05-08-2026
Categoria 2-quater Albo Gestori Ambientali: nuove regole per i professionisti manutentori
Dal 15 ottobre 2026 entra in vigore la nuova categoria 2-quater dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali, dedicata ai liberi professionisti che, durante determinate attività manutentive, producono rifiuti non pericolosi e hanno necessità di trasportarli personalmente.
La novità interessa una particolare categoria di lavoratori che, pur non essendo organizzati in forma di impresa, può produrre rifiuti durante interventi eseguiti presso clienti, edifici, impianti o cantieri. Fino a oggi l’accesso all’Albo era strutturato principalmente intorno a imprese ed enti; la nuova disciplina introduce invece una modalità specifica per i professionisti iscritti a un albo professionale.
La categoria 2-quater non costituisce però un’autorizzazione generalizzata al trasporto dei rifiuti. È utilizzabile esclusivamente entro limiti precisi, che devono essere verificati prima di presentare la domanda e prima di organizzare qualsiasi trasporto.
Cos’è la categoria 2-quater dell’Albo Gestori Ambientali
La categoria 2-quater è stata istituita con la Deliberazione del Comitato nazionale dell’Albo n. 4 del 22 luglio 2026.
Possono richiedere l’iscrizione i liberi professionisti iscritti a un albo professionale che:
- svolgono attività manutentive espressamente previste dal proprio ordinamento professionale;
- producono, nello svolgimento di tali attività, rifiuti non pericolosi;
- devono raccogliere e trasportare esclusivamente i rifiuti prodotti direttamente da loro;
- utilizzano uno o più veicoli nella propria disponibilità.
Non basta, quindi, essere titolari di partita IVA o svolgere genericamente lavori tecnici. L’attività di manutenzione deve essere prevista dall’ordinamento dell’albo professionale di appartenenza e deve essere direttamente collegata all’esercizio della professione.
Quali rifiuti possono essere trasportati
L’iscrizione nella categoria 2-quater Albo Gestori Ambientali consente di trasportare solamente:
- rifiuti prodotti dallo stesso professionista;
- rifiuti derivanti dalla specifica attività manutentiva dichiarata;
- rifiuti classificati come non pericolosi;
- rifiuti identificati dai codici EER inseriti nel provvedimento di iscrizione;
- rifiuti trasportati con i veicoli autorizzati.
La categoria non permette di raccogliere i rifiuti prodotti dal cliente, da un’impresa esecutrice o da altri professionisti. Il soggetto iscritto deve essere il produttore dei rifiuti e deve poter dimostrare il collegamento tra il materiale trasportato e l’attività manutentiva svolta.
È inoltre espressamente escluso il trasporto di rifiuti pericolosi. Se un intervento genera anche componenti, sostanze o materiali classificati come pericolosi, questi non potranno essere trasportati utilizzando la categoria 2-quater.
Categoria 2-quater e categoria 2-bis: quali differenze ci sono
La categoria 2-quater non deve essere confusa con la categoria 2-bis.
La categoria 2-bis riguarda imprese ed enti che trasportano i propri rifiuti, compresi, entro determinati limiti, alcuni rifiuti pericolosi. La categoria 2-quater è invece riservata ai liberi professionisti iscritti in albi professionali e riguarda esclusivamente rifiuti non pericolosi prodotti durante attività manutentive previste dai rispettivi ordinamenti.
Le principali differenze riguardano quindi:
- la natura del soggetto che richiede l’iscrizione;
- il tipo di attività da cui derivano i rifiuti;
- l’impossibilità, per la categoria 2-quater, di trasportare rifiuti pericolosi;
- la necessità di dimostrare il collegamento con l’ordinamento professionale.
L’esatta categoria di iscrizione non può essere scelta soltanto in base alla presenza di un veicolo o alla quantità di rifiuti trasportati. Occorre analizzare la forma giuridica, l’attività effettivamente svolta e chi assume il ruolo di produttore del rifiuto.
Requisiti per iscriversi alla categoria 2-quater
Il professionista deve presentare la domanda alla Sezione regionale o provinciale dell’Albo competente per il territorio nel quale risiede.
Al momento dell’iscrizione dovrà attestare:
- i propri dati anagrafici;
- l’iscrizione attiva e non sospesa all’albo professionale;
- le attività manutentive previste dall’ordinamento professionale;
- le tipologie di rifiuti non pericolosi da trasportare;
- i relativi codici EER;
- gli estremi identificativi e l’idoneità dei veicoli;
- la conformità dei mezzi alla disciplina sull’autotrasporto di cose.
Devono inoltre essere trasmesse le carte di circolazione dei veicoli e, qualora questi non siano di proprietà del professionista, il titolo che ne dimostri la legittima disponibilità.
È previsto un contributo annuo di 50 euro, oltre ai diritti di segreteria. L’iscrizione deve essere rinnovata ogni cinque anni.
Obblighi durante il trasporto dei rifiuti da manutenzione
L’iscrizione all’Albo rappresenta soltanto uno degli adempimenti necessari. Il professionista deve comunque rispettare tutte le disposizioni applicabili alla classificazione, al deposito, al trasporto e alla tracciabilità dei rifiuti.
In particolare, dovrà verificare che:
- il codice EER attribuito sia coerente con origine e caratteristiche del rifiuto;
- il rifiuto sia effettivamente non pericoloso;
- i contenitori siano resistenti, chiusi e idonei;
- durante il trasporto non avvengano dispersioni, sgocciolamenti o fuoriuscite;
- il veicolo utilizzato sia quello indicato nel provvedimento;
- l’impianto di destinazione sia autorizzato a ricevere quello specifico codice EER;
- la documentazione di tracciabilità sia compilata correttamente.
Il modello di iscrizione stabilisce inoltre che i rifiuti possano derivare esclusivamente dall’attività manutentiva dichiarata. In caso di mancata accettazione da parte dell’impianto, il produttore deve individuare un’altra destinazione autorizzata oppure riportare i rifiuti al luogo di produzione.
Gli errori da evitare
Uno degli errori più rischiosi consiste nel considerare la categoria 2-quater come un’autorizzazione semplificata per trasportare qualsiasi materiale rimosso durante un intervento.
Non è così. Prima di partire occorre verificare:
- chi ha materialmente prodotto il rifiuto;
- se l’attività svolta rientra nell’ordinamento professionale;
- se il rifiuto è pericoloso o non pericoloso;
- se il codice EER compare nell’iscrizione;
- se il veicolo è autorizzato;
- se il destinatario può ricevere il rifiuto;
- quali documenti devono accompagnare il trasporto.
Particolare attenzione deve essere riservata ai rifiuti con possibile presenza di sostanze pericolose. Un componente apparentemente ordinario può essere contaminato da oli, solventi, prodotti chimici o altre sostanze che ne modificano la classificazione. In questi casi, procedere senza una verifica preventiva può comportare un trasporto non conforme.
Caso pratico: componenti rimossi durante una manutenzione tecnica
Un libero professionista iscritto a un albo professionale svolge interventi tecnici e manutentivi presso diversi immobili. Durante un’attività autorizzata dal proprio ordinamento professionale rimuove componenti non pericolosi che diventano rifiuti.
Il professionista vorrebbe caricare i materiali sul proprio veicolo e portarli direttamente a un impianto di recupero.
Prima di procedere vengono effettuate quattro verifiche:
- l’attività manutentiva è effettivamente prevista dall’ordinamento professionale;
- il professionista risulta produttore dei rifiuti;
- i materiali sono classificati come non pericolosi;
- i codici EER e il veicolo sono inseriti nell’iscrizione alla categoria 2-quater.
Dall’esame emerge però anche una piccola quantità di materiale contaminato da una sostanza pericolosa. Tale rifiuto viene separato e non viene caricato sul veicolo del professionista, perché la categoria 2-quater non ne permette il trasporto.
Arcobaleno Servizi Ambientali organizza quindi il ritiro del rifiuto pericoloso, verifica la destinazione impiantistica e coordina la documentazione. Il professionista può invece gestire autonomamente, nei limiti della propria iscrizione, i soli rifiuti non pericolosi autorizzati.
Il caso dimostra che una corretta separazione e classificazione iniziale evita di trasformare una semplificazione operativa in un’irregolarità ambientale.
Come può supportarti Arcobaleno Servizi Ambientali
La categoria 2-quater può agevolare alcuni professionisti, ma non elimina la necessità di organizzare correttamente la gestione dei rifiuti.
Arcobaleno Servizi Ambientali può affiancare professionisti, studi tecnici e aziende nella:
- verifica preliminare delle tipologie di rifiuto;
- individuazione dei codici EER;
- distinzione tra rifiuti pericolosi e non pericolosi;
- scelta di contenitori idonei;
- verifica degli impianti di destinazione;
- organizzazione del ritiro dei rifiuti non trasportabili autonomamente;
- gestione della documentazione e della tracciabilità;
- programmazione di servizi periodici o su appuntamento.
Quando necessario viene effettuato un sopralluogo gratuito e senza impegno. Dopo la verifica tecnica, l’offerta e l’eventuale omologazione, il servizio può essere programmato concordando giorno e fascia oraria indicativa del ritiro. Il metodo operativo è orientato a precisione, conformità normativa e soluzioni costruite sulle esigenze del cliente.
Devi gestire rifiuti prodotti durante attività di manutenzione? Contatta Arcobaleno Servizi Ambientali per verificare la classificazione dei materiali e richiedere un’offerta per il ritiro e lo smaltimento dei rifiuti che non puoi trasportare autonomamente.
FAQ sulla categoria 2-quater
Da quando entra in vigore la categoria 2-quater?
Le Deliberazioni n. 4 e n. 5 del 22 luglio 2026 entrano in vigore il 15 ottobre 2026. Da quella data diventa operativa la nuova disciplina dell’iscrizione.
Tutti i professionisti con partita IVA possono iscriversi?
No. L’iscrizione è riservata ai liberi professionisti iscritti a un albo professionale il cui ordinamento preveda espressamente lo svolgimento di attività manutentive connesse alla professione.
Con la categoria 2-quater si possono trasportare rifiuti pericolosi?
No. La Deliberazione n. 4 esclude espressamente il trasporto di rifiuti pericolosi.
Si possono trasportare i rifiuti prodotti dal cliente?
No. La categoria riguarda esclusivamente i rifiuti prodotti dal professionista durante la propria attività manutentiva. Non autorizza la raccolta e il trasporto di rifiuti prodotti da terzi.
È possibile utilizzare qualsiasi veicolo?
No. I veicoli devono essere nella legittima disponibilità del professionista, risultare idonei e comparire nel provvedimento di iscrizione.
Quanto dura l’iscrizione?
L’iscrizione deve essere rinnovata ogni cinque anni. È inoltre previsto un contributo annuale di 50 euro, oltre ai diritti di segreteria.
L’iscrizione sostituisce il formulario e gli altri obblighi ambientali?
No. L’iscrizione autorizza il trasporto entro i limiti indicati, ma non sostituisce gli obblighi di classificazione, tracciabilità, corretta destinazione e documentazione previsti dalla normativa.
Cosa fare quando un intervento produce sia rifiuti pericolosi sia non pericolosi?
Le due tipologie devono essere identificate e separate. I rifiuti pericolosi non possono essere trasportati in categoria 2-quater e devono essere affidati a trasportatori autorizzati per la categoria e i codici EER pertinenti.
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