27-10-2026

Schiume antincendio con PFAS: obblighi e smaltimento dal 23 ottobre 2026

Dal 23 ottobre 2026 cambiano le regole europee per le schiume antincendio contenenti PFAS. Le aziende che possiedono scorte di schiumogeni fluorurati o sistemi antincendio che li utilizzano devono verificare la composizione dei prodotti presenti, le possibilità di utilizzo e le modalità con cui eventuali scorte e rifiuti dovranno essere gestiti.

Il riferimento è il Regolamento (UE) 2025/1988, che modifica l’Allegato XVII del regolamento REACH introducendo una specifica restrizione per i PFAS presenti nelle schiume antincendio. Consulta il Regolamento (UE) 2025/1988 su EUR-Lex

Per le imprese interessate è quindi importante distinguere due aspetti: quando una schiuma contenente PFAS può ancora essere utilizzata e come devono essere gestite e smaltite le scorte che non saranno più impiegate.

Cosa sono i PFAS e perché si trovano nelle schiume antincendio

I PFAS – sostanze per- e polifluoroalchiliche – costituiscono un ampio gruppo di sostanze chimiche sintetiche caratterizzate da una particolare stabilità.

Proprio questa caratteristica ne ha favorito l'impiego in numerose applicazioni industriali, comprese alcune schiume antincendio, soprattutto quelle destinate allo spegnimento di incendi di liquidi infiammabili.

La loro elevata persistenza rappresenta però anche il principale problema ambientale: alcuni PFAS possono permanere molto a lungo nell'ambiente e contaminare suolo e acque. La Commissione europea li considera per questo una fonte di inquinamento di lungo periodo. Approfondimento della Commissione europea sui PFAS

L’ECHA ricorda inoltre che la restrizione europea specifica sulle schiume antincendio è stata adottata nel 2025 e ha iniziato ad applicarsi progressivamente dal 2026. Approfondimento ECHA sui PFAS

Cosa cambia dal 23 ottobre 2026

È importante chiarire un punto: il 23 ottobre 2026 non entra in vigore un divieto assoluto di utilizzo di tutte le schiume contenenti PFAS.

Il Regolamento (UE) 2025/1988 stabilisce infatti come termine generale per il divieto di immissione sul mercato e utilizzo delle schiume antincendio contenenti una concentrazione pari o superiore a 1 mg/l della somma di tutti i PFAS il 23 ottobre 2030, prevedendo inoltre specifiche deroghe.

Dal 23 ottobre 2026, però, per numerosi utilizzi ancora consentiti scattano importanti obblighi operativi.

 

AspettoObbligo dal 23 ottobre 2026
Soglia considerata

Somma dei PFAS pari o superiore a 1 mg/l

Utilizzo

Nei casi interessati dalla disciplina, utilizzo limitato agli incendi di liquidi infiammabili – classe B

Emissioni

Devono essere ridotte al livello tecnicamente e praticamente più basso possibile

Scorte non utilizzate

Raccolta separata

Rifiuti e acque contaminate    

Raccolta separata, ove tecnicamente e praticamente possibile

Trattamento

Deve essere finalizzato alla distruzione o trasformazione irreversibile dei PFAS

Piano aziendale

Deve essere predisposto un piano di gestione delle schiume contenenti PFAS nei casi previsti

Etichettatura

Obbligatoria per scorte e rifiuti contenenti PFAS ≥ 1 mg/l

 

La normativa richiede inoltre che il piano di gestione delle schiume antincendio contenenti PFAS descriva quantità e condizioni di utilizzo, modalità di raccolta e trattamento, manutenzione degli impianti, procedure in caso di sversamento accidentale e strategia per la sostituzione progressiva con schiume prive di fluoro. Il documento deve essere riesaminato annualmente e conservato per almeno 15 anni.

Etichettatura delle schiume e dei rifiuti contenenti PFAS

Un altro obbligo particolarmente concreto riguarda l’etichettatura.

Dal 23 ottobre 2026, le scorte di schiuma non utilizzata e i rifiuti contenenti PFAS, comprese le acque reflue derivanti dall'impiego delle schiume, devono essere identificati quando la concentrazione della somma dei PFAS è pari o superiore a 1 mg/l.

Il regolamento prescrive una specifica avvertenza che segnali la presenza di sostanze per- e polifluoroalchiliche in concentrazione almeno pari alla soglia prevista.

Per un'azienda che possiede vecchie scorte di schiumogeno antincendio diventa quindi opportuno non attendere l'utilizzo o la manutenzione dell'impianto, ma verificare preventivamente composizione, scheda tecnica e scheda di sicurezza del prodotto.

Come smaltire le schiume antincendio contenenti PFAS

Quando una schiuma antincendio non è più utilizzabile o l'azienda decide di sostituirla con un prodotto fluorine-free, il materiale residuo deve essere gestito nell'ambito della normativa sui rifiuti.

La classificazione non dovrebbe essere determinata esclusivamente dalla denominazione commerciale del prodotto. Occorre valutare almeno:

composizione e concentrazione del prodotto;

eventuali PFAS presenti;

scheda di sicurezza;

origine del rifiuto;

eventuali altre sostanze pericolose;

caratteristiche del materiale effettivamente da smaltire.

Particolare attenzione deve essere riservata anche alle acque di lavaggio, alle soluzioni provenienti dalla bonifica degli impianti e ai materiali contaminati.

Il Regolamento europeo stabilisce infatti che i rifiuti contenenti PFAS provenienti dalle schiume antincendio siano raccolti separatamente, ove possibile, e destinati a un trattamento adeguato in grado di distruggere o trasformare irreversibilmente il contenuto di PFAS.

Ciò rende particolarmente importante la scelta della corretta filiera di conferimento e dell'impianto di destino.

Caso pratico: smaltimento di schiume antincendio con PFAS in provincia di Varese

Arcobaleno Servizi Ambientali ha recentemente gestito lo smaltimento di una partita di schiume antincendio contenenti PFAS per conto di un'azienda della provincia di Varese.

L'intervento ha richiesto una valutazione preliminare del rifiuto e della relativa documentazione, seguita dall'organizzazione del ritiro e dall'avvio verso una filiera autorizzata idonea alla gestione della specifica tipologia di materiale.

Il caso è rappresentativo di una situazione destinata a diventare sempre più frequente: aziende, stabilimenti produttivi e gestori di sistemi antincendio stanno progressivamente verificando le vecchie scorte di schiumogeni fluorurati e programmando la loro sostituzione.

Come opera ARC Ambiente per lo smaltimento delle schiume con PFAS

La presenza di PFAS rende opportuno affrontare lo smaltimento attraverso una valutazione tecnica preliminare, anziché trattare il materiale come un comune prodotto chimico fuori uso.

ARC Ambiente – Arcobaleno Servizi Ambientali può affiancare le aziende nelle diverse fasi:

raccolta della documentazione disponibile sul prodotto;

verifica preliminare della tipologia di rifiuto;

eventuale sopralluogo;

eventuale caratterizzazione analitica quando necessaria;

omologazione presso l'impianto individuato;

pianificazione del ritiro;

trasporto eseguito direttamente con mezzi e personale Arcobaleno;

gestione della documentazione e tracciabilità del conferimento.

Quando le caratteristiche del rifiuto sono definite e l'omologazione è completata, il servizio può essere programmato concordando con il cliente il giorno e la fascia oraria indicativa del ritiro.

Hai schiume antincendio con PFAS da smaltire?

Le aziende che dispongono di vecchie scorte di schiumogeni antincendio, prodotti AFFF o altre schiume fluorurate dovrebbero verificare quanto prima la loro composizione e valutare se mantenerle in servizio nei limiti consentiti oppure procedere alla loro sostituzione.

ARC Ambiente può effettuare una valutazione preliminare della documentazione disponibile e predisporre una soluzione per il ritiro, trasporto e smaltimento delle schiume antincendio contenenti PFAS.

Contatta Arcobaleno Servizi Ambientali per richiedere una valutazione e un preventivo per lo smaltimento di schiume antincendio con PFAS.

FAQ sulle schiume antincendio contenenti PFAS

Dal 23 ottobre 2026 le schiume antincendio con PFAS sono vietate?

Non in modo generalizzato. Il Regolamento (UE) 2025/1988 stabilisce il divieto generale di immissione sul mercato e utilizzo dal 23 ottobre 2030 per schiume con somma dei PFAS ≥ 1 mg/l, con specifiche deroghe. Dal 23 ottobre 2026 entrano però in vigore importanti prescrizioni per determinati utilizzi ancora consentiti.

Qual è la soglia prevista dalla nuova normativa?

La disciplina generale introdotta dal regolamento utilizza come riferimento una concentrazione pari o superiore a 1 mg/l per la somma di tutti i PFAS.

Gli estintori portatili con schiuma PFAS devono essere eliminati immediatamente?

No. Il regolamento prevede specifici periodi transitori: l'utilizzo delle schiume contenenti PFAS negli estintori portatili è previsto, in deroga, fino al 31 dicembre 2030, mentre esistono ulteriori scadenze per casi particolari.

Anche le acque di lavaggio possono essere rifiuti contenenti PFAS?

Sì. La normativa cita espressamente anche le acque reflue provenienti dall'utilizzo delle schiume antincendio e ne richiede, ove tecnicamente e praticamente possibile, la raccolta separata e un trattamento adeguato.

Come posso sapere se una vecchia schiuma antincendio contiene PFAS?

La prima verifica può essere effettuata tramite scheda tecnica, scheda di sicurezza e informazioni del produttore. Quando la documentazione non permette di determinare con sufficiente certezza la composizione, può essere necessario approfondire attraverso ulteriori verifiche o analisi.

ARC Ambiente può ritirare schiume antincendio contenenti PFAS?

Sì. Arcobaleno Servizi Ambientali può valutare preventivamente il rifiuto, individuare la filiera autorizzata appropriata e organizzare direttamente ritiro, trasporto e conferimento del materiale.

Qual è il principale e più diffuso CER/EER per lo smaltimento di estintori a schiuma?

CER 16 03 06: Estintori a schiuma portatili e carrellati / schiumogeni sintetici e proteinici (rifiuti organici diversi da quelli di cui alla voce 16 03 05).

 

Contenuto redatto dall’Ufficio Ambientale ARC Ambiente

Revisione tecnica: Alessia Ferrari - Resp. Ufficio Ambiente e Logistica

Ultimo aggiornamento: 27 ottobre 2026

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