12-07-2026
Smaltimento amianto: analisi, rimozione e bonifica
Lo smaltimento dell’amianto richiede competenze tecniche, procedure rigorose e il coinvolgimento di operatori autorizzati. L’amianto può infatti essere presente non soltanto nelle note coperture in cemento-amianto, comunemente chiamate “eternit”, ma anche in materiali isolanti, guarnizioni, tubazioni, apparecchiature e componenti meccanici come le vecchie pastiglie dei freni.
In Italia la produzione e la commercializzazione dell’amianto sono vietate dalla Legge 257/1992, ma molti manufatti installati o prodotti in passato sono ancora presenti negli edifici, negli impianti industriali e nei magazzini. La loro gestione non può essere improvvisata: prima di movimentare, rimuovere o conferire un materiale sospetto è necessario verificarne la natura e stabilire la corretta procedura operativa.
Amianto compatto e amianto friabile: quali sono le differenze
I materiali contenenti amianto vengono distinti principalmente in base alla loro friabilità.
Amianto compatto
L’amianto compatto è incorporato all’interno di una matrice solida, generalmente cementizia o resinoide.
Tra gli esempi più frequenti rientrano:
- lastre ondulate e pannelli in cemento-amianto;
- tubazioni, canne fumarie e serbatoi;
- alcuni pavimenti e materiali resinoidi;
- manufatti e componenti sottoposti ad attrito;
- vecchi elementi di copertura industriale.
Quando il manufatto è integro, il rilascio di fibre è generalmente più contenuto. Il rischio aumenta però in presenza di rotture, erosione, perforazioni, lavorazioni meccaniche o degrado dovuto agli agenti atmosferici.
Amianto friabile
L’amianto friabile può essere sbriciolato o ridotto in polvere con la semplice pressione manuale. Proprio per la scarsa coesione interna, può rilasciare fibre più facilmente, soprattutto in presenza di vibrazioni, infiltrazioni d’acqua, correnti d’aria o interventi di manutenzione.
Può essere presente, ad esempio, in:
- rivestimenti isolanti spruzzati;
- coibentazioni di tubazioni e caldaie;
- pannelli, cartoni e tessuti isolanti;
- corde, nastri e guarnizioni;
- materiali floccati o incoerenti.
Anche un materiale originariamente compatto può diventare più pericoloso quando è fortemente deteriorato. Per questo motivo la valutazione deve considerare non soltanto la tipologia del manufatto, ma anche il suo stato di conservazione.
Dove si può trovare l’amianto
L’amianto è stato utilizzato per decenni grazie alla sua resistenza al calore, all’usura e agli agenti chimici. La sua presenza può quindi riguardare contesti molto differenti:
- capannoni e coperture industriali;
- centrali termiche e locali caldaia;
- tubazioni e impianti;
- edifici pubblici e immobili costruiti prima del divieto;
- vecchi macchinari;
- guarnizioni e materiali isolanti;
- componenti di veicoli e materiali d’attrito.
La normativa distingue anche le imprese abilitate alla bonifica: la categoria 10A dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali riguarda i materiali edili con amianto legato in matrici cementizie o resinoidi, mentre la categoria 10B comprende, tra gli altri, materiali d’attrito, isolanti, guarnizioni, apparecchiature e materiali incoerenti contenenti amianto.
Pastiglie freni contenenti amianto: un rischio da non sottovalutare
Non tutte le pastiglie dei freni contengono amianto. Il problema può tuttavia presentarsi con vecchi ricambi, componenti di provenienza incerta, fondi di magazzino o materiali rimossi da veicoli datati.
Quando la composizione non è documentata, non è corretto presumere automaticamente che le pastiglie siano prive di amianto. Può essere necessario effettuare un campionamento e una specifica analisi con ricerca amianto.
L’Elenco Europeo dei Rifiuti distingue infatti:
- EER 16 01 11*: pastiglie per freni contenenti amianto;
- EER 16 01 12: pastiglie per freni diverse da quelle contenenti amianto.
La presenza dell’asterisco identifica il primo codice come rifiuto pericoloso. Un’errata classificazione potrebbe quindi determinare un conferimento non conforme, con conseguenze per il produttore del rifiuto e per l’intera filiera di gestione.
Abbandono di lastre in cemento-amianto nei Comuni
Tra gli interventi più delicati per Comuni ed enti pubblici rientra la gestione degli abbandoni di lastre ondulate da copertura, frequentemente rinvenute lungo strade secondarie, aree industriali dismesse, terreni o zone periferiche.
Non tutte le lastre ondulate sono necessariamente in cemento-amianto e il solo esame visivo può non essere sufficiente per una classificazione certa. Il materiale non deve comunque essere rotto, movimentato o caricato senza aver prima valutato il rischio.
In questi casi è opportuno:
- delimitare e mettere in sicurezza l’area;
- evitare qualsiasi frammentazione delle lastre;
- effettuare, quando necessario, campionamento e analisi;
- identificare il corretto codice EER;
- coinvolgere un’impresa autorizzata alla bonifica;
- organizzare imballaggio, trasporto e conferimento presso un impianto autorizzato.
La gestione deve essere pianificata anche in funzione delle condizioni del materiale: lastre già rotte o molto deteriorate richiedono precauzioni maggiori rispetto a manufatti ancora integri.
Come funziona la rimozione e lo smaltimento dell’amianto
I lavori di demolizione o rimozione di materiali contenenti amianto possono essere eseguiti soltanto da imprese in possesso dei requisiti previsti. Prima dell’intervento deve essere predisposto uno specifico piano di lavoro, contenente le misure per la sicurezza dei lavoratori, la protezione dei terzi, la prevenzione della dispersione delle fibre e la corretta raccolta e gestione dei materiali rimossi.
Il percorso operativo può comprendere:
- analisi preliminare della richiesta e della documentazione disponibile;
- eventuale sopralluogo;
- campionamento e analisi di laboratorio;
- identificazione del materiale e classificazione del rifiuto;
- individuazione dell’impresa autorizzata in categoria 10A o 10B;
- predisposizione degli adempimenti previsti;
- rimozione e confezionamento in sicurezza;
- trasporto con soggetto autorizzato;
- conferimento presso impianto idoneo;
- gestione del formulario e della documentazione di tracciabilità.
Caso pratico: pastiglie freni esauste contenenti amianto
Un autoriparatore aveva accumulato una partita di vecchie pastiglie freni esauste, ritenendole inizialmente assimilabili alle normali pastiglie prive di amianto. La documentazione tecnica dei componenti non era però disponibile e la provenienza del materiale non consentiva di escludere la presenza della fibra.
Arcobaleno Servizi Ambientali ha organizzato il campionamento e le opportune analisi con ricerca amianto. Gli accertamenti hanno confermato la presenza di amianto, permettendo di classificare correttamente il rifiuto prima del suo avvio a smaltimento.
L’intervento ha evitato che le pastiglie venissero conferite con un codice non adeguato e ha consentito all’autoriparatore di gestire il materiale attraverso una filiera autorizzata e tracciata.
Come opera Arcobaleno Servizi Ambientali
Arcobaleno affianca aziende, autoriparatori, amministratori immobiliari ed enti pubblici nella gestione delle diverse fasi dello smaltimento amianto:
- valutazione preliminare del materiale;
- eventuale sopralluogo gratuito;
- organizzazione del campionamento e delle analisi;
- classificazione del rifiuto;
- selezione di operatori e impianti autorizzati;
- coordinamento della bonifica e del trasporto;
- pianificazione dell’intervento;
- assistenza documentale e verifica della tracciabilità.
Ogni servizio viene costruito in funzione della tipologia di materiale, del quantitativo, dello stato di conservazione e delle condizioni operative del sito.
Hai lastre, materiali isolanti, guarnizioni o pastiglie freni di cui non conosci la composizione? Inviaci alcune fotografie e le informazioni disponibili: valuteremo se è necessaria un’analisi amianto e organizzeremo il corretto percorso di rimozione e smaltimento.
FAQ sullo smaltimento dell’amianto
È possibile riconoscere l’amianto soltanto guardando il materiale?
Non sempre. Forma, colore e anno di produzione possono fornire indicazioni, ma in caso di dubbio è necessario effettuare un campionamento e un’analisi specifica.
Posso rimuovere personalmente una piccola lastra in eternit?
La rimozione non deve essere improvvisata. Rompere, tagliare o movimentare il materiale può causare la dispersione di fibre. È necessario rivolgersi a operatori qualificati e verificare anche le procedure previste a livello regionale.
Tutte le coperture ondulate contengono amianto?
No. Esistono lastre ondulate prodotte con materiali differenti. Quando mancano documenti o marcature certe, può essere necessaria un’analisi prima di programmare lo smaltimento.
Tutte le vecchie pastiglie freni contengono amianto?
No, ma la presenza non può essere esclusa per componenti datati o di provenienza sconosciuta. In questi casi l’analisi permette di distinguere tra il codice EER 16 01 11* e il codice EER 16 01 12.
Cosa deve fare un Comune quando trova lastre abbandonate?
L’area deve essere messa in sicurezza evitando la movimentazione o la rottura delle lastre. Successivamente occorre verificare la natura del materiale e affidare raccolta, bonifica e trasporto a soggetti autorizzati.
Quanto costa lo smaltimento dell’amianto?
Il costo dipende da quantità, tipologia e stato del materiale, accessibilità dell’area, necessità di analisi, modalità di rimozione, imballaggio, trasporto e impianto di destinazione. Per formulare un’offerta attendibile sono utili fotografie, dimensioni, ubicazione e informazioni sull’origine del materiale.
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