03-08-2026
Nuovi codici EER per batterie e accumulatori: cosa cambia per le aziende nel 2026
Dal 9 dicembre 2026 entrerà in applicazione il nuovo sistema europeo di classificazione dei rifiuti relativi a batterie e accumulatori. La modifica interessa batterie al litio, al piombo, al nichel, alcaline, allo zinco e al sodio, ma anche scarti di produzione, batterie miste e frazioni derivanti dal loro trattamento.
I nuovi codici EER batterie 2026 permetteranno di distinguere con maggiore precisione le diverse tecnologie e di identificare chiaramente numerosi flussi come rifiuti pericolosi.
Per le aziende non si tratta soltanto di un aggiornamento terminologico. La modifica può incidere sulla classificazione del rifiuto, sul deposito temporaneo, sui documenti di tracciabilità, sulla scelta degli imballaggi, sulle condizioni di trasporto e sulla verifica delle autorizzazioni degli operatori incaricati.
La novità deriva dalla Decisione delegata (UE) 2025/934, successivamente rettificata, che aggiorna la Decisione 2000/532/CE relativa all’Elenco europeo dei rifiuti. L’obiettivo è adeguare la classificazione alle nuove chimiche delle batterie, migliorare la separazione dei flussi e favorire il recupero delle materie prime critiche.
Perché cambiano i codici EER delle batterie
Il precedente Elenco europeo dei rifiuti non rappresentava più in modo sufficiente l’evoluzione del mercato.
Negli ultimi anni sono aumentate le batterie:
- agli ioni di litio;
- al nichel-metallo idruro;
- al sodio;
- al sodio-zolfo;
- allo zinco;
- utilizzate nei veicoli elettrici, negli impianti di accumulo, nei dispositivi industriali e nelle apparecchiature elettroniche.
Sono inoltre cresciute le attività di produzione, rigenerazione, selezione e riciclaggio, dalle quali derivano rifiuti molto differenti rispetto alla semplice batteria esausta.
La nuova classificazione introduce quindi codici specifici per l’intero ciclo di vita: scarti di fabbricazione, batterie post-consumo, elettroliti, scorie e frazioni intermedie del trattamento.
Particolare attenzione viene riservata alla cosiddetta black mass, la miscela ottenuta dal trattamento meccanico o termico delle batterie e contenente materiali degli elettrodi. La Commissione europea ha chiarito che queste frazioni devono essere identificate come rifiuti pericolosi, anche per garantire un controllo più rigoroso delle spedizioni transfrontaliere e mantenere nell’Unione europea materiali strategici destinabili al recupero.
Quando entrano in vigore i nuovi codici EER
La data operativa da ricordare è il 9 dicembre 2026.
Fino all’8 dicembre continueranno a essere utilizzate le classificazioni precedenti. Dal giorno successivo produttori, trasportatori e impianti dovranno fare riferimento alle nuove voci applicabili.
L’Albo nazionale gestori ambientali ha inoltre stabilito due passaggi specifici per le imprese iscritte:
- dal 14 ottobre 2026 sarà possibile richiedere mediante istanza telematica l’inserimento dei nuovi codici EER;
- dal 9 dicembre 2026 l’Albo procederà all’adeguamento d’ufficio dei codici sostituiti presenti nelle autorizzazioni.
L’adeguamento automatico riguarda le voci espressamente correlate dalla circolare. I codici completamente nuovi, invece, devono essere richiesti quando necessari per l’attività svolta.
I principali nuovi codici EER per batterie esauste
La modifica amplia in modo significativo il sottocapitolo 16 06, dedicato ai rifiuti derivanti dalla fabbricazione, dalla fornitura e dall’utilizzo delle batterie.
Tra le voci più rilevanti per le aziende troviamo:
| Codice EER | Descrizione |
|---|---|
| 16 06 01* | Rifiuti di batterie al piombo-acido |
| 16 06 02* | Rifiuti di batterie al nichel-cadmio |
| 16 06 03* | Rifiuti di batterie contenenti mercurio |
| 16 06 04* | Rifiuti di batterie alcaline |
| 16 06 07* | Rifiuti di batterie al litio |
| 16 06 08* | Rifiuti di batterie al nichel diverse dal nichel-cadmio |
| 16 06 09* | Rifiuti di batterie allo zinco, comprese quelle all’ossido di argento |
| 16 06 10* | Batterie al sodio contenenti sostanze pericolose |
| 16 06 11* | Batterie al sodio-zolfo |
| 16 06 12 | Altri rifiuti di batterie al sodio |
| 16 06 13* | Rifiuti di batterie misti |
| 16 06 14* | Altri rifiuti di batterie contenenti sostanze pericolose |
| 16 06 15 | Batterie non altrimenti specificate non pericolose |
L’asterisco indica che il rifiuto è classificato come pericoloso. Una delle novità più significative è quindi l’introduzione del codice specifico 16 06 07* per le batterie al litio, che supera l’utilizzo di voci generiche o residuali.
Le nuove voci distinguono anche i rifiuti di fabbricazione delle batterie, con coppie di codici pericolosi e non pericolosi dedicate a piombo-acido, litio, nichel, batterie alcaline, zinco e sodio.
Batterie provenienti dalla raccolta differenziata
Cambiano anche i codici del capitolo 20 relativi alle batterie raccolte separatamente:
- 20 01 42*: determinate batterie pericolose e miscele che le contengono;
- 20 01 43*: batterie al litio comprese nella voce 16 06 07;
- 20 01 44: batterie diverse da quelle classificate nelle due voci precedenti.
L’origine del rifiuto resta determinante. Il codice non deve essere scelto esclusivamente osservando il materiale, ma considerando l’attività che lo ha generato, la composizione, la tecnologia della batteria e le eventuali caratteristiche di pericolo.
Per questo motivo non è corretto assegnare automaticamente il capitolo 20 a tutte le pile raccolte in azienda: occorre verificare se il rifiuto derivi da un flusso assimilabile alla raccolta differenziata oppure dall’attività produttiva, manutentiva o industriale dell’impresa.
Che cosa devono fare concretamente le aziende
Le imprese che producono, utilizzano o detengono batterie dovrebbero prepararsi prima del 9 dicembre 2026.
1. Censire le batterie presenti
Occorre distinguere almeno:
- batterie al piombo di carrelli elevatori e gruppi di continuità;
- batterie al litio di utensili, apparecchiature e veicoli;
- moduli e pacchi batteria industriali;
- batterie alcaline e allo zinco;
- batterie al nichel;
- batterie danneggiate, rigonfie, difettose o richiamate;
- miscele di batterie non preventivamente separate.
2. Riesaminare la classificazione EER
I codici utilizzati nei registri, nei formulari, nelle omologhe e nei contratti con gli impianti devono essere verificati alla luce delle nuove voci.
Il vecchio codice non deve essere sostituito meccanicamente senza analizzare la reale natura del rifiuto. Una batteria al litio integra, una batteria danneggiata e uno scarto derivante dalla produzione di celle possono richiedere valutazioni operative differenti.
3. Aggiornare deposito ed etichettatura
La classificazione come rifiuto pericoloso può comportare la necessità di rivedere:
- contenitori e imballaggi;
- separazione tra chimiche incompatibili;
- protezione dei terminali;
- etichettatura;
- prevenzione di cortocircuiti e danneggiamenti;
- area destinata al deposito temporaneo;
- procedure di emergenza.
Per le batterie al litio, soprattutto se danneggiate o difettose, è inoltre necessario valutare separatamente gli obblighi applicabili al trasporto ADR.
4. Verificare trasportatore e impianto
Prima del conferimento occorre verificare che trasportatore e destinatario siano autorizzati per il nuovo codice EER e per la corretta tipologia di rifiuto.
L’adeguamento dei codici non autorizza automaticamente qualsiasi operatore a gestire nuovi flussi. Devono risultare coerenti il codice EER, la categoria d’iscrizione, le classi autorizzative, le operazioni dell’impianto e le eventuali condizioni tecniche.
5. Aggiornare la tracciabilità
Dal 9 dicembre 2026 i nuovi codici dovranno essere utilizzati, quando applicabili, nei documenti e nei sistemi aziendali:
- registro cronologico di carico e scarico;
- formulari di identificazione del rifiuto;
- RENTRI;
- omologhe degli impianti;
- schede di caratterizzazione;
- procedure interne;
- istruzioni affidate a manutentori e responsabili di reparto.
Caso pratico: batterie al litio provenienti da utensili e prototipi
Un’azienda produttrice di apparecchiature elettromeccaniche conservava nello stesso contenitore batterie al litio esauste provenienti dagli utensili portatili e moduli batteria scartati durante le prove sui prototipi.
In passato il materiale era stato gestito con una voce generica, senza distinguere chiaramente l’origine dei due flussi.
In vista dell’entrata in applicazione dei nuovi codici, l’azienda ha effettuato un censimento e ha separato:
- batterie al litio esauste derivanti dall’utilizzo degli utensili;
- moduli fuori specifica generati durante l’attività di sviluppo e fabbricazione;
- batterie danneggiate o deformate da sottoporre a specifica valutazione per il trasporto.
Il primo flusso è stato ricondotto alla nuova voce 16 06 07*. Per i moduli fuori specifica è stata invece valutata la voce dedicata ai rifiuti della fabbricazione di batterie al litio contenenti sostanze pericolose, 16 06 24*.
La separazione ha permesso di predisporre contenitori differenti, aggiornare le etichette, adeguare il deposito temporaneo alla nuova normativa e prepararsi ai futuri conferimenti senza rischiare contestazioni o non conformità a destino.
Il caso dimostra che la nuova normativa non richiede soltanto di cambiare un numero: impone di comprendere da quale processo proviene ogni batteria e quale tecnologia contiene.
Come opera Arcobaleno Servizi Ambientali
ARC Ambiente – Arcobaleno Servizi Ambientali supporta le aziende nella gestione e nello smaltimento delle batterie aziendali, dalle piccole pile portatili ai pacchi batteria industriali.
Il servizio può comprendere:
- analisi preliminare delle tipologie presenti;
- eventuale sopralluogo gratuito;
- verifica dell’origine e della corretta classificazione EER;
- individuazione di contenitori e modalità di confezionamento;
- omologazione presso l’impianto autorizzato;
- verifica delle condizioni di trasporto;
- pianificazione del ritiro;
- assistenza documentale e supporto RENTRI.
Quando il rifiuto è correttamente identificato e omologato, Arcobaleno concorda con il cliente giorno e fascia oraria indicativa del ritiro, programmando il servizio entro dieci giorni lavorativi dalla richiesta.
La soluzione viene costruita sulle effettive esigenze dell’impresa, evitando di trattare nello stesso modo batterie con composizione, origine e condizioni di sicurezza differenti.
Prepararsi prima del 9 dicembre 2026
Le aziende non dovrebbero attendere l’ultimo momento. Il periodo precedente all’entrata in applicazione dei nuovi codici può essere utilizzato per controllare i rifiuti presenti, aggiornare le procedure e verificare la filiera autorizzata.
Una revisione preventiva riduce il rischio di:
- classificazioni errate;
- rifiuti respinti dall’impianto;
- documenti RENTRI o formulari non coerenti;
- utilizzo di trasportatori non autorizzati per il nuovo codice;
- batterie pericolose depositate o confezionate in modo inadeguato;
- ritardi nell’organizzazione del ritiro.
Contatta ARC Ambiente – Arcobaleno Servizi Ambientali per verificare la classificazione delle batterie presenti nella tua azienda e richiedere un’offerta personalizzata per il ritiro, il trasporto e il recupero o smaltimento.
FAQ sui nuovi codici EER per batterie e accumulatori
Da quando devono essere utilizzati i nuovi codici EER delle batterie?
I nuovi codici si applicano dal 9 dicembre 2026. Fino all’8 dicembre restano applicabili le voci precedenti, salvo ulteriori indicazioni operative delle autorità competenti.
Qual è il nuovo codice EER delle batterie al litio?
Il codice specifico per i rifiuti di batterie al litio è 16 06 07*. L’asterisco indica che la voce identifica un rifiuto pericoloso.
Tutte le batterie diventano rifiuti pericolosi?
No. Il nuovo elenco comprende anche voci non pericolose, ad esempio per alcune batterie al sodio o per batterie non altrimenti specificate. Tuttavia, numerose chimiche vengono espressamente classificate come pericolose, comprese batterie al litio, alcaline, allo zinco, miste e diverse batterie al nichel.
Le batterie alcaline saranno classificate come pericolose?
La nuova voce 16 06 04* identifica come pericolosi i rifiuti di batterie alcaline diversi da quelli contenenti mercurio classificati con il codice 16 06 03*.
Che codice si utilizza per un contenitore con batterie miste?
Il nuovo codice 16 06 13* identifica i rifiuti di batterie misti. La sua applicabilità deve comunque essere verificata considerando origine, composizione e modalità con cui il rifiuto è stato prodotto.
Il trasportatore aggiornerà automaticamente la propria autorizzazione?
L’Albo adeguerà d’ufficio dal 9 dicembre 2026 alcuni codici sostituiti. Per i codici completamente nuovi, le imprese potranno presentare istanza telematica dal 14 ottobre 2026. Prima del ritiro è quindi necessario verificare concretamente l’autorizzazione dell’operatore.
È necessario modificare anche registri e formulari?
Dal momento in cui il nuovo codice diventa applicabile, deve essere riportato nella documentazione relativa al rifiuto, inclusi registro cronologico, FIR, RENTRI e documenti di omologa.
Le batterie danneggiate possono essere trasportate insieme a quelle integre?
Non automaticamente. Batterie danneggiate, difettose, rigonfie o a rischio di reazione possono richiedere confezionamento e condizioni di trasporto specifiche. La classificazione EER deve essere coordinata con la valutazione ADR e con le prescrizioni dell’impianto destinatario.
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