Ambiente – Arcobaleno Servizi Ambientali organizza il servizio partendo dall'identificazione del rifiuto e non semplicemente dalla richiesta di un mezzo.
Il percorso può comprendere analisi preliminare del processo produttivo → raccolta di SDS e documentazione → individuazione del codice EER → eventuale sopralluogo gratuito → offerta → omologazione presso l'impianto → eventuali analisi → programmazione del ritiro → trasporto e conferimento → gestione documentale.
Quando il rifiuto è stato omologato, Arcobaleno può concordare con il cliente giorno e fascia oraria indicativa del ritiro, con programmazione ed esecuzione del servizio entro 10 giorni lavorativi dalla richiesta.
Per le aziende che necessitano di un'assistenza continuativa il supporto può inoltre estendersi, in funzione degli obblighi applicabili, alla gestione di registri cronologici, RENTRI, formulari, conservazione digitale e MUD. Il portale ufficiale RENTRI pubblica e aggiorna le istruzioni operative per registri e FIR. Consulta le istruzioni ufficiali RENTRI
Devi smaltire soluzioni di sviluppo, fissaggio o altri rifiuti fotografici?
Se la tua azienda produce rifiuti da fotolitografia, soluzioni di sviluppo per lastre offset, bagni di fissaggio, liquidi fotografici esausti, pellicole o altri residui dell'industria fotografica, ARC Ambiente può valutare il flusso e organizzare una soluzione di raccolta e smaltimento costruita sulle reali esigenze produttive.
Per predisporre un'offerta sono particolarmente utili la descrizione del processo, il codice EER eventualmente già utilizzato, SDS dei prodotti originari, fotografie dei contenitori, quantità disponibili e frequenza con cui il rifiuto viene prodotto.
Contatta ARC Ambiente – Arcobaleno Servizi Ambientali e richiedi un'offerta per lo smaltimento dei rifiuti da fotolitografia e industria fotografica.
FAQ – Smaltimento rifiuti da fotolitografia e industria fotografica
Qual è il codice EER delle soluzioni di sviluppo?
Dipende dal processo. Le soluzioni di sviluppo e attivanti a base acquosa sono identificate dal codice 09 01 01*, mentre le soluzioni di sviluppo per lastre offset a base acquosa rientrano nella voce 09 01 02*. Entrambe sono voci pericolose.
Qual è il codice EER delle soluzioni di fissaggio?
L'Elenco Europeo attribuisce alle soluzioni di fissaggio il codice EER 09 01 04*. L'asterisco indica che si tratta di un rifiuto pericoloso.
Sviluppo e fissaggio possono essere messi nello stesso contenitore?
Non devono essere miscelati automaticamente. Si tratta di flussi differenti e la compatibilità deve essere valutata prima dell'eventuale miscelazione. In assenza di una valutazione specifica è preferibile mantenerli separati.
Le soluzioni di fissaggio possono contenere argento?
Sì. Nei processi fotografici tradizionali il fissaggio può contenere argento proveniente dal materiale trattato. Esistono infatti specifiche tecnologie di trattamento finalizzate al recupero dell'argento dai rifiuti fotografici liquidi.
Le pellicole fotografiche sono rifiuti pericolosi?
Non necessariamente. L'EER distingue le pellicole e la carta contenenti argento o composti dell'argento, codice 09 01 07, da quelle prive di argento, 09 01 08; entrambe le voci non sono contrassegnate dall'asterisco nell'Elenco. La classificazione concreta deve comunque corrispondere al rifiuto effettivamente prodotto.
Un'azienda fotografica o una tipografia deve iscriversi al RENTRI?
Dipende dalle caratteristiche dell'impresa e dai rifiuti prodotti. I produttori di rifiuti pericolosi rientrano tra i soggetti per i quali la normativa prevede l'iscrizione al RENTRI secondo le relative tempistiche e modalità.
ARC Ambiente può organizzare ritiri periodici?
Sì. Per aziende che producono regolarmente soluzioni di sviluppo, fissaggio o altri rifiuti speciali è possibile strutturare un servizio periodico, evitando di dover organizzare ogni singolo smaltimento da zero e mantenendo nel tempo una gestione più ordinata e prevedibile.
Contenuto redatto dall’Ufficio Ambientale ARC Ambiente
Revisione tecnica: Alessia Ferrari - Resp. Ufficio Ambiente e Logistica
Ultimo aggiornamento: 10 settembre 2026
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