Arcobaleno Servizi Ambientali offre un supporto completo, dalla prime analisi fino alla movimentazione dei rifiuti, garantendo assistenza burocratica e consulenza specializzata per una gestione sicura ed efficiente di rifiuti pericolosi e non pericolosi.
Scopri i nostri servizi
Gestione operativa e burocratica dei rifiuti pericolosi e non pericolosi delle aziende
Il servizio di smaltimento rifiuti a Milano e provincia garantisce sicurezza e conformità normativa in ogni fase: dalla verifica dei codici fino alla movimentazione verso impianti autorizzati, con l’utilizzo di contenitori omologati e il supporto di operatori qualificati.
Il servizio di sgombero locali industriali a Milano e provincia libera gli spazi da materiali indesiderati e rifiuti, pericolosi e non. Dopo la rimozione, ci occupiamo della pulizia e della riqualificazione dell’ambiente, assicurando il corretto smaltimento e il pieno rispetto delle normative.
Il servizio di consulenza per la gestione dei rifiuti a Milano e provincia supporta le aziende in ogni aspetto operativo e normativo. Dalla valutazione delle giacenze alla compilazione del MUD fino alla redazione del Piano di Gestione Solventi, ci occupiamo della gestione burocratica garantendo la massima conformità e tracciabilità.
Dal 1996 punto di riferimento nel settore della gestione integrata dei rifiuti
Esperienza e professionalità
Autorizzazioni e conformità normativa
Servizio completo dalla A alla Z
Personale qualificato
Consulenza normativa specializzata
Velocità di intervento
Raccolta rifiuti a Milano e provincia
Siamo attrezzati per gestire colli, rifiuti sfusi e liquidi in cisterna, garantendo interventi efficaci e sicuri. I nostri veicoli, sottoposti a regolari controlli, sono guidati da autisti qualificati che assicurano il rispetto delle normative ambientali.
Scopri la flottaLe autorizzazioni per il trasporto e lo smaltimento rifiuti a Milano
Grazie alle nostre autorizzazioni per il trasporto e lo smaltimento di rifiuti a Milano e in tutta Italia, rilasciate dall’Albo Nazionale Gestori Ambientali, garantiamo la massima conformità alle normative vigenti e la sicurezza nell’esecuzione dei nostri servizi.
Scopri le nostre autorizzazioni
La provincia di Piacenza ospita un tessuto economico articolato, nel quale convivono industria metalmeccanica, agroalimentare, logistica, trasporti, costruzioni e numerose piccole e medie imprese. Attività molto diverse tra loro, accomunate però dalla necessità di organizzare correttamente il recupero e lo smaltimento dei rifiuti aziendali a Piacenza, individuando per ogni materiale la classificazione, il trasporto e la destinazione più appropriati.
La gestione dei rifiuti industriali non consiste infatti semplicemente nel “portare via” ciò che l'azienda non utilizza più. Occorre distinguere i materiali recuperabili da quelli destinati a trattamento o smaltimento, verificare eventuali caratteristiche di pericolo e assicurare la corretta tracciabilità dell'intero processo.
Il principio è stabilito anche dall'art. 179 del D.Lgs. 152/2006, che individua una gerarchia nella gestione dei rifiuti privilegiando prevenzione, riutilizzo, riciclaggio e recupero rispetto allo smaltimento. Normattiva
I dati economici più recenti confermano il peso della manifattura nel territorio piacentino. Il rapporto dell'Osservatorio provinciale Piacenz@ evidenzia tra i comparti più rappresentativi alimentare e meccanica, ai quali si affiancano prodotti in metallo, mezzi di trasporto e attività collegate ai grandi poli logistici. Nel 2025 l'export alimentare piacentino è cresciuto dell'8,9%, mentre prodotti in metallo e meccanica continuano a rappresentare componenti rilevanti del sistema produttivo locale. piacenzaeconomia.it Osservatorio economico Piacenz@
Particolarmente importante è la logistica. La Provincia di Piacenza considera il comparto strategico per l'economia locale e individua tre poli principali attorno a Piacenza, Castel San Giovanni e Fiorenzuola d'Arda. Provincia di Piacenza
Accanto al capoluogo, quindi, il sistema produttivo si distribuisce lungo alcuni assi territoriali ben riconoscibili: Castel San Giovanni e la parte occidentale della provincia, Fiorenzuola d'Arda e la Val d'Arda, oltre ai comuni della cintura produttiva di Piacenza come Pontenure, Podenzano, Rottofreno, Caorso e Cadeo. Già le analisi territoriali della provincia evidenziavano una forte concentrazione delle attività logistiche e produttive proprio lungo queste direttrici. piacenzaeconomia.it
Questa varietà di attività determina flussi di rifiuti altrettanto differenti.
| Settore | Rifiuti tipicamente prodotti | Gestione possibile |
|---|---|---|
| Metalmeccanica e lavorazione metalli | Trucioli metallici, emulsioni oleose, oli esausti, fanghi, abrasivi, assorbenti e filtri, imballaggi | Recupero metalli, Trattamento liquidi, recupero o smaltimento |
| Agroalimentare | scarti di produzione, prodotti fuori specifica, imballaggi contaminati, oli, fanghi, detergenti e contenitori contaminati | Recupero organico o energetico, riciclo imballaggi, trattamento |
| Logistica e magazzini | cartone, plastica, legno, film estensibile, pallet, prodotti danneggiati, RAEE, batterie | Recupero di materia, selezione e smaltimento delle frazioni non recuperabili |
| Officine e manutenzione | oli, filtri, batterie, stracci e assorbenti, imballaggi contaminati, componenti metallici, solventi | Recupero degli oli e dei metalli, trattamento dei rifiuti pericolosi |
| Edilizia e manutenzioni industriali | macerie, isolanti, legno, metalli, guaine, pitture, imballaggi | Selezione, recupero e conferimento a impianti autorizzati |
L'attribuzione del corretto codice EER e l'eventuale classificazione come rifiuto pericoloso devono essere effettuate sulla base dell'origine e delle caratteristiche effettive del rifiuto: la stessa denominazione commerciale non è sufficiente per determinare automaticamente la classificazione.
La forte presenza della meccanica e della lavorazione dei metalli rende particolarmente frequente nella provincia di Piacenza la necessità di gestire emulsioni oleose e fluidi da lavorazione.
Torni, frese, centri di lavoro CNC e altre macchine utensili utilizzano infatti fluidi lubrorefrigeranti che, con il tempo, possono contaminarsi con oli, particelle metalliche e altre sostanze. Quando non sono più utilizzabili diventano rifiuti che devono essere raccolti e avviati a un impianto autorizzato.
Il problema operativo non è soltanto trovare la destinazione finale. Occorre spesso aspirare il liquido direttamente dalle vasche o dai serbatoi, evitando travasi manuali e limitando l'interferenza con l'attività produttiva.
Arcobaleno Servizi Ambientali gestisce per un cliente operante nella lavorazione dei metalli il ritiro periodico delle emulsioni oleose esauste.
Il servizio viene organizzato direttamente presso lo stabilimento: il mezzo attrezzato raggiunge l'azienda nel giorno concordato, aspira le emulsioni dalle vasche di raccolta, trasferisce il rifiuto in sicurezza e lo avvia all'impianto individuato per il trattamento.
In questo modo il cliente dispone di un unico interlocutore per l'organizzazione del servizio, la movimentazione del rifiuto e la relativa documentazione, senza dover predisporre operazioni di travaso autonome.
Utilizzare indistintamente il termine “smaltimento” può essere fuorviante. Una parte consistente dei rifiuti prodotti dalle aziende può essere infatti destinata a recupero di materia.
Metalli ferrosi e non ferrosi, carta e cartone, alcune plastiche, legno e altre frazioni possono essere reintrodotti nei cicli produttivi quando ne ricorrono le condizioni. Per altri rifiuti sono invece necessari trattamenti chimico-fisici, biologici o altre operazioni preliminari.
Il Rapporto Rifiuti Speciali ISPRA offre ogni anno un quadro dettagliato della produzione e delle modalità di gestione dei rifiuti speciali in Italia, distinguendo proprio tra recupero e differenti forme di trattamento e smaltimento. ISPRA
Per l'impresa diventa quindi importante affidarsi a un operatore capace di individuare la filiera più adatta per ciascun rifiuto, anziché utilizzare indistintamente la stessa destinazione per materiali differenti.
Arcobaleno Servizi Ambientali – ARC Ambiente organizza servizi di gestione, recupero e smaltimento dei rifiuti aziendali a Piacenza e provincia, costruendo il servizio sulle caratteristiche effettive dell'impresa e dei rifiuti prodotti.
Il processo può comprendere analisi preliminare delle esigenze, eventuale sopralluogo, classificazione dei rifiuti, omologazione, scelta della destinazione, pianificazione del ritiro e gestione documentale. Quando necessario vengono inoltre forniti supporto su formulari, registri, RENTRI, MUD e conservazione digitale.
Il servizio viene organizzato su appuntamento, concordando con l'azienda giorno e fascia oraria indicativa; previa omologazione del rifiuto, ARC Ambiente prevede la programmazione e l'esecuzione del servizio entro 10 giorni lavorativi dalla richiesta. Quando utile può essere effettuato anche un sopralluogo gratuito.
Per il trasporto dei rifiuti è inoltre essenziale verificare che gli operatori incaricati dispongano delle necessarie iscrizioni all'Albo Nazionale Gestori Ambientali, articolate in funzione della tipologia di attività svolta. Albo Nazionale Gestori Ambientali
Ogni attività produttiva genera rifiuti differenti per quantità, caratteristiche e frequenza di ritiro. Una gestione efficace parte quindi dall'analisi del singolo caso.
Se la tua azienda ha sede a Piacenza, Castel San Giovanni, Fiorenzuola d'Arda, Pontenure, Podenzano, Rottofreno, Caorso, Cadeo o negli altri comuni della provincia, puoi contattare ARC Ambiente indicando le tipologie di rifiuti prodotte, le quantità indicative e la frequenza dei ritiri.
Richiedi un'offerta per il recupero e lo smaltimento dei rifiuti aziendali nella provincia di Piacenza.
Sì. I servizi possono essere organizzati nel capoluogo e nei diversi comuni della provincia, valutando tipologia e quantità dei rifiuti, modalità di carico e frequenza richiesta.
Sì. Per aziende che producono regolarmente gli stessi flussi — per esempio emulsioni, oli, imballaggi, fanghi o sfridi — è possibile pianificare ritiri ricorrenti in funzione della produzione e della capacità del deposito temporaneo.
Sì, quando le condizioni operative lo consentono il servizio può essere effettuato mediante aspirazione, evitando all'azienda di trasferire preventivamente il liquido in altri contenitori.
No. Quando caratteristiche e normativa lo consentono, il rifiuto può essere destinato a riciclo o recupero. Lo smaltimento rappresenta l'ultima opzione nella gerarchia prevista dalla normativa.
Il codice deve essere individuato considerando origine e processo produttivo che hanno generato il rifiuto. Per alcune voci può essere necessaria anche una caratterizzazione analitica per verificare l'eventuale pericolosità.
Dopo aver raccolto le informazioni necessarie e completato l'eventuale omologazione, ARC Ambiente programma i servizi secondo le esigenze concordate con il cliente; le linee operative aziendali prevedono normalmente l'esecuzione entro 10 giorni lavorativi dalla richiesta, previa omologazione.
Contenuto redatto dall’Ufficio Ambientale ARC Ambiente
Revisione tecnica: Alessia Ferrari - Resp. Ufficio Ambiente e Logistica
Ultimo aggiornamento: 3 ottobre 2026
Lo smaltimento dei rifiuti sanitari richiede particolare attenzione perché materiali apparentemente comuni – garze, guanti, aghi, siringhe o piccoli strumenti monouso – possono diventare rifiuti pericolosi quando presentano un rischio infettivo.
Ambulatori, studi medici e dentistici, poliambulatori, associazioni di soccorso e attività di tatuaggio e piercing producono flussi di rifiuti molto diversi tra loro. Il primo passaggio per una gestione corretta non è quindi il ritiro, ma la corretta identificazione del rifiuto, la scelta del codice EER e delle modalità di confezionamento e deposito.
La disciplina di riferimento resta il D.P.R. 254/2003, specificamente dedicato alla gestione dei rifiuti sanitari. La norma distingue, tra gli altri, i rifiuti sanitari non pericolosi, quelli pericolosi non a rischio infettivo e quelli pericolosi a rischio infettivo.
Consulta il D.P.R. 254/2003 in Gazzetta Ufficiale
La classificazione deve sempre essere effettuata in base alla provenienza e alle effettive caratteristiche del rifiuto: non tutto ciò che viene prodotto in uno studio medico è automaticamente pericoloso e, allo stesso modo, un materiale monouso può cambiare classificazione quando presenta contaminazione biologica.
Tra i codici EER maggiormente rilevanti nel settore sanitario troviamo:
| Tipologia di rifiuto | Codice EER indicativo | Esempi |
|---|---|---|
| Rifiuti che richiedono precauzioni per evitare infezioni | 18 01 03* | Garze, guanti, materiale monouso contaminato da sangue o altri liquidi biologici nelle condizioni previste dalla normativa |
| Oggetti da taglio, diversi da quelli ricompresi nel 18 01 03* | 18 01 01 | Aghi, lame e altri taglienti quando non classificati a rischio infettivo |
| Sostanze chimiche contenenti sostanze pericolose | 18 01 06* | Determinati reagenti e prodotti chimici di laboratorio |
| Medicinali citotossici e citostatici | 18 01 08* | Farmaci oncologici o materiali specificamente contaminati |
| Medicinali diversi dai citotossici e citostatici | 18 01 09 | Medicinali scaduti o inutilizzabili |
| Rifiuti di amalgama prodotti da interventi odontoiatrici | 18 01 10* | Residui e fanghi contenenti amalgama dentale |
Il D.P.R. 254/2003 comprende espressamente tra i rifiuti a rischio infettivo quelli classificati con il codice 18 01 03* e individua inoltre specifiche categorie, come farmaci scaduti, medicinali citotossici e citostatici e materiali contaminati. Gazzetta Ufficiale
L'allegato I del regolamento riporta numerosi esempi pratici di materiali sanitari che, quando ricorrono le condizioni previste dalla norma, possono assumere la classificazione di rifiuti pericolosi a rischio infettivo. Gazzetta Ufficiale
La normativa dedica attenzione anche ai rifiuti prodotti al di fuori delle strutture sanitarie che presentano rischi analoghi a quelli infettivi, citando espressamente istituti estetici e attività similari. Gazzetta Ufficiale
Per tatuatori e piercer il tema riguarda soprattutto aghi, siringhe, lame, materiale assorbente e altri dispositivi venuti a contatto con sangue. La stessa documentazione ufficiale RENTRI cita oggi espressamente le attività di tatuaggio e piercing tra quelle che possono produrre rifiuti pericolosi, compreso il codice EER 18 01 03* relativo ad aghi, siringhe e oggetti taglienti usati. Rentri
In Lombardia, inoltre, la Legge regionale 13/2021 sulle attività di tatuaggio e piercing stabilisce espressamente che i rifiuti prodotti nell'esercizio di tali attività devono essere smaltiti secondo la normativa ambientale e sanitaria vigente. Regione Lombardia
Per i rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo non è sufficiente utilizzare un normale sacco.
L'articolo 8 del D.P.R. 254/2003 prescrive appositi imballaggi a perdere identificati come “Rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo”; per i materiali taglienti e pungenti è previsto un contenitore rigido resistente alla puntura, inserito a sua volta nell'imballaggio esterno previsto dalla normativa. Gazzetta Ufficiale
Anche i tempi sono specifici. Il deposito temporaneo dei rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo può durare al massimo cinque giorni dalla chiusura del contenitore. Quando la quantità complessiva è inferiore a 200 litri, il termine può essere esteso fino a 30 giorni, purché siano rispettate le condizioni di igiene e sicurezza e sotto la responsabilità del produttore. Gazzetta Ufficiale
Per questo motivo, soprattutto per piccoli studi medici, dentisti e tatuatori, può essere utile organizzare un servizio di ritiro periodico programmato, dimensionato sulla quantità effettivamente prodotta.
Anche per i rifiuti sanitari la tracciabilità è un elemento fondamentale. Il produttore rimane responsabile della corretta gestione del proprio rifiuto e deve affidarlo a soggetti autorizzati; l'articolo 188 del D.Lgs. 152/2006 disciplina espressamente la responsabilità del produttore e degli altri soggetti coinvolti nella gestione. Normattiva
Dal 2025 il Formulario di identificazione del rifiuto (FIR) utilizza i nuovi modelli collegati al sistema RENTRI. Anche i produttori non obbligati all'iscrizione possono utilizzare l'area dedicata per produrre e vidimare digitalmente il FIR cartaceo. Supporto
Un aspetto particolarmente importante, aggiornato nel 2026, riguarda medici e dentisti che operano come professionisti non organizzati in forma di ente o impresa: il portale ufficiale RENTRI chiarisce che questi soggetti possono rientrare tra i produttori esclusi dall'obbligo di iscrizione, adempiendo agli obblighi di registrazione attraverso le modalità alternative previste dall'articolo 190, comma 6, del D.Lgs. 152/2006. Supporto
Una disciplina analoga riguarda le attività di tatuaggio e piercing ATECO 96.09.02, espressamente ricomprese tra i soggetti esclusi dall'iscrizione obbligatoria quando ricorrono le condizioni previste dalla legge. Supporto
Questo non significa però essere esonerati dalla corretta gestione del rifiuto o dal FIR: significa che obblighi e modalità operative dipendono dalla forma organizzativa e dalla tipologia di attività.
Per una piccola struttura sanitaria la soluzione più efficiente consiste generalmente nel definire preventivamente le tipologie di rifiuto prodotte, predisporre i contenitori corretti e stabilire una frequenza di ritiro compatibile con quantità e limiti temporali.
Arcobaleno Servizi Ambientali può organizzare il servizio sia attraverso ritiri programmati, particolarmente indicati quando la produzione è regolare, sia attraverso interventi a chiamata, quando le quantità sono più variabili.
Il servizio può comprendere la verifica preliminare dei rifiuti prodotti, l'individuazione delle corrette modalità di confezionamento, il trasporto tramite operatori autorizzati, il conferimento agli impianti di destino e la gestione della documentazione di tracciabilità.
Un esempio concreto riguarda un'importante associazione privata della provincia di Milano attiva nel pronto soccorso e nell'assistenza sanitaria.
L'attività genera periodicamente rifiuti sanitari che devono essere gestiti separatamente e conferiti nel rispetto dei requisiti previsti dalla normativa. Arcobaleno Servizi Ambientali effettua per l'associazione giri di raccolta programmati, integrati quando necessario da ritiri a chiamata.
La programmazione permette di evitare accumuli eccessivi, rispettare i tempi previsti per i rifiuti a rischio infettivo e avere un unico interlocutore per organizzazione del servizio, trasporto e tracciabilità documentale.
Lo stesso modello può essere adattato a poliambulatori, studi dentistici, medici, centri diagnostici, tatuatori e piercer, calibrando frequenza e tipologia dei contenitori sulla produzione reale.
Nello smaltimento dei rifiuti sanitari, il costo del singolo ritiro è solo uno degli aspetti da considerare. Una corretta organizzazione deve evitare errori nella classificazione, utilizzare contenitori appropriati, rispettare i tempi di deposito e garantire una tracciabilità coerente con gli obblighi del produttore.
Arcobaleno Servizi Ambientali supporta aziende e professionisti nell'organizzazione di servizi periodici o a chiamata, costruiti sulla tipologia e quantità dei rifiuti effettivamente prodotti.
Hai uno studio medico, dentistico, un ambulatorio o un'attività di tatuaggio e piercing? Richiedi un'offerta ad Arcobaleno Servizi Ambientali per organizzare un servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti sanitari adatto alle tue esigenze.
No. La classificazione dipende dalla natura e dalle caratteristiche del rifiuto. Carta, imballaggi o altri rifiuti ordinari non diventano automaticamente pericolosi perché prodotti all'interno di uno studio medico. Occorre distinguere correttamente i diversi flussi.
Il D.P.R. 254/2003 prevede normalmente un massimo di 5 giorni dalla chiusura del contenitore; per quantitativi inferiori a 200 litri il periodo può arrivare a 30 giorni, nel rispetto delle condizioni previste dalla normativa. Gazzetta Ufficiale
No. I rifiuti taglienti o pungenti a rischio infettivo devono essere raccolti in contenitori rigidi a perdere resistenti alla puntura, secondo quanto previsto dall'articolo 8 del D.P.R. 254/2003. Gazzetta Ufficiale
Sì. I rifiuti di amalgama prodotti da interventi odontoiatrici costituiscono una specifica tipologia di rifiuto e devono essere gestiti separatamente secondo la relativa classificazione.
Sì. La normativa ambientale si applica anche ai rifiuti generati dalle attività di tatuaggio e piercing e il RENTRI cita espressamente, per tali attività, i rifiuti pericolosi con codice EER 18 01 03*, compresi aghi, siringhe e oggetti taglienti usati. Rentri
Non necessariamente. Dal 2026 sono previste specifiche esclusioni, tra cui quelle applicabili a determinati professionisti medici e dentisti non organizzati in ente o impresa e alle attività di tatuaggio e piercing indicate dall'articolo 190, comma 6. Restano però gli altri obblighi di corretta gestione e tracciabilità previsti dalla normativa. Supporto
Sì. Quando la produzione è ricorrente, è possibile predisporre un calendario di raccolta dimensionato sulle quantità prodotte e sui limiti temporali applicabili. Per produzioni occasionali può invece essere più adatto un servizio a chiamata.
Contenuto redatto dall’Ufficio Ambientale ARC Ambiente
Revisione tecnica: Alessia Ferrari - Resp. Ufficio Ambiente e Logistica
Ultimo aggiornamento: 2 ottobre 2026
Lo smaltimento dei rifiuti di farmacie e laboratori galenici richiede particolare attenzione. Accanto ai normali rifiuti derivanti dall'attività commerciale, una farmacia può infatti produrre medicinali non più utilizzabili, materie prime, reagenti, preparazioni galeniche fuori specifica, imballaggi contaminati e, in alcuni casi, rifiuti con caratteristiche di pericolosità.
Il problema diventa ancora più articolato quando all'interno della farmacia è presente un laboratorio galenico, nel quale vengono manipolati principi attivi ed eccipienti per realizzare preparazioni magistrali o officinali.
Il Ministero della Salute distingue infatti i medicinali preparati in farmacia in formule magistrali, allestite sulla base di una prescrizione per uno specifico paziente, e formule officinali, preparate secondo le indicazioni della Farmacopea e destinate ai pazienti della farmacia. La preparazione deve rispettare le Norme di Buona Preparazione. Ministero della Salute
Una corretta gestione dei relativi scarti non consiste quindi semplicemente nel «buttare i prodotti scaduti», ma parte dalla loro identificazione, classificazione e separazione.
La tipologia di rifiuti varia notevolmente in funzione delle attività effettivamente svolte.
| Tipologia di rifiuto | Esempi | Aspetti da verificare |
|---|---|---|
| Medicinali non più utilizzabili | Prodotti scaduti, deteriorati, ritirati o danneggiati | Origine del rifiuto, composizione e presenza di principi attivi particolari |
| Scarti di preparazioni galeniche | Creme, capsule, soluzioni, preparazioni non conformi o residui di lavorazione | Composizione chimica e caratteristiche di pericolo |
| Materie prime e reagenti | Principi attivi, eccipienti, solventi, acidi, basi | Schede di sicurezza e classificazione del rifiuto |
| Imballaggi contaminati | Flaconi, taniche, barattoli o altri contenitori con residui | Natura delle sostanze contenute |
| Materiale assorbente contaminato | Carta, panni, DPI e materiale utilizzato per pulizie del laboratorio | Sostanza contaminante |
| Rifiuti da prestazioni sanitarie | Aghi, lancette o altro materiale derivante da specifici servizi effettuati in farmacia | Eventuale applicazione della disciplina sui rifiuti sanitari |
| Rifiuti elettronici e accessori | Apparecchiature, dispositivi, bilance o strumentazione fuori uso | Disciplina RAEE e caratteristiche dell'apparecchiatura |
La tabella è necessariamente indicativa. Il codice EER non dovrebbe essere assegnato semplicemente sulla base del nome commerciale del prodotto: occorre innanzitutto ricostruire l'origine del rifiuto e conoscerne composizione e caratteristiche.
L'Elenco Europeo dei Rifiuti distingue, ad esempio, i medicinali citotossici e citostatici dagli altri medicinali nell'ambito delle specifiche voci previste per la raccolta differenziata (Gazzetta Ufficiale). Questo dimostra perché non tutti i prodotti farmaceutici possano essere gestiti indistintamente nello stesso modo.
Un punto importante è distinguere i medicinali scaduti conferiti dai cittadini nei contenitori presenti presso le farmacie dai rifiuti prodotti direttamente dall'attività professionale della farmacia o del laboratorio galenico.
Per il cittadino, il Ministero della Salute ricorda che un medicinale scaduto o deteriorato non deve essere gettato insieme ai normali rifiuti domestici, ma conferito negli appositi contenitori di raccolta collocati nelle farmacie o nelle loro vicinanze. Ministero della Salute
Diverso è il caso, ad esempio, di materie prime scadute, preparazioni galeniche non utilizzabili, solventi o reagenti derivanti dall'attività del laboratorio: in questi casi occorre valutare il rifiuto prodotto dall'attività e organizzare il relativo conferimento attraverso la corretta filiera autorizzata.
Il D.Lgs. 152/2006 distingue i rifiuti in base alla loro origine e alle loro caratteristiche. Fra i rifiuti speciali rientrano, quando diversi dai rifiuti urbani individuati dalla normativa, anche quelli provenienti da attività commerciali e di servizio. Normattiva
Per un laboratorio galenico la classificazione può richiedere l'esame di:
origine del rifiuto, processo che lo ha generato, principi attivi presenti, concentrazioni, eventuali solventi o altre sostanze pericolose e relative schede di sicurezza.
Per alcune miscele può essere quindi necessario effettuare una valutazione tecnica più approfondita e, quando opportuno, un'analisi di caratterizzazione.
È proprio in questa fase che un errore iniziale può propagarsi su tutta la gestione successiva: contenitore utilizzato, etichettatura, trasporto, impianto destinatario e documentazione devono infatti essere coerenti con la classificazione attribuita.
Una particolare cautela è necessaria quando siano presenti medicinali o sostanze con caratteristiche specifiche, come citotossici e citostatici.
Ancora diverso è il caso dei medicinali contenenti determinate sostanze stupefacenti o psicotrope, per i quali esistono procedure specifiche che non devono essere confuse con il normale smaltimento dei rifiuti farmaceutici. Il Ministero della Salute disciplina anche procedure autorizzative per la distruzione di stupefacenti, sostanze psicotrope e relativi medicinali nelle fattispecie previste dalla normativa. Ministero della Salute
Prima di organizzare il ritiro è quindi opportuno segnalare sempre la presenza di queste sostanze all'operatore ambientale.
Una volta classificati, i rifiuti devono essere separati e conservati in contenitori adeguati, evitando miscelazioni incompatibili e dispersioni accidentali.
La responsabilità della corretta gestione non scompare semplicemente nel momento in cui il rifiuto viene consegnato: l'art. 188 del D.Lgs. 152/2006 disciplina le responsabilità del produttore e prevede che il trattamento possa essere affidato a soggetti della filiera autorizzata. Normattiva
Il trasporto professionale dei rifiuti deve inoltre essere accompagnato dalla prevista documentazione di tracciabilità. L'art. 193 disciplina il Formulario di Identificazione del Rifiuto (FIR). Normattiva
Dal 16 settembre 2026, per i soggetti iscritti al RENTRI, il FIR digitale è divenuto obbligatorio secondo il calendario previsto dalla disciplina vigente.
Per una farmacia questo significa che la gestione ambientale non dovrebbe essere considerata separatamente dalla normale organizzazione documentale dell'attività.
Un esempio concreto è quello di una farmacia di Rho, in provincia di Milano, dotata di laboratorio galenico, per la quale Arcobaleno Servizi Ambientali gestisce periodicamente lo smaltimento dei prodotti di scarto.
Nel corso dell'attività si generano diverse tipologie di residui: materie prime non più utilizzabili, preparazioni di scarto, reagenti, contenitori contaminati e prodotti farmaceutici da avviare alla corretta destinazione.
La criticità principale non è la quantità complessiva — spesso relativamente contenuta — quanto piuttosto l'eterogeneità dei materiali.
Arcobaleno coordina quindi il servizio partendo dall'identificazione dei diversi flussi, verificando la documentazione disponibile e organizzando il ritiro delle differenti tipologie attraverso un unico interlocutore. In questo modo la farmacia evita di dover ricercare ogni volta una soluzione distinta per ciascun rifiuto e può programmare gli smaltimenti in funzione delle proprie esigenze.
Il caso è anche un esempio di microraccolta di rifiuti speciali: quantità limitate, ma necessità di elevata precisione nella classificazione e nella gestione.
Il metodo operativo parte da una ricognizione dei rifiuti prodotti. Quando necessario può essere effettuato un sopralluogo gratuito, seguito dalla verifica della classificazione e dall'eventuale definizione delle analisi necessarie.
Dopo l'omologazione vengono individuati contenitori e modalità di conferimento appropriati e viene programmato il ritiro.
Arcobaleno Servizi Ambientali offre un servizio su appuntamento, con giorno e fascia oraria concordati, ed esegue normalmente il servizio entro 10 giorni lavorativi dalla richiesta, previa omologazione del rifiuto.
Il supporto può comprendere anche gli aspetti di tracciabilità e compliance ambientale, dalla classificazione ai formulari fino agli adempimenti collegati al RENTRI.
Ogni farmacia produce una combinazione differente di rifiuti. Per questo è preferibile partire da un elenco dei prodotti da smaltire, fotografie delle confezioni e, per materie prime e reagenti, eventuali schede di sicurezza disponibili.
Arcobaleno Servizi Ambientali può verificare preliminarmente il materiale, individuare la corretta soluzione di gestione e predisporre un'offerta per il ritiro e lo smaltimento dei rifiuti della farmacia o del laboratorio galenico.
Richiedi un preventivo ad ARC Ambiente – Arcobaleno Servizi Ambientali.
Non bisogna confondere il circuito di raccolta dei medicinali domestici conferiti dai cittadini con i rifiuti generati direttamente dall'attività della farmacia. Per questi ultimi occorre verificare origine, classificazione e modalità di gestione applicabili.
No. La pericolosità dipende dalle sostanze presenti e dalle caratteristiche del singolo rifiuto. Principi attivi, solventi o altri reagenti possono rendere necessario un diverso inquadramento rispetto, ad esempio, a un materiale non contaminato.
Non esiste un unico codice valido per tutti i rifiuti delle farmacie. Il codice deve essere individuato considerando origine, processo che genera il rifiuto e composizione. Attribuire automaticamente un codice solo perché il materiale è un «farmaco» può portare a una classificazione errata.
Non necessariamente. Prima di raggruppare sostanze o miscele è necessario verificarne composizione, compatibilità e caratteristiche di pericolo. Alcuni prodotti devono essere mantenuti separati.
Sì. Le farmacie e i laboratori galenici sono un caso tipico in cui può essere utile organizzare una microraccolta programmata, accorpando diversi flussi correttamente separati all'interno dello stesso servizio.
Sì. Per farmacie che producono regolarmente gli stessi rifiuti è possibile strutturare un servizio periodico, evitando di attendere ogni volta l'accumulo di quantità elevate.
È utile inviare una descrizione dei prodotti da smaltire, quantità indicative, fotografie delle etichette e, quando disponibili, schede di sicurezza di reagenti e materie prime. Queste informazioni permettono una prima valutazione tecnica e rendono più rapido il processo di quotazione e omologazione.
Contenuto redatto dall’Ufficio Ambientale ARC Ambiente
Revisione tecnica: Alessia Ferrari - Resp. Ufficio Ambiente e Logistica
Ultimo aggiornamento: 1 ottobre 2026
