Arcobaleno Servizi Ambientali offre un supporto completo, dalla prime analisi fino alla movimentazione dei rifiuti, garantendo assistenza burocratica e consulenza specializzata per una gestione sicura ed efficiente di rifiuti pericolosi e non pericolosi.
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Gestione operativa e burocratica dei rifiuti pericolosi e non pericolosi delle aziende
Il servizio di smaltimento rifiuti a Milano e provincia garantisce sicurezza e conformità normativa in ogni fase: dalla verifica dei codici fino alla movimentazione verso impianti autorizzati, con l’utilizzo di contenitori omologati e il supporto di operatori qualificati.
Il servizio di sgombero locali industriali a Milano e provincia libera gli spazi da materiali indesiderati e rifiuti, pericolosi e non. Dopo la rimozione, ci occupiamo della pulizia e della riqualificazione dell’ambiente, assicurando il corretto smaltimento e il pieno rispetto delle normative.
Il servizio di consulenza per la gestione dei rifiuti a Milano e provincia supporta le aziende in ogni aspetto operativo e normativo. Dalla valutazione delle giacenze alla compilazione del MUD fino alla redazione del Piano di Gestione Solventi, ci occupiamo della gestione burocratica garantendo la massima conformità e tracciabilità.
Dal 1996 punto di riferimento nel settore della gestione integrata dei rifiuti
Esperienza e professionalità
Autorizzazioni e conformità normativa
Servizio completo dalla A alla Z
Personale qualificato
Consulenza normativa specializzata
Velocità di intervento
Raccolta rifiuti a Milano e provincia
Siamo attrezzati per gestire colli, rifiuti sfusi e liquidi in cisterna, garantendo interventi efficaci e sicuri. I nostri veicoli, sottoposti a regolari controlli, sono guidati da autisti qualificati che assicurano il rispetto delle normative ambientali.
Scopri la flottaLe autorizzazioni per il trasporto e lo smaltimento rifiuti a Milano
Grazie alle nostre autorizzazioni per il trasporto e lo smaltimento di rifiuti a Milano e in tutta Italia, rilasciate dall’Albo Nazionale Gestori Ambientali, garantiamo la massima conformità alle normative vigenti e la sicurezza nell’esecuzione dei nostri servizi.
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Lo smaltimento dei rifiuti speciali a Verbania e nel territorio del Verbano-Cusio-Ossola interessa un tessuto economico molto diversificato: industrie metalmeccaniche e chimiche, imprese artigiane, aziende del comparto gomma-plastica, attività commerciali, edilizia, strutture ricettive e imprese legate al turismo.
Questa varietà si traduce nella produzione di rifiuti molto differenti tra loro, che possono essere pericolosi o non pericolosi, solidi, liquidi o fangosi e richiedere differenti modalità di classificazione, deposito, trasporto e conferimento.
Per le aziende del territorio diventa quindi importante poter contare su un interlocutore in grado di organizzare non soltanto il ritiro, ma l'intero processo di gestione del rifiuto, dalla verifica iniziale fino alla documentazione necessaria.
Il Verbano-Cusio-Ossola presenta caratteristiche economiche particolari perché riunisce territori con vocazioni differenti: l'area di Verbania e del Lago Maggiore, il distretto del Cusio con Omegna, la zona di Gravellona Toce e l'asse dell'Ossola che comprende Domodossola, Villadossola e Crevoladossola, oltre ai comuni a forte vocazione turistica come Stresa e Baveno.
I dati della Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte evidenziano la presenza nel VCO di un comparto manifatturiero articolato, nel quale assumono particolare rilievo la metalmeccanica e lavorazione dei metalli, la chimica, gomma e plastica e altre attività manifatturiere. Nel quarto trimestre 2025, ad esempio, la Camera di Commercio ha rilevato una crescita del 4% per il settore chimica-gomma-plastica, a fronte di una sostanziale stabilità complessiva della produzione industriale provinciale. Camera Monte Rosa
Più in generale, il territorio piemontese del VCO mantiene una presenza significativa di costruzioni, commercio e servizi accanto all'industria. I dati regionali sulle imprese mostrano inoltre come il settore dei servizi sia stato tra quelli maggiormente dinamici nel territorio provinciale. Regione Piemonte
A questa componente si aggiunge il turismo, particolarmente rilevante lungo il Lago Maggiore e nelle località montane. La Provincia dispone infatti di uno specifico Osservatorio del Turismo che monitora strutture ricettive e movimenti turistici del territorio. Provincia del Verbano Cusio Ossola
Il risultato è un'economia nella quale convivono stabilimenti industriali, officine, laboratori, imprese edili, hotel, ristoranti, attività commerciali e aziende di servizi, ciascuna con proprie esigenze di gestione dei rifiuti.
La tipologia di rifiuto dipende direttamente dal processo produttivo che lo ha generato.
| Settore | Aree particolarmente interessate | Rifiuti speciali tipici |
|---|---|---|
| Metalmeccanica e lavorazione metalli | Omegna, Gravellona Toce, Verbania, Ossola | Emulsioni e oli esausti, fanghi di lavorazione, materiali assorbenti, imballaggi contaminati, sfridi metallici |
| Chimica, gomma e plastica | Omegna, Verbania e aree industriali provinciali | Soluzioni chimiche di scarto, solventi, prodotti fuori specifica, fanghi, imballaggi contaminati |
| Edilizia e manutenzioni | Tutta la provincia | Materiali isolanti, guaine, residui di lavorazione, pitture e vernici, contenitori contaminati |
| Attività artigianali e officine | Verbania, Omegna, Domodossola e comuni limitrofi | Oli, filtri, batterie, stracci e assorbenti contaminati, aerosol, imballaggi |
| Turismo, alberghi e ristorazione | Verbania, Stresa, Baveno e Lago Maggiore | Oli alimentari esausti, detergenti e prodotti chimici, RAEE, lampade, imballaggi |
| Uffici, commercio e servizi | Principali centri provinciali | RAEE, toner, batterie, lampade, documentazione da distruggere |
La tabella ha valore indicativo: il codice EER e l'eventuale pericolosità non possono essere determinati soltanto osservando il materiale, ma devono essere valutati sulla base dell'origine del rifiuto, del processo che lo ha generato e, quando necessario, della sua composizione.
È proprio questa fase preliminare a evitare uno degli errori più comuni nella gestione dei rifiuti aziendali: considerare materiali apparentemente simili come se fossero necessariamente classificabili nello stesso modo.
L'area di Omegna e del Cusio conserva una forte tradizione manifatturiera. Oggi il panorama industriale comprende aziende metalmeccaniche, produttori di componentistica e imprese appartenenti ai comparti chimico, gomma e plastica.
Queste lavorazioni possono produrre flussi molto diversi: soluzioni acquose di scarto, solventi, miscele chimiche, prodotti fuori specifica, fanghi industriali, imballaggi contaminati, emulsioni e materiali assorbenti.
In particolare, per i rifiuti liquidi provenienti dall'industria chimica è fondamentale evitare improvvisazioni. La gestione può richiedere la verifica delle schede tecniche e di sicurezza, l'individuazione del corretto codice EER, l'eventuale analisi di laboratorio e l'omologazione preventiva presso l'impianto di destinazione.
Un esempio concreto riguarda un cliente di Arcobaleno Servizi Ambientali con sede a Omegna, operante nell'industria chimica.
L'attività produttiva genera periodicamente diverse soluzioni chimiche di scarto. Invece di intervenire soltanto quando il deposito interno raggiunge livelli critici, ARC Ambiente ha organizzato con il cliente un sistema basato su cicli programmati di smaltimento.
La frequenza dei ritiri viene definita in funzione dei quantitativi prodotti e delle esigenze dello stabilimento. Prima del conferimento vengono verificate le caratteristiche delle soluzioni e le condizioni di omologazione; successivamente viene pianificato il trasporto verso gli impianti autorizzati individuati per le specifiche tipologie di rifiuto.
In questo modo l'azienda dispone di un processo prevedibile: conosce in anticipo le finestre indicative di intervento, limita l'accumulo dei rifiuti nello stabilimento e può coordinare lo smaltimento con la propria produzione.
È un esempio di come la gestione dei rifiuti industriali a Omegna possa essere trasformata da attività occasionale a processo organizzato.
Per ARC Ambiente la gestione non inizia con l'arrivo dell'automezzo. Il servizio parte dall'analisi delle esigenze del produttore e delle caratteristiche dei rifiuti.
Quando necessario viene effettuato un sopralluogo gratuito e senza impegno, anche utilizzando l'applicazione proprietaria di Arcobaleno per organizzare in modo strutturato le informazioni raccolte sul campo.
Segue quindi la formulazione dell'offerta, l'eventuale acquisizione della documentazione tecnica o delle analisi necessarie e l'omologazione del rifiuto presso l'impianto individuato.
Una volta completate queste attività, il ritiro viene programmato su appuntamento, concordando con il cliente giorno e fascia oraria indicativa. ARC Ambiente prevede l'esecuzione del servizio entro 10 giorni lavorativi dalla richiesta, previa omologazione del rifiuto.
Per le aziende che desiderano una gestione più completa, Arcobaleno può inoltre affiancare il cliente negli aspetti ambientali e documentali collegati a formulari, registri di carico e scarico, RENTRI, conservazione digitale e MUD.
L'obiettivo è costruire un servizio calibrato sul singolo stabilimento, soprattutto quando sono presenti più tipologie di rifiuto o ritiri ricorrenti.
Un'impresa di Verbania, Omegna, Gravellona Toce, Domodossola o degli altri comuni del Verbano-Cusio-Ossola può produrre contemporaneamente rifiuti con caratteristiche molto diverse.
Affidare la gestione a un unico interlocutore permette di coordinare classificazione, omologazione, trasporto, conferimento e documentazione, riducendo il numero di fornitori e semplificando l'organizzazione interna.
Hai rifiuti speciali da smaltire a Verbania o nel Verbano-Cusio-Ossola? Contatta ARC Ambiente – Arcobaleno Servizi Ambientali per descrivere i rifiuti prodotti e richiedere un'offerta personalizzata.
Sì. Il servizio può essere organizzato a Verbania, Omegna, Gravellona Toce, Domodossola e negli altri comuni del Verbano-Cusio-Ossola, in funzione delle caratteristiche e dei quantitativi dei rifiuti da gestire.
Sì. Per aziende che producono con continuità determinate tipologie di rifiuto è possibile impostare cicli programmati, come nel caso dell'azienda chimica di Omegna, evitando di dover organizzare ogni ritiro da zero.
La classificazione dipende dal processo che ha generato il rifiuto e dalle sue caratteristiche. Nei casi più complessi può essere necessario esaminare documentazione tecnica, schede di sicurezza o effettuare analisi specifiche.
Sì, il servizio comprende sia rifiuti speciali pericolosi sia non pericolosi, individuando trasportatori e impianti autorizzati compatibili con la specifica tipologia di rifiuto.
Dopo la definizione delle caratteristiche del rifiuto e la relativa omologazione, ARC Ambiente programma il servizio entro 10 giorni lavorativi dalla richiesta, concordando con il cliente giorno e fascia oraria indicativa del ritiro.
Sì. Quando la situazione richiede una verifica diretta dei rifiuti, degli spazi o delle modalità operative, ARC Ambiente può effettuare un sopralluogo gratuito e senza impegno.
Contenuto redatto dall’Ufficio Ambientale ARC Ambiente
Revisione tecnica: Alessia Ferrari - Resp. Ufficio Ambiente e Logistica
Ultimo aggiornamento: 15 settembre 2026
Lo smaltimento dei RAEE, i Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, interessa praticamente ogni organizzazione: aziende, uffici, industrie, scuole, laboratori ed enti pubblici utilizzano computer, monitor, stampanti, apparecchiature di rete, strumenti elettronici e numerosi altri dispositivi che, una volta fuori uso, diventano rifiuti da gestire correttamente.
Un vecchio PC o un monitor dismesso, infatti, non devono essere trattati come normali rifiuti indifferenziati. I RAEE sono soggetti a una disciplina specifica finalizzata a favorire raccolta, trattamento, recupero dei materiali e corretta gestione delle componenti che possono avere caratteristiche di pericolo.
In Italia il principale riferimento normativo è il D.Lgs. 49/2014, che recepisce la Direttiva europea 2012/19/UE sui RAEE. Normattiva
Con il termine RAEE si indicano le apparecchiature elettriche ed elettroniche giunte a fine vita. In termini pratici, rientrano in questa categoria moltissimi dispositivi che per funzionare dipendono da correnti elettriche o campi elettromagnetici.
Negli ambienti professionali e scolastici alcuni degli esempi più comuni sono computer desktop e notebook, monitor, tastiere e mouse, stampanti e scanner, server, apparati di rete, centralini, dispositivi elettronici di laboratorio, frigoriferi, condizionatori, utensili elettrici e apparecchiature di illuminazione.
La normativa distingue inoltre tra RAEE provenienti dai nuclei domestici e RAEE professionali. La qualificazione corretta non dipende soltanto dal luogo nel quale si trova l'apparecchiatura, ma dalle caratteristiche previste dalla normativa e dal relativo canale di gestione. Il Centro di Coordinamento RAEE definisce come professionali i rifiuti elettronici diversi da quelli provenienti dai nuclei domestici. CdC RAEE | Centro di Coordinamento RAEE
La varietà delle apparecchiature rende importante effettuare una corretta identificazione prima del ritiro.
| Tipologia di apparecchiatura | Esempi | Aspetti da verificare |
|---|---|---|
| Apparecchiature informatiche | PC, notebook, server, tastiere, mouse | componenti elettronici, batterie, eventuali dati memorizzati |
| Schermi e monitor | monitor LCD/LED, vecchi display | tecnologia dello schermo e corretta classificazione |
| Piccole apparecchiature elettroniche | modem, router, telefoni, strumenti elettronici | presenza di batterie o componenti particolari |
| Grandi apparecchiature | macchinari e dispositivi elettrici di grandi dimensioni | peso, dimensioni e modalità di movimentazione |
| Apparecchiature per lo scambio di temperatura | frigoriferi, freezer, climatizzatori | presenza di fluidi e componenti che richiedono trattamento specifico |
| Sorgenti luminose | neon, lampade fluorescenti, lampade LED | separazione dalle altre apparecchiature e gestione dedicata |
Il sistema RAEE prevede categorie e raggruppamenti differenti proprio perché apparecchiature diverse possono richiedere modalità di raccolta e trattamento differenti. CdC RAEE | Centro di Coordinamento RAEE
All'interno delle apparecchiature elettroniche possono essere presenti contemporaneamente materiali recuperabili e componenti che richiedono particolari precauzioni.
Metalli, plastiche, vetro e altre materie possono essere recuperati attraverso processi specifici; batterie, schede elettroniche, condensatori, fluidi refrigeranti o altri componenti possono invece richiedere trattamenti dedicati.
La finalità della normativa europea sui RAEE è proprio quella di ridurre gli impatti negativi sull'ambiente e sulla salute umana e migliorare l'efficienza nell'utilizzo delle risorse. EUR-Lex
Consulta il D.Lgs. 49/2014 su Normattiva
Quando un'impresa, una scuola o un ente decide di dismettere apparecchiature elettriche ed elettroniche, il primo passaggio non dovrebbe essere semplicemente quello di organizzare il trasporto.
Occorre innanzitutto verificare che cosa deve essere ritirato, distinguere le differenti tipologie di apparecchiature e individuare il corretto percorso di gestione.
A seconda delle caratteristiche del rifiuto può essere necessario verificare il codice EER, l'eventuale presenza di componenti pericolosi, le modalità di deposito e movimentazione e la documentazione necessaria per garantire la tracciabilità.
Per quantitativi rilevanti o apparecchiature eterogenee, una valutazione preventiva permette di evitare errori e di organizzare un unico intervento in maniera più efficiente.
Nel caso di PC, server, notebook e altri dispositivi di memoria, lo smaltimento del rifiuto e la tutela delle informazioni aziendali sono due problemi distinti.
Prima della dismissione è quindi opportuno verificare se hard disk, SSD o altre memorie contengano dati aziendali, personali o riservati e definire, quando necessario, una procedura di cancellazione o distruzione sicura dei supporti.
Questo aspetto assume particolare importanza per aziende, studi professionali, enti pubblici e istituti scolastici che possono gestire informazioni relative a dipendenti, clienti, studenti o fornitori.
Un istituto scolastico della provincia di Pavia si è rivolto ad Arcobaleno Servizi Ambientali in seguito al rinnovo delle proprie dotazioni informatiche.
Nel corso degli anni erano stati accumulati numerosi vecchi PC, tastiere e mouse non più utilizzabili, provenienti dalle aule informatiche e dagli uffici della scuola.
Arcobaleno ha effettuato una valutazione preliminare del materiale da ritirare, organizzato le apparecchiature per tipologia e programmato il servizio di raccolta, trasporto e conferimento agli impianti autorizzati.
L'intervento ha consentito alla scuola di liberare rapidamente gli spazi occupati dalle vecchie apparecchiature e di affidare l'intera gestione dei RAEE a un unico interlocutore, mantenendo la necessaria tracciabilità documentale.
È un caso rappresentativo di una situazione frequente negli istituti scolastici, dove computer, monitor, apparecchiature di laboratorio, toner, lampade e altri rifiuti tecnologici possono accumularsi nel tempo e richiedere una gestione professionale.
Il servizio viene costruito sulla base delle caratteristiche effettive delle apparecchiature da ritirare. Il Metodo Arcobaleno prevede normalmente analisi della richiesta, eventuale sopralluogo gratuito, formulazione dell'offerta, verifica e omologazione dei rifiuti quando necessaria, programmazione del ritiro, trasporto verso impianti autorizzati e gestione della relativa documentazione.
Arcobaleno Servizi Ambientali opera con un modello orientato a tempi certi, precisione operativa e servizio personalizzato. Il ritiro viene concordato con il cliente definendo giorno e fascia oraria indicativa e, previa omologazione del rifiuto, il servizio viene programmato ed eseguito entro 10 giorni lavorativi dalla richiesta.
Per aziende, scuole ed enti che devono gestire contemporaneamente diverse tipologie di rifiuti, Arcobaleno può inoltre diventare un interlocutore unico, integrando lo smaltimento dei RAEE con la gestione degli altri rifiuti speciali e con il supporto documentale e normativo.
Se nella tua azienda, scuola o ente sono presenti RAEE da smaltire, Arcobaleno Servizi Ambientali può valutare le apparecchiature, individuare la corretta modalità di gestione e organizzare un servizio su misura.
Richiedi un'offerta per il ritiro e lo smaltimento dei RAEE: indicaci tipologia, quantità e luogo nel quale si trovano le apparecchiature. Per situazioni più complesse possiamo programmare un sopralluogo gratuito e senza impegno.
RAEE significa Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche: sono apparecchiature elettriche o elettroniche che il detentore decide o è tenuto a dismettere e che, una volta divenute rifiuto, devono seguire uno specifico percorso di gestione.
Sì. Un computer non più utilizzabile e destinato allo smaltimento rientra normalmente tra i RAEE. Prima del ritiro deve però essere verificata la corretta classificazione e l'eventuale presenza di componenti che richiedano una gestione particolare.
Sono anch'essi apparecchiature elettroniche a fine vita, ma la modalità concreta di raccolta deve essere definita nell'ambito della corretta classificazione del carico. In presenza di grandi quantità è consigliabile effettuare una verifica preliminare.
No. La tecnologia costruttiva e le caratteristiche dell'apparecchiatura possono incidere sulla classificazione e sul successivo trattamento. Per questo è opportuno distinguere preventivamente le diverse tipologie di monitor.
No. I RAEE non devono essere abbandonati o conferiti indiscriminatamente nei normali rifiuti. Devono essere avviati ai corretti circuiti di raccolta e trattamento previsti dalla normativa.
Prima della dismissione è opportuno verificare hard disk, SSD e altri supporti di memoria. Quando sono presenti informazioni riservate può essere necessario prevedere cancellazione sicura o distruzione dei supporti prima o durante il processo di dismissione.
Sì. Il servizio può essere organizzato anche per partite consistenti di apparecchiature elettroniche, valutando preventivamente quantità, tipologia, accessibilità del luogo e necessità di attrezzature per la movimentazione.
Arcobaleno programma ed esegue il servizio entro 10 giorni lavorativi dalla richiesta, previa omologazione del rifiuto, concordando con il cliente giorno e fascia oraria indicativa del ritiro.
Contenuto redatto dall’Ufficio Ambientale ARC Ambiente
Revisione tecnica: Alessia Ferrari - Resp. Ufficio Ambiente e Logistica
Ultimo aggiornamento: 14 settembre 2026
Lo smaltimento di morchie e fanghi industriali è un'attività che richiede particolare attenzione alla provenienza del rifiuto, alla sua composizione e alle eventuali caratteristiche di pericolo. Questi residui possono derivare da lavorazioni meccaniche, impianti di depurazione, separatori, vasche di processo, operazioni di lavaggio oppure dalla pulizia e bonifica di serbatoi contenenti gasolio, oli o altri prodotti.
Il termine “fango” o “morchia”, tuttavia, descrive soprattutto l'aspetto fisico del materiale e non identifica automaticamente uno specifico codice EER. Per una corretta gestione occorre ricostruire il processo che ha generato il rifiuto e, quando necessario, verificarne analiticamente la composizione.
Le morchie sono residui densi o semisolidi che tendono ad accumularsi sul fondo di serbatoi, vasche, separatori e apparecchiature. Possono essere costituite, in proporzioni differenti, da oli, idrocarburi, acqua, particelle solide, ossidi, sedimenti e contaminanti provenienti dal processo produttivo.
Un esempio tipico è rappresentato dalle morchie presenti sul fondo dei serbatoi di gasolio. Anche dopo lo svuotamento del carburante utilizzabile, sul fondo possono infatti rimanere sedimenti oleosi che devono essere rimossi prima della bonifica e dell'eventuale demolizione del serbatoio.
L'Elenco Europeo dei Rifiuti contempla, per i rifiuti derivanti dalla pulizia di serbatoi per trasporto e stoccaggio e di fusti, voci specifiche come EER 16 07 08*, “rifiuti contenenti olio”, e 16 07 09*, “rifiuti contenenti altre sostanze pericolose”. La scelta del codice deve però essere effettuata caso per caso sulla base dell'origine effettiva del rifiuto. EUR-Lex
I fanghi industriali possono avere origini molto diverse. Possono formarsi nei processi di trattamento delle acque reflue industriali, nelle lavorazioni metalmeccaniche, nella rettifica, nei trattamenti superficiali, nei processi chimici oppure nelle operazioni di separazione tra acqua, oli e solidi.
Proprio per questa varietà, due fanghi apparentemente simili possono avere classificazioni e modalità di gestione completamente differenti. Le Linee Guida SNPA sulla classificazione dei rifiuti ricordano infatti che l'individuazione del codice EER parte innanzitutto dalla fonte che ha generato il rifiuto e, in presenza di voci specchio, richiede una valutazione delle sostanze pericolose eventualmente presenti. Linee Guida SNPA sulla classificazione dei rifiuti – ISPRA
La seguente tabella riporta alcune voci che possono ricorrere nella gestione di questi materiali. Non è una tabella per attribuire automaticamente il codice al rifiuto: la classificazione deve essere verificata sulla base del processo produttivo e delle caratteristiche specifiche.
| Origine del rifiuto | Esempi di codici EER | Descrizione |
|---|---|---|
| Pulizia di serbatoi e cisterne | 16 07 08* | Rifiuti contenenti olio |
| Pulizia di serbatoi con altri contaminanti | 16 07 09* | Rifiuti contenenti altre sostanze pericolose |
| Lavorazioni meccaniche | 12 01 14* | Fanghi di lavorazione contenenti sostanze pericolose |
| Lavorazioni meccaniche | 12 01 15 | Fanghi di lavorazione diversi da quelli di cui al 12 01 14 |
| Rettifica, affilatura e lappatura | 12 01 18* | Fanghi metallici contenenti oli |
| Trattamento biologico di reflui industriali | 19 08 11* / 19 08 12 | Fanghi rispettivamente pericolosi e non pericolosi |
| Altri trattamenti di reflui industriali | 19 08 13* / 19 08 14 | Fanghi rispettivamente contenenti sostanze pericolose e non pericolosi |
Le voci sono riportate nell'Elenco Europeo dei Rifiuti e nei relativi orientamenti europei sulla classificazione. Elenco europeo dei rifiuti – EUR-Lex
No. La normativa distingue i rifiuti in base all'origine e alle caratteristiche di pericolosità. Il D.Lgs. 152/2006 stabilisce infatti la distinzione tra rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi. D.Lgs. 152/2006 – Normattiva
Per alcuni fanghi l'Elenco Europeo prevede una coppia di voci specchio: una pericolosa e una non pericolosa. In tali casi può essere necessario conoscere le materie prime utilizzate, il ciclo produttivo, le schede di sicurezza e, quando opportuno, eseguire analisi di caratterizzazione.
Questo passaggio è importante anche per evitare uno degli errori più frequenti: considerare il rifiuto semplicemente come “fango” senza ricostruirne l'origine.
Una corretta gestione parte dalla verifica tecnica del materiale. Quantità, consistenza, presenza di fase liquida, contaminanti, modalità di aspirazione e accessibilità del sito possono influire sulla scelta dei contenitori, dell'automezzo e dell'impianto di destino.
Per fanghi pompabili può essere necessario ricorrere ad aspirazione o autobotte; per materiali palabili possono invece essere utilizzati contenitori o soluzioni differenti. Il rifiuto deve essere mantenuto separato da altri flussi incompatibili e successivamente conferito a un impianto autorizzato al codice EER e alle caratteristiche del materiale.
Anche il trasporto deve essere affidato a soggetti regolarmente iscritti all'Albo Nazionale Gestori Ambientali nelle categorie pertinenti. Albo Nazionale Gestori Ambientali – categorie di iscrizione
Dal 16 settembre 2026, inoltre, il FIR digitale diventa obbligatorio per tutti gli iscritti al RENTRI, rendendo ancora più importante una gestione corretta e coordinata della documentazione lungo l'intera filiera.
Un'azienda della provincia di Monza operante nel trasporto merci aveva la necessità di dismettere un vecchio serbatoio utilizzato per il rifornimento dei propri mezzi.
L'intervento non poteva limitarsi alla semplice rimozione del manufatto. Durante la verifica preliminare era infatti prevedibile la presenza, sul fondo, di una quantità di morchia composta da residui di gasolio e sedimenti.
Arcobaleno Servizi Ambientali ha quindi organizzato l'attività prevedendo due flussi distinti: da una parte la bonifica e successiva rimozione del serbatoio, dall'altra la preventiva separazione delle morchie presenti sul fondo.
I residui oleosi sono stati raccolti separatamente, evitando che venissero mescolati al materiale derivante dalla successiva rimozione del serbatoio, e avviati alla corretta gestione come rifiuto. In questo modo il cliente ha potuto affidare a un unico interlocutore il coordinamento della bonifica, della rimozione e dello smaltimento dei rifiuti prodotti dall'intervento.
È proprio in interventi di questo tipo che classificazione, organizzazione operativa e individuazione preventiva della filiera di destino diventano determinanti.
Arcobaleno Servizi Ambientali affronta lo smaltimento di morchie e fanghi industriali partendo dall'analisi concreta del problema. Vengono raccolte informazioni sul processo produttivo e sul rifiuto, valutato quando necessario un sopralluogo gratuito, verificata la classificazione, predisposta l'offerta e completata l'omologazione presso l'impianto di destino.
In funzione delle caratteristiche del materiale vengono poi definite le modalità di raccolta, aspirazione, trasporto e conferimento. Il servizio viene pianificato su appuntamento e, previa omologazione del rifiuto, Arcobaleno organizza l'intervento entro 10 giorni lavorativi dalla richiesta, affiancando il cliente anche nella gestione della documentazione e della tracciabilità.
La tua azienda deve smaltire fanghi industriali, morchie oleose, sedimenti da serbatoi o residui semiliquidi di lavorazione?
Invia ad Arcobaleno Servizi Ambientali informazioni sul processo che ha generato il rifiuto, fotografie, quantità indicative ed eventuali analisi disponibili. Potremo verificare la soluzione più adatta e predisporre un'offerta personalizzata per raccolta, trasporto e smaltimento.
Non esiste un unico codice EER denominato genericamente “morchia”. Il codice dipende dal processo che ha generato il residuo e dalla sua composizione. Per le morchie provenienti dalla pulizia di serbatoi contenenti oli, ad esempio, una delle voci da valutare è 16 07 08*.
Non necessariamente in ogni situazione. Le analisi possono però essere necessarie quando la composizione non è sufficientemente conosciuta, quando occorre distinguere tra una voce pericolosa e una voce specchio non pericolosa oppure quando vengono richieste dall'impianto nell'ambito dell'omologazione.
Normalmente il residuo viene rimosso prima della bonifica finale del serbatoio, raccolto separatamente e conferito come rifiuto presso un impianto autorizzato. Morchia e serbatoio non devono essere considerati automaticamente un unico rifiuto.
Sì, quando consistenza, quantità e caratteristiche chimico-fisiche lo consentono. Fanghi molto densi o palabili possono invece richiedere modalità di raccolta differenti.
Sì, il servizio può essere organizzato coordinando le diverse fasi dell'intervento e la gestione separata dei rifiuti prodotti, come nel caso del serbatoio di gasolio descritto nell'articolo.
Dipende dalle caratteristiche del rifiuto e dalle autorizzazioni dell'impianto ricevente. Il termine “smaltimento” viene spesso utilizzato in senso generale, ma la destinazione effettiva può prevedere operazioni di recupero o di smaltimento in funzione dello specifico rifiuto.
Contenuto redatto dall’Ufficio Ambientale ARC Ambiente
Revisione tecnica: Alessia Ferrari - Resp. Ufficio Ambiente e Logistica
Ultimo aggiornamento: 13 settembre 2026
