07-10-2026

Raccolta oli minerali esausti: come gestire correttamente l’olio usato in officine e aziende

La raccolta degli oli minerali esausti è un’attività fondamentale per officine meccaniche, autoriparatori, industrie, manutentori e imprese che utilizzano oli lubrificanti nei propri processi. Una volta esaurito, infatti, l’olio lubrificante diventa un rifiuto pericoloso e deve essere conservato, classificato, trasportato e avviato a recupero attraverso operatori autorizzati.

Una corretta gestione non significa semplicemente trovare qualcuno che ritiri l’olio: occorre evitare contaminazioni, utilizzare contenitori adeguati, attribuire il corretto codice EER e garantire la tracciabilità del rifiuto fino all’impianto di destinazione.

In Italia il sistema di raccolta e recupero degli oli minerali usati è particolarmente sviluppato: il CONOU – Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati coordina una filiera specializzata che raccoglie gli oli lubrificanti esausti e li destina prioritariamente alla rigenerazione. Nel 2025 sono state raccolte circa 194.500 tonnellate di olio usato e oltre il 98% è stato avviato a rigenerazione. CONOU

Cosa sono gli oli minerali esausti

Gli oli minerali esausti derivano principalmente dall'utilizzo di lubrificanti nei motori, nelle trasmissioni, nei circuiti idraulici e nei macchinari industriali.

Durante il funzionamento l'olio subisce alterazioni chimiche e fisiche e può contaminarsi con residui metallici, carburanti, acqua e altre sostanze. Quando non è più utilizzabile per la funzione originaria diventa un rifiuto che richiede una gestione specifica.

Il CONOU ricorda infatti che l'olio minerale usato è un rifiuto pericoloso: la dispersione nel terreno o nelle acque può provocare gravi forme di contaminazione, mentre una combustione impropria può generare emissioni inquinanti. CONOU

È inoltre importante non confondere gli oli minerali lubrificanti con gli oli vegetali esausti provenienti, ad esempio, da ristoranti e attività alimentari: appartengono a filiere e classificazioni differenti.

Quali codici EER vengono utilizzati per gli oli esausti

La classificazione dipende dall'origine e dalle caratteristiche effettive del rifiuto. Il capitolo 13 dell'Elenco Europeo dei Rifiuti comprende numerose tipologie di oli esausti. Tra quelle più frequenti nelle officine e nelle attività industriali troviamo:

 

Tipologia indicativaCodice EEREsempio di provenienza
Oli minerali non clorurati per motori, ingranaggi e lubrificazione        13 02 05*

Cambio olio di autoveicoli e macchinari

Oli sintetici per motori, ingranaggi e lubrificazione13 02 06*

Lubrificanti sintetici esausti

Altri oli per motori, ingranaggi e lubrificazione13 02 08*

Oli non riconducibili alle categorie precedenti

Oli minerali idraulici non clorurati13 01 10*

Impianti e circuiti oleodinamici

Altri oli idraulici13 01 13*

Circuiti idraulici e macchinari

Oli da separatori olio/acqua13 05 06*

Separatori e impianti di trattamento

 

L'asterisco identifica una voce pericolosa. L'attribuzione del codice, tuttavia, non dovrebbe essere effettuata semplicemente scegliendo il codice apparentemente più simile: deve tenere conto del processo che ha generato il rifiuto e delle sue caratteristiche. L'elenco europeo distingue espressamente, ad esempio, oli minerali, sintetici e biodegradabili. EUR-Lex

Raccolta e stoccaggio dell’olio esausto: attenzione alle contaminazioni

Uno degli aspetti più importanti è mantenere la qualità dell'olio raccolto.

La normativa europea prevede che gli oli usati siano raccolti separatamente e che, quando possibile, oli con caratteristiche differenti non vengano mescolati tra loro o con altri rifiuti quando tale miscelazione può comprometterne la rigenerazione. La rigenerazione dell'olio costituisce infatti la destinazione prioritaria. EUR-Lex

Per questo motivo un'officina dovrebbe evitare, ad esempio, di versare nello stesso contenitore dell'olio esausto solventi, liquido antigelo, carburante, detergenti, emulsioni o altri rifiuti liquidi.

Un olio correttamente segregato può essere avviato alla filiera di recupero; un olio fortemente contaminato può invece richiedere trattamenti differenti e generare maggiori costi di gestione.

La stessa filiera CONOU precisa che la raccolta degli oli lubrificanti idonei alla rigenerazione è normalmente effettuata senza oneri per il detentore, mentre oli contaminati da sostanze che ne impediscono la rigenerazione possono dover essere destinati ad altri trattamenti, con relativi costi a carico del produttore. CONOU

Come avviene il ritiro dell’olio minerale esausto

La modalità di raccolta dipende soprattutto dai quantitativi prodotti e dall'organizzazione dell'azienda.

Per quantitativi limitati l'olio può essere conservato in fusti idonei e correttamente identificati. Per produzioni più importanti possono essere utilizzate cisternette o serbatoi dedicati. Quando l'olio è presente in serbatoi o vasche, il ritiro può essere effettuato direttamente mediante aspirazione con autobotte.

La soluzione più efficiente per un produttore abituale è spesso programmare i ritiri in funzione del proprio ritmo di produzione: in questo modo si evita di arrivare alla saturazione dei contenitori e si riducono le richieste urgenti.

Il caso delle officine meccaniche

Le officine rappresentano uno dei principali punti di produzione dell'olio lubrificante esausto. I dati CONOU mostrano quanto questa filiera sia capillare: nel 2024 il sistema ha servito oltre 103.000 punti di raccolta, dei quali circa l'88% riconducibile alle officine meccaniche. CONOU

In un'autofficina, inoltre, l'olio raramente è l'unico rifiuto speciale prodotto. Possono essere presenti filtri dell'olio, batterie, liquidi antigelo, materiali assorbenti contaminati, imballaggi contaminati, solventi, pneumatici e altri rifiuti derivanti dalle attività di manutenzione.

Per questo la gestione può risultare più semplice quando viene organizzata attraverso un unico interlocutore capace di coordinare più flussi di rifiuto, anziché gestire separatamente numerosi operatori.

Caso pratico: raccolta programmata degli oli esausti nelle officine lombarde

Arcobaleno Servizi Ambientali organizza regolarmente la raccolta programmata di oli minerali esausti presso numerose officine meccaniche delle province di Milano, Monza Brianza, Lodi, Pavia, Varese e in tutta la Lombardia.

A seconda delle caratteristiche dell'attività e delle quantità prodotte, il servizio viene organizzato con ritiro dell'olio in fusti, cisternette oppure mediante aspirazione diretta con autobotte.

L'obiettivo non è soltanto effettuare il singolo ritiro, ma costruire un servizio coerente con l'operatività dell'officina: individuazione dei rifiuti prodotti, definizione delle modalità di raccolta, omologazione quando necessaria, programmazione periodica degli interventi e gestione della relativa documentazione.

Quando pertinente, Arcobaleno può inoltre integrare nello stesso rapporto operativo anche la gestione degli altri rifiuti speciali prodotti dall'officina.

Il modello organizzativo dell'azienda prevede analisi preliminare, eventuale sopralluogo, omologazione, pianificazione del servizio ed esecuzione programmata, con supporto anche sugli aspetti documentali e normativi. Arcobaleno punta inoltre su ritiri concordati con il cliente e, previa omologazione, su servizi programmati normalmente entro 10 giorni lavorativi dalla richiesta.

Dalla raccolta alla rigenerazione: l’olio torna una materia prima

L'olio esausto correttamente raccolto non rappresenta soltanto un rifiuto da eliminare.

Nella filiera italiana viene prevalentemente inviato alla rigenerazione, processo attraverso il quale vengono rimossi contaminanti, prodotti di ossidazione e altre componenti indesiderate ottenendo nuovamente basi lubrificanti utilizzabili per la produzione di oli.

Il risultato è un esempio concreto di economia circolare: un rifiuto pericoloso torna a essere una materia prima utilizzabile, riducendo il consumo di petrolio necessario alla produzione di nuove basi lubrificanti.

Hai olio esausto da ritirare?

Se la tua officina o azienda produce oli lubrificanti esausti, Arcobaleno Servizi Ambientali può verificare tipologia di rifiuto, quantitativi, contenitori disponibili e frequenza dei ritiri, individuando la modalità di raccolta più adatta.

Richiedi un'offerta per il ritiro degli oli minerali esausti indicando dove si trova l'azienda, la quantità indicativa di olio disponibile e se il prodotto è contenuto in fusti, cisternette, serbatoi o deve essere aspirato.

FAQ sulla raccolta degli oli minerali esausti

L'olio motore esausto è un rifiuto pericoloso?
Sì. Gli oli lubrificanti usati rientrano normalmente tra i rifiuti pericolosi e devono essere gestiti mediante la specifica filiera prevista dalla normativa. Il CONOU evidenzia inoltre i potenziali effetti inquinanti derivanti dalla dispersione dell'olio nell'ambiente.

Qual è il codice EER dell'olio motore esausto?
Uno dei codici più frequenti è EER 13 02 05* per oli minerali non clorurati per motori, ingranaggi e lubrificazione. Esistono però altre voci, ad esempio per oli sintetici o oli idraulici: il codice deve quindi essere attribuito valutando origine e caratteristiche del rifiuto.

Posso mescolare l'olio esausto con antigelo o solventi?
È una pratica da evitare. La contaminazione può compromettere la possibilità di avviare l'olio alla rigenerazione e modificare le modalità e i costi di gestione.

È possibile aspirare l'olio direttamente da un serbatoio?
Sì. Quando le condizioni operative lo consentono, il ritiro dell'olio esausto può essere effettuato mediante autobotte attrezzata per l'aspirazione, evitando il travaso preliminare in fusti.

È possibile programmare ritiri periodici per un'officina?
Sì. Per le officine che producono regolarmente olio esausto è possibile organizzare una raccolta periodica o programmata in funzione delle quantità prodotte e della capacità dei contenitori disponibili.

Arcobaleno ritira soltanto l'olio esausto?
No. Nel caso delle officine è possibile organizzare anche la gestione di altri rifiuti speciali prodotti dall'attività, creando un servizio coordinato con un unico interlocutore.

 

Contenuto redatto dall’Ufficio Ambientale ARC Ambiente

Revisione tecnica: Alessia Ferrari - Resp. Ufficio Ambiente e Logistica

Ultimo aggiornamento: 7 ottobre 2026

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