11-07-2026

Smaltimento pneumatici fuori uso: ritiro PFU per gommisti e aziende

Lo smaltimento degli pneumatici fuori uso è un problema operativo frequente per gommisti, officine, concessionarie, flotte aziendali e imprese che effettuano la sostituzione degli pneumatici dei propri mezzi.

Quando i ritiri programmati dal sistema consortile tardano ad arrivare, i PFU possono accumularsi rapidamente, occupando spazio nel deposito e creando difficoltà organizzative e di sicurezza. In questi casi è possibile attivare un servizio privato di ritiro pneumatici fuori uso, affidandosi a operatori autorizzati e sostenendo i relativi costi di raccolta, trasporto e recupero.

Cosa sono gli pneumatici fuori uso

PFU è l’acronimo di Pneumatici Fuori Uso. Uno pneumatico diventa rifiuto quando viene rimosso dal veicolo e il detentore decide o ha l’obbligo di disfarsene. Il codice EER normalmente utilizzato per lo pneumatico intero fuori uso è 16 01 03.

I PFU sono generalmente classificati come rifiuti speciali non pericolosi, ma non possono essere gestiti come normali rifiuti indifferenziati. Devono essere:

  • separati dagli altri rifiuti;
  • conservati in un’area idonea;
  • protetti, per quanto possibile, dagli agenti atmosferici;
  • ritirati da un trasportatore autorizzato;
  • conferiti a impianti abilitati al recupero;
  • accompagnati dalla documentazione prevista per la tracciabilità.

Nel linguaggio comune si parla spesso di “smaltimento pneumatici”, ma la destinazione ordinaria dei PFU è prevalentemente il recupero. Attraverso la frantumazione possono essere separate gomma, acciaio e fibre tessili, ottenendo materiali destinati a nuove applicazioni o, quando il recupero di materia non è possibile, al recupero energetico.

Come funziona la raccolta dei PFU tramite Ecopneus

Ecopneus è una società consortile senza scopo di lucro costituita da produttori e importatori di pneumatici. È il principale sistema collettivo italiano per la gestione dei PFU, ma non è l’unico soggetto operante nel settore: esistono altri sistemi collettivi e forme individuali autorizzate.

Il sistema viene finanziato attraverso il contributo ambientale applicato al momento dell’acquisto di uno pneumatico nuovo. Tale contributo serve a coprire i costi della raccolta gratuita presso gommisti e officine, del trasporto, del trattamento e del recupero finale.

Il gommista registrato sulla piattaforma Ecopneus può inserire una richiesta indicando il quantitativo da prelevare. La richiesta entra in una coda operativa gestita secondo l’ordine cronologico; al momento del ritiro viene emesso il Formulario di Identificazione del Rifiuto secondo le disposizioni applicabili.

Perché Ecopneus non riesce sempre a ritirare immediatamente tutti gli pneumatici

Occorre evitare una lettura semplicistica: Ecopneus movimenta ogni anno enormi quantità di PFU e, nel 2025, ha dichiarato di aver raccolto 199.408 tonnellate, pari al 124% del proprio target di legge. La raccolta è pianificata mensilmente tenendo conto anche dei picchi stagionali legati ai cambi gomme primaverili e autunnali.

Nonostante questo, alcuni gommisti possono trovarsi ad attendere il passaggio per settimane o mesi. Il motivo principale è strutturale: il sistema dei PFU è dimensionato e finanziato sulla quantità di pneumatici regolarmente immessa sul mercato dai produttori e dagli importatori nell’anno precedente. La normativa prevede infatti la gestione di una quantità pari almeno al 95% del peso immesso nel mercato del ricambio.

Nella realtà, però, i quantitativi presenti presso i gommisti possono risultare superiori a quelli teoricamente contabilizzati. Tra le cause vi sono:

  • pneumatici immessi sul mercato attraverso canali irregolari;
  • vendite per le quali non è stato correttamente versato il contributo ambientale;
  • acquisti online o importazioni non adeguatamente dichiarate;
  • accumuli derivanti da annualità precedenti;
  • concentrazioni stagionali delle sostituzioni;
  • squilibri temporanei tra richieste di ritiro, disponibilità logistica e capacità degli impianti.

La stessa Ecopneus ha evidenziato come i flussi irregolari immettano nel mercato pneumatici non contabilizzati e quindi non compresi nei quantitativi di raccolta attribuiti ai diversi sistemi. In passato il fenomeno è stato stimato in decine di migliaia di tonnellate annue.

Il risultato è un disallineamento: i PFU fisicamente presenti presso i gommisti possono superare, almeno temporaneamente, i volumi pianificati e finanziati dal sistema ordinario.

Ritiro urgente dei PFU: perché il servizio non può essere gratuito

Quando il ritiro consortile non avviene in tempi compatibili con le esigenze del gommista, è possibile ricorrere a un servizio privato di smaltimento pneumatici fuori uso.

In questo caso, però, il servizio non può essere gratuito.

Il contributo ambientale finanzia la raccolta eseguita nell’ambito del sistema organizzato dai produttori e dagli importatori. Non rappresenta un credito utilizzabile dal gommista per incaricare gratuitamente qualsiasi trasportatore o intermediario.

Un intervento privato urgente richiede infatti l’attivazione di una filiera alternativa autorizzata, che comprende:

  • organizzazione del ritiro;
  • disponibilità di un mezzo autorizzato;
  • trasporto dei PFU;
  • conferimento presso un impianto;
  • costi di trattamento e recupero;
  • gestione del FIR e della documentazione;
  • coordinamento operativo in tempi ridotti.

Il costo dipende principalmente dal quantitativo, dalla tipologia e dalle dimensioni degli pneumatici, dalla distanza dall’impianto, dalle modalità di carico e dall’urgenza richiesta.

Caso pratico: il gommista in attesa da mesi

Un gommista aveva inoltrato da diversi mesi le richieste di prelievo tramite il sistema Ecopneus, ma il ritiro non era ancora stato eseguito. Nel frattempo gli pneumatici si erano accumulati, riducendo lo spazio disponibile e creando difficoltà nella gestione quotidiana dell’officina.

La situazione non poteva più essere rinviata.

Arcobaleno Servizi Ambientali è intervenuta in emergenza, verificando il quantitativo presente, individuando una filiera autorizzata e organizzando tempestivamente il trasporto verso un impianto idoneo.

L’intervento ha permesso al gommista di liberare il deposito e ripristinare condizioni operative adeguate. Trattandosi di un servizio privato straordinario, esterno alla raccolta gratuita finanziata dal contributo ambientale, l’attività è stata regolarmente preventivata e fatturata.

Come opera Arcobaleno Servizi Ambientali

Per organizzare il ritiro dei pneumatici fuori uso, Arcobaleno procede attraverso:

  1. raccolta di fotografie e informazioni sul deposito;
  2. stima del quantitativo e verifica delle dimensioni dei PFU;
  3. individuazione del trasportatore e dell’impianto autorizzato;
  4. formulazione dell’offerta;
  5. pianificazione del giorno e della fascia oraria indicativa;
  6. esecuzione del ritiro;
  7. gestione della documentazione e della tracciabilità.

La soluzione viene costruita sulle esigenze effettive del cliente, distinguendo tra raccolta programmata e ritiro urgente degli pneumatici fuori uso. Il metodo segue il posizionamento operativo di Arcobaleno: tempi concordati, precisione documentale e servizio personalizzato.

Hai pneumatici fuori uso accumulati da ritirare?

Stai aspettando da troppo tempo il passaggio del sistema consortile?

Invia ad Arcobaleno Servizi Ambientali alcune fotografie del deposito, il numero indicativo degli pneumatici, la loro tipologia e l’indirizzo del punto di ritiro. Verificheremo la possibilità di organizzare un intervento urgente a pagamento, con trasporto autorizzato e conferimento presso un impianto idoneo.

FAQ sullo smaltimento degli pneumatici fuori uso

Il ritiro degli pneumatici fuori uso è sempre gratuito?

No. Il ritiro può essere gratuito quando viene eseguito nell’ambito di un sistema consortile finanziato dal contributo ambientale. Un servizio privato urgente o alternativo comporta invece costi di trasporto, trattamento, impianto e gestione documentale.

Il gommista può consegnare personalmente i PFU a un impianto?

No, il trasporto dei PFU deve essere effettuato nel rispetto delle autorizzazioni e degli obblighi documentali previsti. Il gommista non dovrebbe movimentare autonomamente i rifiuti.

Qual è il codice EER degli pneumatici fuori uso?

Per gli pneumatici interi fuori uso viene normalmente utilizzato il codice EER 16 01 03. Il codice deve comunque essere verificato in relazione alla natura effettiva del materiale e all’attività che lo ha prodotto.

Quanto costa smaltire gli pneumatici fuori uso?

Non esiste una tariffa unica. Il prezzo dipende dal peso, dal numero di pezzi, dalle dimensioni, dalla distanza, dall’accessibilità del deposito e dall’urgenza. Pneumatici industriali, agricoli o di grandi dimensioni possono richiedere mezzi e operazioni specifiche.

Arcobaleno può sostituire definitivamente Ecopneus?

Arcobaleno può organizzare ritiri privati programmati o urgenti attraverso operatori e impianti autorizzati. Il servizio non sostituisce il funzionamento del sistema nazionale finanziato dal contributo ambientale, ma rappresenta una soluzione concreta quando il cliente non può attendere ulteriormente.

Serve il formulario per il trasporto dei PFU?

Sì, il trasporto professionale deve essere accompagnato dal Formulario di Identificazione del Rifiuto, secondo le disposizioni vigenti e le procedure RENTRI applicabili.

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