06-08-2026

Gestione rifiuti da impianti fotovoltaici a fine vita

La gestione dei rifiuti da impianti fotovoltaici a fine vita non riguarda soltanto lo smaltimento dei pannelli. La dismissione, il revamping o la sostituzione di un impianto possono generare moduli fotovoltaici, inverter, quadri elettrici, cavi, batterie, strutture metalliche e altri componenti che devono essere identificati, separati e destinati a filiere autorizzate.

Per aziende, proprietari di immobili industriali, energy service company, installatori e gestori di grandi impianti, una pianificazione corretta permette di evitare accumuli in cantiere, errori documentali, danneggiamenti durante la movimentazione e costi imprevisti.

I moduli fotovoltaici rientrano nella disciplina dei RAEE, i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche. La normativa distingue, in particolare, i pannelli provenienti da impianti di potenza inferiore a 10 kW, considerati domestici, da quelli installati in impianti di potenza uguale o superiore a 10 kW, considerati RAEE professionali.

Quando un impianto fotovoltaico produce rifiuti

Un componente non diventa automaticamente un rifiuto soltanto perché viene rimosso. Occorre valutare se sia ancora funzionante, riutilizzabile e concretamente destinato a un nuovo impiego oppure se il detentore abbia deciso di disfarsene.

La produzione di rifiuti può verificarsi in diverse situazioni:

  • dismissione completa dell’impianto;
  • sostituzione dei moduli per perdita di rendimento;
  • revamping o repowering;
  • danneggiamento da grandine, incendio o eventi atmosferici;
  • rottura durante manutenzione o movimentazione;
  • sostituzione di inverter e quadri elettrici;
  • rimozione di sistemi di accumulo;
  • abbandono di pannelli non più identificabili o privi di documentazione.

La distinzione tra bene usato e rifiuto deve essere sostenibile dal punto di vista tecnico e documentale. Presentare come apparecchiature riutilizzabili moduli danneggiati, non testati o privi di una reale destinazione può esporre il detentore a contestazioni.

Quali rifiuti si generano dalla dismissione di un impianto fotovoltaico

La gestione dei RAEE fotovoltaici deve essere inserita in un progetto più ampio, perché un impianto è composto da materiali differenti.

Moduli fotovoltaici

I pannelli contengono principalmente vetro, alluminio, materiali plastici, celle e componenti conduttivi. Se raccolti e trattati correttamente, una parte significativa dei materiali può essere avviata a recupero.

I moduli devono essere movimentati evitando rotture e dispersioni. I pannelli già danneggiati richiedono attenzioni particolari: frammenti di vetro, cornici deformate e parti taglienti possono rendere necessario un imballaggio rinforzato.

Inverter, quadri e apparecchiature elettriche

Gli inverter e i quadri elettrici rimossi possono costituire flussi RAEE distinti dai pannelli. Non dovrebbero essere caricati indiscriminatamente insieme ai moduli, soprattutto quando l’impianto destinatario richiede una separazione preventiva.

Cavi e strutture metalliche

Cavi elettrici, canaline, staffe e telai in alluminio o acciaio possono essere avviati a recupero, purché siano separati correttamente e non contaminati da altre sostanze.

Batterie e sistemi di accumulo

Le batterie al litio, al piombo o di altra tecnologia non devono essere gestite come semplici componenti elettrici. Presentano rischi differenti e richiedono valutazioni specifiche in materia di imballaggio, deposito, trasporto e destinazione.

Una batteria deformata, surriscaldata, danneggiata o con segni di perdita deve essere immediatamente segnalata. Il suo inserimento in un carico ordinario può generare un serio rischio di incendio.

Classificazione e codice EER: perché non basta scrivere “pannelli”

La corretta attribuzione del codice EER dipende dall’origine del rifiuto, dalle caratteristiche del componente e dalla concreta organizzazione dell’attività che lo ha prodotto.

Non è quindi prudente attribuire il codice osservando soltanto una fotografia o utilizzando automaticamente quello indicato in un precedente formulario. Prima del ritiro è opportuno raccogliere almeno:

  • potenza e tipologia dell’impianto;
  • numero, marca e modello dei pannelli;
  • anno di installazione;
  • causa della rimozione;
  • stato dei moduli;
  • presenza di rotture, bruciature o contaminazioni;
  • quantità o peso stimato;
  • disponibilità delle schede tecniche;
  • eventuale incentivazione in Conto Energia;
  • presenza di inverter, batterie e altri materiali.

La classificazione deve essere verificata caso per caso. Pannelli integri rimossi durante un revamping, moduli frammentati dopo una grandinata e apparecchiature coinvolte in un incendio non costituiscono necessariamente la stessa fattispecie gestionale.

Impianti incentivati in Conto Energia e ruolo del GSE

Per gli impianti incentivati con i diversi Conti Energia sono previste specifiche procedure a garanzia della corretta gestione dei pannelli a fine vita.

Il GSE applica una trattenuta sugli incentivi pari a 20 euro per modulo, sia per gli impianti domestici sia per quelli professionali. Il Soggetto Responsabile può, alle condizioni previste, aderire a un Sistema Collettivo e prestare la garanzia attraverso tale sistema.

Nel 2026 il GSE ha previsto due finestre per comunicare l’adesione ai Sistemi Collettivi: dal 1° febbraio al 31 marzo e dal 1° giugno al 31 luglio. L’adesione determina l’interruzione del trattenimento e la restituzione delle quote già trattenute secondo le procedure applicabili.

Prima di rimuovere i pannelli è pertanto importante verificare:

  1. se l’impianto beneficia del Conto Energia;
  2. chi sia il Soggetto Responsabile;
  3. quali moduli risultino censiti;
  4. se si tratti di sostituzione, dismissione o vendita di apparecchiature funzionanti;
  5. quali documenti siano richiesti per dimostrare il corretto trattamento.

Organizzare il ritiro senza questa verifica può complicare la successiva rendicontazione al GSE.

Deposito temporaneo e preparazione al ritiro

Dopo la rimozione, i rifiuti devono essere organizzati in modo da evitare danneggiamenti e commistioni.

I pannelli integri possono essere collocati su pallet adeguati, ordinati e fissati per impedirne lo scivolamento. I moduli rotti devono essere messi in sicurezza con soluzioni che contengano eventuali frammenti.

È inoltre opportuno:

  • separare pannelli, inverter, batterie, cavi e metalli;
  • non appoggiare i moduli direttamente su superfici instabili;
  • proteggere il materiale dalla movimentazione accidentale;
  • identificare chiaramente i diversi flussi;
  • stimare ingombri, peso e mezzi necessari;
  • verificare l’accessibilità del cantiere;
  • programmare il ritiro in coordinamento con installatori e manutentori.

La disponibilità di fotografie e di un inventario dei componenti rende più precisa la preventivazione e riduce il rischio che il materiale trovato al momento del carico sia diverso da quello comunicato.

Trasporto, impianto autorizzato e tracciabilità

I rifiuti devono essere affidati a trasportatori autorizzati e conferiti a impianti abilitati a ricevere e trattare gli specifici codici EER.

La movimentazione deve essere accompagnata dalla documentazione prevista. Il sistema RENTRI costituisce oggi l’infrastruttura nazionale per la tracciabilità dei rifiuti e per la progressiva digitalizzazione dei registri e dei formulari.

Prima del servizio devono quindi essere verificati:

  • produttore e luogo di produzione del rifiuto;
  • codice EER;
  • quantità stimata;
  • trasportatore;
  • impianto destinatario;
  • autorizzazioni applicabili;
  • eventuali prescrizioni di imballaggio;
  • modalità di compilazione del FIR;
  • documentazione richiesta dal GSE o dal Sistema Collettivo.

Caso pratico: revamping di un impianto fotovoltaico industriale

Un’azienda manifatturiera decide di effettuare il revamping dell’impianto fotovoltaico installato sulla copertura del proprio stabilimento. L’intervento prevede la rimozione di circa 900 moduli, la sostituzione di alcuni inverter e lo smontaggio parziale delle strutture.

Inizialmente il cliente ritiene sufficiente collocare tutto il materiale in un cassone. Dalla verifica preliminare emerge però che:

  • una parte dei pannelli è integra;
  • alcuni moduli sono lesionati a causa della grandine;
  • gli inverter devono essere gestiti separatamente;
  • sono presenti cavi con valore recuperabile;
  • l’impianto beneficia del Conto Energia;
  • l’area di carico è accessibile soltanto in determinate fasce orarie.

Arcobaleno Servizi Ambientali organizza la raccolta dei dati, verifica le differenti tipologie di rifiuto e coordina il servizio con l’installatore. I pannelli vengono disposti su pallet, mentre moduli rotti, inverter e cavi vengono separati.

Il trasporto viene programmato su appuntamento, evitando interferenze con le attività produttive. Il cliente dispone così di una gestione tracciata, di formulari coerenti con i materiali movimentati e della documentazione necessaria per le successive pratiche relative all’impianto incentivato.

Come opera Arcobaleno Servizi Ambientali

La gestione dei rifiuti fotovoltaici viene costruita sulle caratteristiche effettive dell’intervento:

  1. raccolta preliminare delle informazioni;
  2. verifica di pannelli e componenti accessori;
  3. eventuale sopralluogo gratuito e senza impegno;
  4. classificazione dei diversi flussi;
  5. individuazione degli impianti autorizzati;
  6. predisposizione dell’offerta;
  7. omologazione ed eventuali approfondimenti analitici;
  8. pianificazione del trasporto;
  9. esecuzione del servizio;
  10. gestione della documentazione e della tracciabilità.

Quando le condizioni tecniche lo consentono, Arcobaleno concorda con il cliente il giorno e una fascia oraria indicativa del ritiro, programmando il servizio entro 10 giorni lavorativi dalla richiesta e dopo il completamento dell’omologazione.

Richiedi un preventivo per lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici

La gestione dei rifiuti da impianti fotovoltaici a fine vita deve essere pianificata prima dell’avvio del cantiere, non quando i pannelli sono già stati smontati e accumulati.

Comunicando numero dei moduli, potenza dell’impianto, fotografie, stato dei materiali, località del ritiro ed eventuale presenza di inverter o batterie, Arcobaleno Servizi Ambientali può valutare la soluzione più adatta.

Contatta ARC Ambiente – Arcobaleno Servizi Ambientali per organizzare il ritiro e il recupero dei pannelli fotovoltaici e degli altri componenti dell’impianto.

FAQ sulla gestione dei rifiuti fotovoltaici

I pannelli fotovoltaici a fine vita sono RAEE?

Sì. Il D.Lgs. 49/2014 include i moduli fotovoltaici nella disciplina dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche. La gestione cambia anche in funzione della potenza dell’impianto e della natura domestica o professionale del RAEE.

Qual è la differenza tra RAEE fotovoltaici domestici e professionali?

I moduli provenienti da impianti con potenza inferiore a 10 kW sono considerati RAEE domestici. Quelli provenienti da impianti con potenza uguale o superiore a 10 kW sono considerati RAEE professionali.

I pannelli ancora funzionanti sono sempre rifiuti?

No. Un pannello funzionante può essere destinato al riutilizzo, ma la destinazione deve essere concreta e documentabile. Se il detentore se ne disfa o il riutilizzo è soltanto ipotetico, il componente può assumere la qualifica di rifiuto.

Pannelli, inverter e batterie possono essere trasportati insieme?

Non automaticamente. Devono essere identificati come flussi distinti e verificati sotto il profilo della classificazione, dell’imballaggio, del trasporto e dell’accettazione presso l’impianto destinatario.

Come devono essere preparati i pannelli fotovoltaici per il ritiro?

I pannelli integri vengono normalmente ordinati e fissati su supporti adeguati. Quelli rotti devono essere messi in sicurezza per contenere frammenti e parti taglienti. Le modalità definitive dipendono dalle condizioni del materiale e dalle prescrizioni della filiera scelta.

Chi gestisce le pratiche relative ai pannelli incentivati?

Il Soggetto Responsabile dell’impianto deve verificare le procedure applicabili presso il GSE, comprese le modalità di dimostrazione del corretto trattamento e l’eventuale adesione a un Sistema Collettivo.

È possibile richiedere un sopralluogo prima della dismissione?

Sì. Quando necessario, Arcobaleno Servizi Ambientali effettua un sopralluogo gratuito per valutare quantità, accessibilità, modalità di confezionamento e organizzazione del ritiro.

 

Contenuto redatto dall’Ufficio Ambientale ARC Ambiente

Revisione tecnica: Alessia Ferrari

Ultimo aggiornamento: 6 agosto 2026

contatti
Via G. Amendola, 27
20037 Paderno Dugnano (MI)

comunicazioni@arcobalenoservizi.it
Tel. +39 02.9182058

Copyright © ARCOBALENO S.R.L. SERVIZI AMBIENTALI - C.F. / P. IVA: 02442160962 | R.E.A. N. 1456660 | Capitale Sociale: € 40.400,00 I.V. | Iscrizione all’albo smaltitori: N. MI002695
Risorse Aggiuntive | Privacy Policy | Cookie Policy | Sitemap

Sito web e SEO a cura di Digitalificio