25-10-2026

Le causali per il conferimento dei rifiuti speciali: cosa significano i codici R e D

Quando un'azienda deve organizzare il conferimento di rifiuti speciali a un impianto autorizzato, uno degli elementi da definire correttamente è la destinazione del rifiuto: recupero o smaltimento.

Nella pratica si parla spesso di causali per il conferimento dei rifiuti speciali, indicando sigle come R13, R12, R4, D15 o D9. Non si tratta però di semplici codici amministrativi: identificano l'operazione alla quale il rifiuto viene sottoposto presso l'impianto di destinazione e sono quindi strettamente collegate alle autorizzazioni dell'impianto stesso.

Le istruzioni ufficiali del RENTRI stabiliscono infatti che, nel campo relativo al destinatario del Formulario di Identificazione del Rifiuto (FIR), deve essere riportata la prima operazione di trattamento alla quale il rifiuto viene sottoposto nell'impianto: un codice R da R1 a R13 oppure un codice D da D1 a D15. Consulta le istruzioni ufficiali RENTRI per la compilazione del FIR

Cosa significano R e D nel conferimento dei rifiuti

La distinzione fondamentale è quella tra:

R = operazioni di recupero, nelle quali il rifiuto viene recuperato, riciclato, rigenerato oppure utilizzato per altre finalità;

D = operazioni di smaltimento, utilizzate quando il rifiuto viene avviato a operazioni finalizzate alla sua eliminazione o a trattamenti preliminari allo smaltimento.

Questa distinzione deriva dagli Allegati B e C alla Parte IV del D.Lgs. 152/2006, che individuano rispettivamente le operazioni di smaltimento e quelle di recupero.

La normativa italiana stabilisce inoltre una vera e propria gerarchia nella gestione dei rifiuti: prevenzione, preparazione per il riutilizzo, riciclaggio, altre forme di recupero e, infine, smaltimento. Il recupero rappresenta quindi, quando tecnicamente e ambientalmente praticabile, una soluzione da privilegiare rispetto allo smaltimento. Consulta l'art. 179 del D.Lgs. 152/2006 su Normattiva

Le principali causali di recupero e smaltimento

La tabella seguente riassume le operazioni che ricorrono più frequentemente nella gestione dei rifiuti speciali.

 

CodiceOperazioneSignificato pratico
R1

Recupero energetico

Utilizzo del rifiuto principalmente come combustibile o per produrre energia

R2

Recupero solventi

Rigenerazione o recupero di solventi

R3

Recupero sostanze organiche

Riciclo di sostanze organiche, compostaggio e altri trattamenti biologici

R4

Recupero metalli

Riciclaggio e recupero di metalli e composti metallici

R5

Recupero sostanze inorganiche

Riciclo di vetro, minerali e altre sostanze inorganiche

R9

Recupero oli

Rigenerazione o altri reimpieghi degli oli

R12

Trattamento preliminare

Scambio/preparazione di rifiuti destinati a successive operazioni di recupero

R13

Messa in riserva

Stoccaggio del rifiuto prima di una successiva operazione di recupero

D1

Deposito sul o nel suolo

Tipicamente conferimento in discarica

D8

Trattamento biologico

Trattamento preliminare a successive operazioni di smaltimento

D9

Trattamento fisico-chimico

Ad esempio trattamenti, evaporazione, essiccazione o altre operazioni fisico-chimiche

D10

Incenerimento

Incenerimento a terra

D13

Raggruppamento preliminare

Raggruppamento prima di una successiva operazione di smaltimento

D14

Ricondizionamento preliminare       

Preparazione o ricondizionamento prima dello smaltimento

D15

Deposito preliminare

Stoccaggio prima di una successiva operazione di smaltimento

 

L'elenco completo delle operazioni da R1 a R13 e da D1 a D15 è riportato anche nelle istruzioni ufficiali RENTRI aggiornate a luglio 2026.

R13 e D15: attenzione a non confondere lo stoccaggio con il destino finale

Due delle causali più frequenti sono R13 e D15.

R13 indica la messa in riserva di rifiuti destinati al recupero. Il rifiuto entra quindi in un impianto autorizzato allo stoccaggio prima di essere inviato a una successiva operazione R.

D15 indica invece il deposito preliminare di rifiuti destinati allo smaltimento, prima di una delle operazioni da D1 a D14.

In entrambi i casi il primo impianto non rappresenta necessariamente il trattamento finale. Un rifiuto conferito in R13, per esempio, potrà successivamente essere trasferito verso un altro impianto che effettua materialmente un'operazione R4, R5 o un'altra operazione di recupero.

Chi decide la causale di conferimento?

La causale non può essere scelta liberamente dal produttore per rendere il conferimento più conveniente o attribuirgli una destinazione apparentemente più sostenibile.

Il codice deve essere coerente con:

la natura e la classificazione del rifiuto;

il trattamento effettivamente previsto;

l'autorizzazione dell'impianto destinatario;

la specifica filiera individuata per quel rifiuto.

Nel FIR deve essere indicata la prima operazione effettivamente svolta dall'impianto destinatario, come precisato dalle istruzioni RENTRI.

Per questo motivo la verifica delle autorizzazioni del destinatario rappresenta una fase essenziale nell'organizzazione di un servizio di smaltimento o recupero dei rifiuti speciali.

Perché la destinazione del rifiuto è importante anche per l'ambiente

Scegliere correttamente la filiera non significa soltanto compilare correttamente il formulario.

Quando le caratteristiche del rifiuto e le possibilità tecniche degli impianti lo consentono, il recupero può permettere di reintrodurre materiali nel ciclo produttivo, recuperare materie prime o energia e ridurre il ricorso allo smaltimento finale.

È il principio stesso della gerarchia europea e nazionale dei rifiuti: lo smaltimento rappresenta generalmente l'ultima soluzione, dopo aver valutato le possibilità di prevenzione, riutilizzo, riciclo e recupero.

Il caso pratico: Arcobaleno privilegia il recupero quando possibile

In accordo con la propria visione di un futuro più sostenibile, Arcobaleno Servizi Ambientali predilige, quando tecnicamente possibile e compatibile con le caratteristiche del rifiuto, l'avviamento a recupero rispetto allo smaltimento.

Nell'organizzazione di un servizio non viene quindi valutato soltanto quale impianto sia in grado di ricevere il rifiuto, ma anche quale filiera possa rappresentare una soluzione efficace sotto il profilo tecnico, normativo e ambientale.

Un rifiuto metallico, per esempio, può essere indirizzato verso una filiera di recupero R4; determinate sostanze inorganiche verso recupero R5; solventi recuperabili verso R2; mentre altri rifiuti possono richiedere trattamenti preliminari o, quando non esistono realistiche possibilità di recupero, essere destinati allo smaltimento.

L'obiettivo è trovare la destinazione corretta per ogni singolo flusso di rifiuto, evitando automatismi e valutando le caratteristiche concrete del materiale.

Come opera Arcobaleno Servizi Ambientali

La corretta individuazione della destinazione rientra in un processo più ampio di gestione del rifiuto.

Arcobaleno supporta le aziende nell'analisi preliminare, nella classificazione del rifiuto, nell'eventuale caratterizzazione analitica, nell'individuazione dell'impianto autorizzato e nella gestione della documentazione necessaria.

Quando necessario viene effettuato un sopralluogo gratuito; dopo l'omologazione, il servizio viene pianificato concordando con il cliente giorno e fascia oraria indicativa del ritiro.

Questo consente all'impresa di avere un unico interlocutore per organizzare in modo corretto e tracciabile il conferimento dei propri rifiuti speciali.

Hai un rifiuto da conferire e vuoi capire se può essere avviato a recupero oppure deve essere destinato a smaltimento? Contatta Arcobaleno Servizi Ambientali e richiedi un'offerta per il ritiro e la gestione dei tuoi rifiuti speciali.

FAQ sulle causali di conferimento dei rifiuti speciali

Cosa significano R13 e D15?

R13 identifica la messa in riserva di rifiuti destinati a successive operazioni di recupero. D15 identifica invece il deposito preliminare di rifiuti destinati a successive operazioni di smaltimento.

R13 significa che il rifiuto è già stato recuperato?

No. R13 è un'operazione di messa in riserva. Il rifiuto dovrà successivamente essere sottoposto a un'altra operazione di recupero.

È il produttore a scegliere la causale R o D?

No. La destinazione deve essere coerente con il rifiuto, con il trattamento effettivamente effettuato e con l'autorizzazione dell'impianto destinatario.

Quale causale deve essere indicata sul FIR?

Secondo le istruzioni RENTRI deve essere indicata la prima operazione di trattamento effettuata nell'impianto di destinazione, utilizzando il relativo codice R1-R13 oppure D1-D15.

Recupero e smaltimento hanno lo stesso valore ambientale?

No. La normativa stabilisce una gerarchia che pone riciclaggio e recupero prima dello smaltimento. Ciò non significa però che ogni rifiuto possa essere recuperato: devono essere considerate le sue caratteristiche, la fattibilità tecnica, gli impatti ambientali e la disponibilità di filiere autorizzate.

Un rifiuto destinato inizialmente a R13 può arrivare successivamente a un altro impianto?

Sì. R13 è proprio una messa in riserva prima di una successiva operazione di recupero. Il rifiuto può quindi essere trasferito a un secondo impianto autorizzato al trattamento previsto.

 

Contenuto redatto dall’Ufficio Ambientale ARC Ambiente

Revisione tecnica: Alessia Ferrari - Resp. Ufficio Ambiente e Logistica

Ultimo aggiornamento: 25 ottobre 2026

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