31-10-2026
Recupero e smaltimento codici CER/EER “a specchio”: cosa sono e come vanno gestiti
La corretta classificazione dei rifiuti con codici CER/EER a specchio è uno degli aspetti più delicati nella gestione dei rifiuti speciali. In questi casi, infatti, per una stessa tipologia di rifiuto l’Elenco Europeo dei Rifiuti prevede due possibili codici: uno riferito al rifiuto pericoloso, contrassegnato da un asterisco, e uno relativo al corrispondente rifiuto non pericoloso.
Non è quindi sufficiente scegliere il codice apparentemente più vicino alla descrizione del materiale. Occorre conoscere l’origine e la composizione del rifiuto e stabilire se siano presenti sostanze pericolose in concentrazioni tali da attribuirgli una o più caratteristiche di pericolo.
Una classificazione corretta incide su tutte le fasi successive: deposito temporaneo, trasporto, formulario, impianto di destinazione, recupero o smaltimento e relativi costi di gestione.
Cosa sono i codici CER/EER a specchio
Il termine CER, acronimo di Catalogo Europeo dei Rifiuti, continua a essere ampiamente utilizzato nel linguaggio operativo. Tecnicamente si fa oggi riferimento all’EER, Elenco Europeo dei Rifiuti.
Le cosiddette voci a specchio sono due o più voci correlate nelle quali una identifica un rifiuto pericoloso e l’altra un rifiuto non pericoloso. La Commissione europea le definisce mirror entries: l'attribuzione dell'una o dell'altra voce richiede quindi una valutazione ulteriore delle caratteristiche del rifiuto.
Un esempio molto comune è rappresentato dagli stracci utilizzati durante lavorazioni industriali. Il semplice fatto che si tratti di uno straccio non permette di stabilirne la classificazione: occorre verificare da cosa è stato contaminato.
La disciplina nazionale è contenuta nella Parte IV del D.Lgs. 152/2006, il Testo Unico Ambientale. La normativa stabilisce inoltre che la corretta attribuzione del codice e delle eventuali caratteristiche di pericolo è effettuata dal produttore del rifiuto.
Alcuni dei codici EER a specchio più diffusi
| Tipologia di rifiuto | Codice pericoloso | Codice non pericoloso | Elemento determinante |
|---|---|---|---|
| Assorbenti, filtri, stracci e indumenti protettivi | 15 02 02* – contaminati da sostanze pericolose | 15 02 03 – diversi da quelli di cui alla voce 15 02 02 | Natura e concentrazione dei contaminanti |
| Pitture e vernici di scarto | 08 01 11* – contenenti solventi organici o altre sostanze pericolose | 08 01 12 – diverse da quelle di cui alla voce 08 01 11 | Composizione della vernice e sostanze presenti |
| Terre e rocce | 17 05 03* – contenenti sostanze pericolose | 17 05 04 – diverse da quelle di cui alla voce 17 05 03 | Eventuale contaminazione |
| Rifiuti misti da costruzione e demolizione | 17 09 03* – contenenti sostanze pericolose | 17 09 04 – diversi dalle voci 17 09 01, 17 09 02 e 17 09 03 | Presenza di componenti o sostanze pericolose |
L’asterisco identifica quindi una voce pericolosa, ma non significa che ogni rifiuto appartenente a quella famiglia debba automaticamente ricevere il codice con asterisco.
Come si stabilisce quale codice a specchio utilizzare
La classificazione deve partire innanzitutto dal processo che ha generato il rifiuto. Conoscere materie prime, prodotti utilizzati, sostanze impiegate e lavorazioni effettuate consente spesso di ricostruirne con buona precisione la composizione.
Possono essere utilizzate, quando pertinenti, informazioni sul ciclo produttivo, schede di sicurezza delle sostanze utilizzate, documentazione tecnica, informazioni sulle materie prime e precedenti caratterizzazioni del medesimo flusso di rifiuto.
Quando tali elementi non permettono di escludere o determinare adeguatamente la presenza di sostanze pericolose, può rendersi necessaria una caratterizzazione analitica mediante laboratorio.
La Corte di Giustizia dell'Unione europea, pronunciandosi proprio sui codici a specchio, ha chiarito che il detentore deve acquisire informazioni sufficienti sulla composizione del rifiuto e verificare la possibile presenza di sostanze pericolose. Ciò non comporta però la ricerca indiscriminata di qualsiasi sostanza teoricamente esistente: l'indagine deve essere appropriata rispetto alla natura e all'origine concreta del rifiuto.
Quando è necessaria l’analisi chimica del rifiuto
L'analisi di laboratorio è quindi uno strumento di classificazione, non un automatismo applicabile indistintamente a ogni rifiuto con voce a specchio.
Per uno straccio utilizzato esclusivamente con una sostanza perfettamente identificata, ad esempio, le informazioni disponibili sul processo possono essere molto significative. La situazione cambia quando il materiale è stato utilizzato con differenti prodotti chimici, quando la composizione del contaminante è incerta oppure quando si tratta di terre provenienti da un'area potenzialmente contaminata.
Quando vengono eseguite analisi, queste devono essere impostate sulla base del processo produttivo e delle sostanze ragionevolmente presenti. I risultati devono poi essere valutati rispetto alle caratteristiche di pericolo HP previste dalla normativa europea.
Il riferimento principale è il Regolamento (UE) n. 1357/2014, che disciplina le caratteristiche di pericolo HP applicabili ai rifiuti e i relativi criteri e limiti di concentrazione.
Codice a specchio pericoloso o non pericoloso: cosa cambia
L'attribuzione del corretto codice EER non rappresenta una semplice formalità amministrativa.
Classificare il rifiuto come pericoloso può modificare le modalità di confezionamento ed etichettatura, le condizioni del deposito temporaneo, le autorizzazioni richieste al trasportatore, gli impianti presso i quali può essere conferito e, in alcuni casi, anche le modalità di trasporto previste dalla normativa ADR.
Cambiano inoltre normalmente le possibilità di recupero o smaltimento del rifiuto e i relativi costi.
Per questo motivo attribuire automaticamente il codice non pericoloso con l'obiettivo di semplificare o ridurre il costo del servizio espone il produttore a rischi significativi. Allo stesso modo, classificare sistematicamente come pericoloso qualsiasi rifiuto dubbio senza effettuare una corretta valutazione non costituisce una buona gestione tecnica.
L'obiettivo deve essere uno solo: attribuire il codice che descrive realmente il rifiuto prodotto.
Recupero o smaltimento di un rifiuto con codice a specchio
Una volta classificato correttamente il rifiuto, occorre individuare un impianto autorizzato a ricevere quella specifica tipologia e valutare la soluzione tecnicamente ed economicamente più appropriata.
La presenza di una voce a specchio non significa infatti che il rifiuto debba necessariamente essere destinato allo smaltimento. Quando caratteristiche e autorizzazioni degli impianti lo consentono, possono essere disponibili anche operazioni di recupero.
La destinazione deve quindi essere individuata considerando il codice EER attribuito, le caratteristiche chimico-fisiche del rifiuto, l'eventuale pericolosità e le autorizzazioni dell'impianto ricevente.
Il caso pratico: la gestione dei codici a specchio da parte di ARC Ambiente
Arcobaleno Servizi Ambientali – ARC Ambiente gestisce regolarmente rifiuti identificati mediante codici EER a specchio, sia pericolosi sia non pericolosi.
Tra quelli più frequentemente ritirati presso aziende, officine, industrie e cantieri rientrano gli assorbenti e stracci contaminati 15 02 02/15 02 03*, le pitture e vernici 08 01 11/08 01 12*, le terre e rocce 17 05 03/17 05 04* e i rifiuti misti da costruzione e demolizione 17 09 03/17 09 04*.
La gestione parte dalla verifica della tipologia e dell'origine del rifiuto. Quando necessario vengono richieste informazioni sul ciclo produttivo e sulla composizione oppure viene concordata una caratterizzazione analitica. Individuata la classificazione corretta, ARC Ambiente seleziona la destinazione autorizzata più appropriata e programma il ritiro.
Il servizio viene normalmente effettuato direttamente con mezzi e personale Arcobaleno, concordando con il cliente giorno e fascia oraria indicativa. Quando le caratteristiche del rifiuto o la situazione aziendale lo richiedono, può essere effettuato anche un sopralluogo gratuito prima dell'attivazione del servizio.
In questo modo classificazione, trasporto, documentazione e conferimento vengono gestiti all'interno di un unico processo organizzato.
Affidarsi a un operatore specializzato nella gestione dei codici CER/EER a specchio
La corretta classificazione rappresenta il punto di partenza dell'intera gestione del rifiuto. Un errore iniziale può infatti ripercuotersi su formulario, trasporto e destinazione finale.
ARC Ambiente supporta aziende, industrie, attività artigianali e cantieri nella classificazione, raccolta, trasporto, recupero e smaltimento dei rifiuti speciali, compresi quelli caratterizzati da codici CER/EER a specchio.
Per verificare la corretta gestione di un rifiuto già prodotto o organizzare un servizio periodico è possibile richiedere un'offerta ad Arcobaleno Servizi Ambientali, indicando tipologia, origine e quantità indicativa del materiale.
FAQ sui codici CER/EER a specchio
Cosa significa codice CER a specchio?
Significa che per una determinata tipologia di rifiuto esistono una voce pericolosa e una corrispondente voce non pericolosa. Per stabilire quale utilizzare occorre valutare origine, composizione ed eventuali caratteristiche di pericolo del rifiuto.
Il codice con l'asterisco identifica sempre un rifiuto pericoloso?
Sì. Nell'Elenco Europeo dei Rifiuti l'asterisco identifica le voci classificate come pericolose. Nei codici a specchio occorre però stabilire se il rifiuto concreto debba essere attribuito alla voce con asterisco oppure alla corrispondente voce non pericolosa.
Per un codice a specchio è sempre obbligatoria l'analisi chimica?
No. Non esiste un automatismo per cui ogni voce a specchio debba necessariamente essere sottoposta ad analisi. La classificazione deve però essere sostenuta da informazioni adeguate sulla composizione del rifiuto. Quando tali informazioni non sono sufficienti, l'analisi può diventare necessaria.
Chi è responsabile dell'attribuzione del codice EER?
La normativa attribuisce al produttore del rifiuto la responsabilità della corretta attribuzione del codice e delle eventuali caratteristiche di pericolo. Il produttore può naturalmente avvalersi del supporto di laboratori, consulenti e operatori specializzati.
Un rifiuto con codice a specchio può essere recuperato?
Sì. La presenza di una voce a specchio non determina automaticamente lo smaltimento. Una volta attribuito il codice corretto, occorre verificare quali impianti siano autorizzati a ricevere quel rifiuto e quali operazioni di recupero o smaltimento siano tecnicamente disponibili.
Qual è la differenza tra CER ed EER?
CER è l'acronimo storicamente utilizzato per Catalogo Europeo dei Rifiuti. EER indica l'Elenco Europeo dei Rifiuti ed è la terminologia oggi più corretta. Nella pratica del settore e nelle ricerche online sono tuttavia ancora comunemente utilizzate entrambe le espressioni.
ARC Ambiente può ritirare sia il codice pericoloso sia quello non pericoloso?
ARC Ambiente gestisce numerose tipologie di rifiuti pericolosi e non pericolosi. La possibilità di effettuare il servizio viene verificata sulla base del codice EER, delle caratteristiche del rifiuto, delle autorizzazioni al trasporto e della destinazione finale individuata.
Contenuto redatto dall’Ufficio Ambientale ARC Ambiente
Revisione tecnica: Alessia Ferrari - Resp. Ufficio Ambiente e Logistica
Ultimo aggiornamento: 31 ottobre 2026
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