29-09-2026

Recupero e smaltimento rifiuti per l'industria farmaceutica

L'industria farmaceutica può generare flussi di rifiuti molto diversi tra loro: soluzioni acquose, solventi, acque madri, residui di reazione, fanghi, materiali filtranti, assorbenti e rifiuti solidi contaminati. La loro corretta gestione richiede quindi qualcosa di più del semplice ritiro: occorre conoscere il processo che li ha originati, procedere alla corretta classificazione e individuare, quando tecnicamente possibile, una destinazione di recupero alternativa allo smaltimento.

Per un'azienda farmaceutica, organizzare correttamente il recupero e smaltimento dei rifiuti industriali significa coniugare conformità ambientale, tracciabilità, continuità produttiva e attenzione alla valorizzazione dei materiali.

Quali rifiuti produce l'industria farmaceutica?

L'Elenco Europeo dei Rifiuti dedica il sottocapitolo 07 05 proprio ai rifiuti derivanti dalla produzione, formulazione, fornitura e uso di prodotti farmaceutici. Tra le voci previste figurano, ad esempio, soluzioni acquose di lavaggio e acque madri, solventi organici, residui di reazione, residui di filtrazione, fanghi e rifiuti solidi contenenti sostanze pericolose. Eur-Lex

Alcuni esempi ricorrenti sono:

 

Rifiuto generatoPossibile riferimento EER*Gestione possibile
Soluzioni acquose di lavaggio e acque madri       

07 05 01*

Recupero o trattamento/smaltimento secondo composizione

Solventi organici alogenati

07 05 03*

Recupero solventi o trattamento dedicato

Altri solventi organici

07 05 04*

Recupero, rigenerazione o trattamento

Residui di reazione e distillazione

07 05 07* / 07 05 08*

Valutazione impianto in funzione delle caratteristiche

Residui di filtrazione e assorbenti

07 05 09* / 07 05 10*

Recupero o smaltimento autorizzato

Fanghi da trattamento degli effluenti

07 05 11* / 07 05 12

Recupero o smaltimento in funzione della composizione

Rifiuti solidi di processo

07 05 13* / 07 05 14         

Destinazione individuata dopo classificazione

 

*I codici riportati sono esempi. L'attribuzione del codice EER deve essere effettuata sulla base dell'origine del rifiuto, del processo produttivo e delle sue effettive caratteristiche.

Questo aspetto è particolarmente importante nel settore farmaceutico: due rifiuti apparentemente simili possono richiedere destinazioni differenti per composizione chimica, concentrazione, presenza di solventi o caratteristiche di pericolo.

Recupero o smaltimento? La destinazione va valutata caso per caso

La normativa europea stabilisce una precisa gerarchia nella gestione dei rifiuti: dopo prevenzione, preparazione per il riutilizzo e riciclaggio viene il recupero di altro tipo, mentre lo smaltimento rappresenta l'ultima opzione.

Consulta la Direttiva quadro sui rifiuti su EUR-Lex

Per questo, nella gestione dei rifiuti dell'industria farmaceutica è utile non considerare automaticamente ogni residuo come destinato allo smaltimento. Determinate miscele contenenti solventi, soluzioni di processo o altri flussi possono presentare caratteristiche compatibili con operazioni di recupero presso impianti opportunamente autorizzati.

La scelta, però, non può essere fatta sulla sola descrizione commerciale del materiale. Sono spesso necessari scheda tecnica, informazioni sul ciclo produttivo e, quando opportuno, analisi chimiche, così da individuare correttamente caratteristiche di pericolo, modalità di trasporto e impianto di destinazione.

Acque madri dell'industria farmaceutica: un rifiuto da valutare con attenzione

Le acque madri sono le soluzioni liquide residue che rimangono dopo determinate fasi di lavorazione, separazione o cristallizzazione. A seconda del processo possono contenere acqua, solventi, sali, principi attivi e altre sostanze.

Non esiste quindi una soluzione universale per il loro trattamento.

Nel catalogo europeo, le soluzioni acquose di lavaggio e acque madri dell'industria farmaceutica sono espressamente contemplate, così come quelle contenenti solventi organici alogenati o altri solventi organici. Eur-Lex

Quando le caratteristiche chimico-fisiche e le autorizzazioni degli impianti lo consentono, l'obiettivo può essere quello di avviare le acque madri a recupero, evitando una destinazione esclusivamente di smaltimento.

Caso pratico: recupero delle acque madri di un'azienda farmaceutica in provincia di Milano

Un esempio concreto riguarda un'azienda farmaceutica della provincia di Milano per la quale Arcobaleno Servizi Ambientali gestisce periodicamente l'avviamento a recupero delle acque madri generate dal processo produttivo.

La gestione parte dalla caratterizzazione del flusso e dalla verifica della documentazione disponibile. Individuata la destinazione autorizzata più appropriata, Arcobaleno coordina il servizio di trasporto e il conferimento all'impianto di recupero.

La programmazione periodica consente al cliente di integrare il ritiro nella propria organizzazione produttiva, riducendo la necessità di gestire ogni movimentazione come un'emergenza e mantenendo sotto controllo documentazione e tracciabilità.

È un esempio di come la gestione professionale del rifiuto possa trasformarsi da semplice problema operativo in un processo programmato, documentato e orientato al recupero.

Trasporto e tracciabilità dei rifiuti farmaceutici

È altrettanto importante verificare che i soggetti coinvolti siano autorizzati per le attività effettivamente svolte. L'Albo Nazionale Gestori Ambientali distingue, tra l'altro, la categoria 4 per raccolta e trasporto di rifiuti speciali non pericolosi e la categoria 5 per quelli pericolosi.

Consulta le categorie dell'Albo Nazionale Gestori Ambientali

Anche la tracciabilità ha assunto un ruolo ancora più centrale con il RENTRI. Nel 2026 sono state inoltre aggiornate le istruzioni ufficiali per la compilazione del registro cronologico di carico e scarico e del FIR.

Consulta le istruzioni aggiornate del RENTRI

Come opera Arcobaleno Servizi Ambientali

Per i produttori farmaceutici, Arcobaleno costruisce il servizio partendo dal singolo flusso di rifiuto e non da una soluzione standardizzata. Il processo può comprendere analisi preliminare, sopralluogo quando necessario, offerta, omologazione, eventuali analisi, scelta dell'impianto, programmazione del ritiro e gestione documentale.

Il ritiro viene concordato su appuntamento, indicando giorno e fascia oraria, e il servizio viene programmato entro 10 giorni lavorativi dalla richiesta, una volta completata l'omologazione del rifiuto.

Questo approccio è particolarmente utile per realtà farmaceutiche che producono diversi flussi e cercano un unico interlocutore capace di coordinare recupero, smaltimento, trasporto e aspetti documentali.

Richiedi un'offerta per il recupero e lo smaltimento dei rifiuti farmaceutici

Ogni stabilimento presenta processi, quantità e tipologie di rifiuto differenti. Per elaborare una soluzione corretta è quindi utile partire dai codici EER già attribuiti, dalla descrizione dei rifiuti, dalle quantità prodotte e dalle eventuali analisi disponibili.

Contatta ARC Ambiente – Arcobaleno Servizi Ambientali per richiedere un'offerta per il recupero e lo smaltimento dei rifiuti della tua azienda farmaceutica. Possiamo valutare i singoli flussi e verificare, dove tecnicamente possibile, soluzioni orientate al recupero.

FAQ – Rifiuti dell'industria farmaceutica

Quali sono i principali rifiuti prodotti da un'industria farmaceutica?
Tra i più comuni rientrano acque madri, liquidi di lavaggio, solventi, residui di reazione, fondi di distillazione, fanghi, materiali filtranti, assorbenti e rifiuti solidi di processo.

Le acque madri possono essere recuperate?
In alcuni casi sì. Dipende dalla loro composizione, dalle caratteristiche di pericolo e dalle autorizzazioni dell'impianto destinatario. Prima del conferimento occorre quindi verificare l'idoneità del flusso.

Qual è il codice EER delle acque madri farmaceutiche?
Il capitolo 07 05 comprende diverse voci. Ad esempio, il 07 05 01* identifica soluzioni acquose di lavaggio e acque madri, mentre esistono codici specifici per flussi contenenti solventi organici. Il codice corretto deve comunque essere attribuito in relazione all'origine e alla composizione reale del rifiuto.

I solventi farmaceutici devono sempre essere smaltiti?
No. Alcuni solventi possono essere destinati a operazioni di recupero o rigenerazione se le caratteristiche del rifiuto e l'autorizzazione dell'impianto lo consentono.

Perché possono essere necessarie analisi sul rifiuto?
Servono a determinarne composizione e caratteristiche, verificare eventuali proprietà di pericolo e consentire all'impianto di effettuare correttamente l'omologazione prima del conferimento.

Arcobaleno può gestire più tipologie di rifiuto dello stesso stabilimento?
Sì. L'obiettivo è organizzare una gestione coordinata dei differenti flussi, individuando per ciascuno trasporto e destinazione appropriati e riducendo per il cliente il numero di interlocutori coinvolti.

 

Contenuto redatto dall’Ufficio Ambientale ARC Ambiente

Revisione tecnica: Alessia Ferrari - Resp. Ufficio Ambiente e Logistica

Ultimo aggiornamento: 29 settembre 2026

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