Arcobaleno Servizi Ambientali offre un supporto completo, dalla prime analisi fino alla movimentazione dei rifiuti, garantendo assistenza burocratica e consulenza specializzata per una gestione sicura ed efficiente di rifiuti pericolosi e non pericolosi.
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Gestione operativa e burocratica dei rifiuti pericolosi e non pericolosi delle aziende
Il servizio di smaltimento rifiuti a Milano e provincia garantisce sicurezza e conformità normativa in ogni fase: dalla verifica dei codici fino alla movimentazione verso impianti autorizzati, con l’utilizzo di contenitori omologati e il supporto di operatori qualificati.
Il servizio di sgombero locali industriali a Milano e provincia libera gli spazi da materiali indesiderati e rifiuti, pericolosi e non. Dopo la rimozione, ci occupiamo della pulizia e della riqualificazione dell’ambiente, assicurando il corretto smaltimento e il pieno rispetto delle normative.
Il servizio di consulenza per la gestione dei rifiuti a Milano e provincia supporta le aziende in ogni aspetto operativo e normativo. Dalla valutazione delle giacenze alla compilazione del MUD fino alla redazione del Piano di Gestione Solventi, ci occupiamo della gestione burocratica garantendo la massima conformità e tracciabilità.
Dal 1996 punto di riferimento nel settore della gestione integrata dei rifiuti
Esperienza e professionalità
Autorizzazioni e conformità normativa
Servizio completo dalla A alla Z
Personale qualificato
Consulenza normativa specializzata
Velocità di intervento
Raccolta rifiuti a Milano e provincia
Siamo attrezzati per gestire colli, rifiuti sfusi e liquidi in cisterna, garantendo interventi efficaci e sicuri. I nostri veicoli, sottoposti a regolari controlli, sono guidati da autisti qualificati che assicurano il rispetto delle normative ambientali.
Scopri la flottaLe autorizzazioni per il trasporto e lo smaltimento rifiuti a Milano
Grazie alle nostre autorizzazioni per il trasporto e lo smaltimento di rifiuti a Milano e in tutta Italia, rilasciate dall’Albo Nazionale Gestori Ambientali, garantiamo la massima conformità alle normative vigenti e la sicurezza nell’esecuzione dei nostri servizi.
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L'industria farmaceutica può generare flussi di rifiuti molto diversi tra loro: soluzioni acquose, solventi, acque madri, residui di reazione, fanghi, materiali filtranti, assorbenti e rifiuti solidi contaminati. La loro corretta gestione richiede quindi qualcosa di più del semplice ritiro: occorre conoscere il processo che li ha originati, procedere alla corretta classificazione e individuare, quando tecnicamente possibile, una destinazione di recupero alternativa allo smaltimento.
Per un'azienda farmaceutica, organizzare correttamente il recupero e smaltimento dei rifiuti industriali significa coniugare conformità ambientale, tracciabilità, continuità produttiva e attenzione alla valorizzazione dei materiali.
L'Elenco Europeo dei Rifiuti dedica il sottocapitolo 07 05 proprio ai rifiuti derivanti dalla produzione, formulazione, fornitura e uso di prodotti farmaceutici. Tra le voci previste figurano, ad esempio, soluzioni acquose di lavaggio e acque madri, solventi organici, residui di reazione, residui di filtrazione, fanghi e rifiuti solidi contenenti sostanze pericolose. Eur-Lex
Alcuni esempi ricorrenti sono:
| Rifiuto generato | Possibile riferimento EER* | Gestione possibile |
|---|---|---|
| Soluzioni acquose di lavaggio e acque madri | 07 05 01* | Recupero o trattamento/smaltimento secondo composizione |
| Solventi organici alogenati | 07 05 03* | Recupero solventi o trattamento dedicato |
| Altri solventi organici | 07 05 04* | Recupero, rigenerazione o trattamento |
| Residui di reazione e distillazione | 07 05 07* / 07 05 08* | Valutazione impianto in funzione delle caratteristiche |
| Residui di filtrazione e assorbenti | 07 05 09* / 07 05 10* | Recupero o smaltimento autorizzato |
| Fanghi da trattamento degli effluenti | 07 05 11* / 07 05 12 | Recupero o smaltimento in funzione della composizione |
| Rifiuti solidi di processo | 07 05 13* / 07 05 14 | Destinazione individuata dopo classificazione |
*I codici riportati sono esempi. L'attribuzione del codice EER deve essere effettuata sulla base dell'origine del rifiuto, del processo produttivo e delle sue effettive caratteristiche.
Questo aspetto è particolarmente importante nel settore farmaceutico: due rifiuti apparentemente simili possono richiedere destinazioni differenti per composizione chimica, concentrazione, presenza di solventi o caratteristiche di pericolo.
La normativa europea stabilisce una precisa gerarchia nella gestione dei rifiuti: dopo prevenzione, preparazione per il riutilizzo e riciclaggio viene il recupero di altro tipo, mentre lo smaltimento rappresenta l'ultima opzione.
Consulta la Direttiva quadro sui rifiuti su EUR-Lex
Per questo, nella gestione dei rifiuti dell'industria farmaceutica è utile non considerare automaticamente ogni residuo come destinato allo smaltimento. Determinate miscele contenenti solventi, soluzioni di processo o altri flussi possono presentare caratteristiche compatibili con operazioni di recupero presso impianti opportunamente autorizzati.
La scelta, però, non può essere fatta sulla sola descrizione commerciale del materiale. Sono spesso necessari scheda tecnica, informazioni sul ciclo produttivo e, quando opportuno, analisi chimiche, così da individuare correttamente caratteristiche di pericolo, modalità di trasporto e impianto di destinazione.
Le acque madri sono le soluzioni liquide residue che rimangono dopo determinate fasi di lavorazione, separazione o cristallizzazione. A seconda del processo possono contenere acqua, solventi, sali, principi attivi e altre sostanze.
Non esiste quindi una soluzione universale per il loro trattamento.
Nel catalogo europeo, le soluzioni acquose di lavaggio e acque madri dell'industria farmaceutica sono espressamente contemplate, così come quelle contenenti solventi organici alogenati o altri solventi organici. Eur-Lex
Quando le caratteristiche chimico-fisiche e le autorizzazioni degli impianti lo consentono, l'obiettivo può essere quello di avviare le acque madri a recupero, evitando una destinazione esclusivamente di smaltimento.
Un esempio concreto riguarda un'azienda farmaceutica della provincia di Milano per la quale Arcobaleno Servizi Ambientali gestisce periodicamente l'avviamento a recupero delle acque madri generate dal processo produttivo.
La gestione parte dalla caratterizzazione del flusso e dalla verifica della documentazione disponibile. Individuata la destinazione autorizzata più appropriata, Arcobaleno coordina il servizio di trasporto e il conferimento all'impianto di recupero.
La programmazione periodica consente al cliente di integrare il ritiro nella propria organizzazione produttiva, riducendo la necessità di gestire ogni movimentazione come un'emergenza e mantenendo sotto controllo documentazione e tracciabilità.
È un esempio di come la gestione professionale del rifiuto possa trasformarsi da semplice problema operativo in un processo programmato, documentato e orientato al recupero.
È altrettanto importante verificare che i soggetti coinvolti siano autorizzati per le attività effettivamente svolte. L'Albo Nazionale Gestori Ambientali distingue, tra l'altro, la categoria 4 per raccolta e trasporto di rifiuti speciali non pericolosi e la categoria 5 per quelli pericolosi.
Consulta le categorie dell'Albo Nazionale Gestori Ambientali
Anche la tracciabilità ha assunto un ruolo ancora più centrale con il RENTRI. Nel 2026 sono state inoltre aggiornate le istruzioni ufficiali per la compilazione del registro cronologico di carico e scarico e del FIR.
Consulta le istruzioni aggiornate del RENTRI
Per i produttori farmaceutici, Arcobaleno costruisce il servizio partendo dal singolo flusso di rifiuto e non da una soluzione standardizzata. Il processo può comprendere analisi preliminare, sopralluogo quando necessario, offerta, omologazione, eventuali analisi, scelta dell'impianto, programmazione del ritiro e gestione documentale.
Il ritiro viene concordato su appuntamento, indicando giorno e fascia oraria, e il servizio viene programmato entro 10 giorni lavorativi dalla richiesta, una volta completata l'omologazione del rifiuto.
Questo approccio è particolarmente utile per realtà farmaceutiche che producono diversi flussi e cercano un unico interlocutore capace di coordinare recupero, smaltimento, trasporto e aspetti documentali.
Ogni stabilimento presenta processi, quantità e tipologie di rifiuto differenti. Per elaborare una soluzione corretta è quindi utile partire dai codici EER già attribuiti, dalla descrizione dei rifiuti, dalle quantità prodotte e dalle eventuali analisi disponibili.
Contatta ARC Ambiente – Arcobaleno Servizi Ambientali per richiedere un'offerta per il recupero e lo smaltimento dei rifiuti della tua azienda farmaceutica. Possiamo valutare i singoli flussi e verificare, dove tecnicamente possibile, soluzioni orientate al recupero.
Quali sono i principali rifiuti prodotti da un'industria farmaceutica?
Tra i più comuni rientrano acque madri, liquidi di lavaggio, solventi, residui di reazione, fondi di distillazione, fanghi, materiali filtranti, assorbenti e rifiuti solidi di processo.
Le acque madri possono essere recuperate?
In alcuni casi sì. Dipende dalla loro composizione, dalle caratteristiche di pericolo e dalle autorizzazioni dell'impianto destinatario. Prima del conferimento occorre quindi verificare l'idoneità del flusso.
Qual è il codice EER delle acque madri farmaceutiche?
Il capitolo 07 05 comprende diverse voci. Ad esempio, il 07 05 01* identifica soluzioni acquose di lavaggio e acque madri, mentre esistono codici specifici per flussi contenenti solventi organici. Il codice corretto deve comunque essere attribuito in relazione all'origine e alla composizione reale del rifiuto.
I solventi farmaceutici devono sempre essere smaltiti?
No. Alcuni solventi possono essere destinati a operazioni di recupero o rigenerazione se le caratteristiche del rifiuto e l'autorizzazione dell'impianto lo consentono.
Perché possono essere necessarie analisi sul rifiuto?
Servono a determinarne composizione e caratteristiche, verificare eventuali proprietà di pericolo e consentire all'impianto di effettuare correttamente l'omologazione prima del conferimento.
Arcobaleno può gestire più tipologie di rifiuto dello stesso stabilimento?
Sì. L'obiettivo è organizzare una gestione coordinata dei differenti flussi, individuando per ciascuno trasporto e destinazione appropriati e riducendo per il cliente il numero di interlocutori coinvolti.
Contenuto redatto dall’Ufficio Ambientale ARC Ambiente
Revisione tecnica: Alessia Ferrari - Resp. Ufficio Ambiente e Logistica
Ultimo aggiornamento: 29 settembre 2026
Il recupero di carta e cartone per aziende è una delle attività più comuni nella gestione dei rifiuti prodotti da logistica, industria, commercio, grande distribuzione, uffici e attività artigianali. Scatole, fogli, cartoni ondulati, anime, divisori e altri imballaggi cellulosici possono rappresentare volumi importanti e, se correttamente separati dagli altri materiali, costituiscono normalmente un flusso particolarmente adatto al recupero e al riciclo.
Per un'impresa, tuttavia, non è sufficiente accumulare il cartone e chiamare un trasportatore quando lo spazio termina. Occorre identificare correttamente il rifiuto, organizzare il deposito, scegliere contenitori adeguati, affidarsi a operatori autorizzati e individuare la destinazione più appropriata.
Nel caso della carta e del cartone puliti, infatti, parlare semplicemente di "smaltimento carta e cartone" è spesso improprio dal punto di vista tecnico: quando le caratteristiche del materiale lo consentono, la soluzione da privilegiare è l'avvio a recupero.
Carta e cartone costituiscono una filiera consolidata dell'economia circolare italiana. Secondo gli ultimi dati pubblicati da CONAI, nel 2025 l'Italia ha riciclato complessivamente il 77,3% degli imballaggi immessi al consumo, pari a quasi 11 milioni di tonnellate. Conai
La carta raccolta separatamente può essere sottoposta a operazioni di selezione e lavorazione per essere reimpiegata dall'industria cartaria. Anche CONAI e COMIECO evidenziano l'importanza delle fasi di raccolta, selezione e riciclo per trasformare gli imballaggi cellulosici a fine vita in nuova materia prima. Conai
Per le aziende questo significa un vantaggio ambientale ma anche organizzativo: separare correttamente carta e cartone permette di evitare che un materiale recuperabile venga miscelato con rifiuti incompatibili o contaminato, rendendone più difficile e costosa la gestione.
La tipologia più frequente nelle attività produttive e logistiche è costituita dagli imballaggi in carta e cartone, ai quali corrisponde normalmente il codice EER 15 01 01. Il codice è espressamente associato agli "imballaggi in carta e cartone" anche negli elenchi ufficiali pubblicati in Gazzetta Ufficiale. Gazzetta Ufficiale
La corretta attribuzione del codice EER deve però essere valutata sulla base dell'origine e delle caratteristiche effettive del rifiuto: non basta stabilire che il materiale "sembra cartone".
| Tipologia di rifiuto | Esempi aziendali | Gestione generalmente possibile |
|---|---|---|
| Imballaggi in carta e cartone puliti | Scatole, cartoni ondulati, divisori, packaging | Raccolta separata e recupero |
| Carta da ufficio | Fogli, stampe, documentazione non riservata | Raccolta e recupero, previa corretta classificazione |
| Cartone voluminoso | Grandi scatole da logistica e magazzino | Cassone/scarrabile e ritiri programmati |
| Carta e cartone misti ad altri materiali | Film plastico, polistirolo, reggette | Selezione preventiva o verifica della destinazione |
| Imballaggi contaminati da sostanze pericolose | Contenitori con residui pericolosi | Classificazione specifica; può applicarsi il codice 15 01 10* |
È quindi importante non mescolare carta e cartone recuperabili con altri rifiuti, soprattutto se contaminati.
La soluzione migliore cambia notevolmente in funzione dei quantitativi prodotti.
Una piccola attività può avere bisogno di ritiri occasionali; un magazzino logistico o una grande azienda può invece produrre diversi metri cubi di cartone ogni giorno. In questi casi è spesso più efficiente predisporre direttamente presso il cliente un cassone scarrabile per carta e cartone, dimensionato in funzione degli spazi disponibili e della frequenza di produzione.
Il sistema permette di concentrare grandi quantità di materiale in un'unica unità di raccolta e di programmare la sostituzione o lo svuotamento del cassone quando necessario.
Per i rifiuti speciali non pericolosi, l'Albo Nazionale Gestori Ambientali identifica nella categoria 4 l'attività di raccolta e trasporto; l'impresa produttrice deve quindi verificare che il soggetto incaricato disponga delle autorizzazioni necessarie per il servizio effettuato. Albo Nazionale Gestori Ambientali
Per aziende con produzioni continuative di imballaggi, il vero problema non è soltanto il peso del rifiuto ma il volume. Una grande quantità di scatole non compattate può saturare rapidamente gli spazi di magazzino.
Il posizionamento di un cassone scarrabile consente di organizzare un punto di raccolta stabile e separato dagli altri rifiuti. Nei contesti con produzioni elevate può inoltre essere valutato l'impiego di sistemi di compattazione, tenendo conto delle caratteristiche operative del sito e dei quantitativi generati.
La frequenza dei ritiri può essere poi adattata alla produzione effettiva: settimanale, quindicinale, mensile oppure su richiesta.
Un esempio concreto riguarda un'azienda del settore logistico della provincia di Monza, caratterizzata da un flusso costante di merci in entrata e, di conseguenza, dalla produzione di quantità significative di scatole e imballaggi in cartone.
Arcobaleno Servizi Ambientali ha organizzato il servizio attraverso il posizionamento presso il sito di cassoni scarrabili dedicati agli imballaggi in carta e cartone.
Il materiale viene separato dagli altri rifiuti direttamente dall'azienda e conferito nei cassoni. Quando il contenitore raggiunge il livello previsto, Arcobaleno programma il ritiro con i propri mezzi e avvia il materiale verso una filiera autorizzata di recupero.
La presenza del cassone permette al cliente di mantenere ordinata l'area logistica, ridurre la movimentazione interna del materiale e trasformare una produzione continua di cartone in un flusso di recupero organizzato e programmabile.
È proprio nei siti produttivi con grandi quantità che una gestione strutturata può risultare più efficiente rispetto a una successione di piccoli ritiri.
No. La presenza di altri materiali, residui o contaminanti può modificare sensibilmente la gestione.
Un semplice nastro adesivo o un'etichetta non comportano necessariamente l'impossibilità di riciclare un imballaggio, mentre composizioni complesse, accoppiamenti o contaminazioni rilevanti devono essere valutati caso per caso. CONAI ha infatti sviluppato un sistema di diversificazione per gli imballaggi cellulosici proprio in funzione della loro effettiva riciclabilità e delle difficoltà dei processi di selezione e riciclo. Conai
Ancora più attenzione è necessaria quando un imballaggio contiene residui di sostanze pericolose o ne è contaminato: in questi casi può essere necessaria una classificazione differente e non deve essere conferito insieme al normale cartone da recuperare.
Arcobaleno Servizi Ambientali costruisce il servizio sulla base dei quantitativi, della frequenza di produzione e degli spazi disponibili presso il cliente.
Quando necessario viene effettuato un sopralluogo, quindi vengono individuati la modalità di raccolta, il contenitore più adatto e la destinazione autorizzata. Dopo l'offerta e le necessarie verifiche, il servizio viene programmato concordando con il cliente la giornata e una fascia oraria indicativa.
Per produzioni continuative possono essere predisposti cassoni scarrabili e cicli di ritiro ricorrenti, mentre per quantità inferiori sono possibili soluzioni più flessibili.
L'obiettivo non è semplicemente "portare via il cartone", ma organizzare correttamente l'intero flusso: classificazione, raccolta, trasporto, recupero e documentazione.
ARC Ambiente – Arcobaleno Servizi Ambientali gestisce il ritiro e recupero di carta, cartone e imballaggi aziendali, con soluzioni dedicate per industrie, logistiche, magazzini e attività commerciali.
Richiedi un'offerta indicando tipologia di materiale, quantità approssimativa, frequenza di produzione e sede del ritiro: possiamo valutare la soluzione più adatta, dal singolo servizio al posizionamento di cassoni con ritiri programmati.
Per gli imballaggi in carta e cartone il codice comunemente utilizzato è EER 15 01 01. Il codice deve comunque essere attribuito valutando l'origine effettiva del rifiuto e il processo che lo ha generato.
Quando il materiale presenta caratteristiche compatibili con la filiera, il recupero e il riciclo sono la destinazione da privilegiare. Lo smaltimento dovrebbe riguardare le situazioni in cui il materiale non può essere utilmente recuperato.
In linea generale è preferibile mantenere separato il cartone dagli altri materiali, così da ottenere un flusso più omogeneo e facilmente recuperabile. La configurazione concreta deve comunque essere concordata con l'operatore che gestisce il rifiuto.
Sì. Per produzioni continuative o quantitativi elevati è possibile valutare il posizionamento di cassoni scarrabili e concordare ritiri periodici oppure su chiamata.
Non necessariamente. Se è contaminato da sostanze che ne modificano la classificazione, deve essere gestito separatamente. Gli imballaggi contenenti residui di sostanze pericolose o contaminati da esse possono, ad esempio, rientrare nel codice EER 15 01 10*.
Il prezzo dipende principalmente da quantità, volume, distanza, modalità di raccolta, frequenza dei ritiri, necessità di cassoni e condizioni qualitative del materiale. Per questo un'offerta attendibile viene costruita sulle caratteristiche reali del servizio.
ARC Ambiente opera con servizi di gestione dei rifiuti aziendali anche nell'area di Milano, Monza e Brianza e più in generale in Lombardia, organizzando servizi occasionali o programmati in funzione delle esigenze del produttore.
Contenuto redatto dall’Ufficio Ambientale ARC Ambiente
Revisione tecnica: Alessia Ferrari - Resp. Ufficio Ambiente e Logistica
Ultimo aggiornamento: 28 settembre 2026
Lo smaltimento dei rifiuti speciali a Lecco è strettamente collegato alla particolare struttura economica della provincia: un territorio fortemente industrializzato, nel quale metalmeccanica, lavorazioni dei metalli, meccanica di precisione, costruzioni, artigianato e attività di servizio convivono con importanti realtà commerciali e turistiche.
Questa varietà produttiva genera flussi di rifiuti molto differenti tra loro: dagli sfridi metallici destinabili a recupero agli oli ed emulsioni di lavorazione, fino a fanghi, imballaggi contaminati, solventi, RAEE e rifiuti da manutenzione.
La corretta gestione richiede innanzitutto di identificare il rifiuto sulla base del processo che lo ha generato e delle sue caratteristiche, per individuare il corretto codice EER e stabilire se debba essere classificato come pericoloso o non pericoloso.
La vocazione manifatturiera della provincia di Lecco è particolarmente marcata. La Camera di Commercio di Como-Lecco descrive il territorio lecchese come caratterizzato da una forte concentrazione di imprese metalmeccaniche e da una filiera integrata composta sia da aziende subfornitrici sia da imprese specializzate in specifiche nicchie produttive.
I dati riferiti al 31 dicembre 2025 rendono bene l'idea: nella provincia risultavano 1.900 imprese metalmeccaniche attive, pari all'8,6% delle imprese, con 31.658 addetti, cioè il 27,8% degli addetti provinciali. Sono percentuali particolarmente elevate nel confronto nazionale. Camera di Commercio Como-Lecco
Accanto al capoluogo, l'attività produttiva interessa numerosi comuni e differenti aree della provincia: Valmadrera, Calolziocorte e Olginate, l'area di Oggiono, il territorio di Mandello del Lario, il Meratese con Merate e i comuni circostanti, la Brianza lecchese verso Casatenovo, fino all'area settentrionale della provincia verso Colico.
Il sistema economico non è però esclusivamente industriale. La Camera di Commercio monitora infatti un tessuto composto anche da artigianato, commercio e servizi, rendendo molto eterogenee le esigenze di gestione dei rifiuti speciali delle aziende lecchesi. Camera di Commercio Como-Lecco
La forte presenza di officine, carpenterie, tornerie, aziende meccaniche e lavorazioni industriali determina una significativa produzione di rifiuti legati alla trasformazione e manutenzione dei metalli. A questi si aggiungono i rifiuti delle costruzioni, delle attività commerciali e dei servizi.
| Settore produttivo | Rifiuti speciali frequenti | Gestione possibile |
|---|---|---|
| Metalmeccanica e carpenteria | Sfridi di ferro, acciaio, alluminio e altri metalli | Prevalentemente recupero |
| Lavorazioni meccaniche | Emulsioni esauste, oli, fanghi e residui di lavorazione | Recupero o smaltimento secondo caratteristiche |
| Verniciatura e trattamenti superficiali | Solventi, vernici, fanghi, imballaggi contaminati | Gestione in impianti autorizzati |
| Manutenzione industriale | Oli esausti, filtri, assorbenti e materiali contaminati | Raccolta separata e trattamento |
| Attività produttive e commerciali | Imballaggi, plastiche, legno, RAEE | Recupero ove tecnicamente possibile |
| Edilizia e manutenzione immobili | Macerie, isolanti, metalli e altri materiali da costruzione | Selezione e recupero/smaltimento |
La normativa italiana distingue i rifiuti in base all'origine tra urbani e speciali e, sulla base delle caratteristiche di pericolo, tra pericolosi e non pericolosi. Tra i rifiuti speciali rientrano, tra gli altri, quelli derivanti dalle lavorazioni industriali, artigianali e dalle attività di costruzione e demolizione.
Nel territorio lecchese gli sfridi metallici rappresentano uno dei flussi più caratteristici.
Taglio laser, tornitura, fresatura, stampaggio, carpenteria e altre lavorazioni possono generare quantità significative di ferro, acciaio, alluminio e altri metalli. Quando correttamente separati e conferiti attraverso una filiera autorizzata, questi materiali possono essere avviati a operazioni di recupero, favorendone il reinserimento nei cicli produttivi.
È tuttavia importante ricordare che un materiale non cessa automaticamente di essere un rifiuto soltanto perché possiede un valore economico: l'eventuale cessazione della qualifica di rifiuto avviene alle condizioni previste dalla disciplina sull'End of Waste, richiamata dall'art. 184-ter del D.Lgs. 152/2006.
Un esempio concreto riguarda un cliente di Arcobaleno Servizi Ambientali operante nel settore metalmeccanico, che genera periodicamente sfridi metallici durante le proprie lavorazioni.
Arcobaleno organizza il servizio sulla base delle effettive necessità produttive dell'azienda, programmando i ritiri e avviando gli sfridi verso una filiera di recupero dei metalli.
Per il cliente il vantaggio è duplice: liberare gli spazi aziendali secondo una programmazione concordata e affidare la gestione del rifiuto a un unico interlocutore che segue anche gli aspetti documentali e la corretta destinazione dei materiali.
In un territorio nel quale la metalmeccanica rappresenta una componente così importante dell'economia locale, una gestione organizzata degli sfridi consente inoltre di privilegiare il recupero di materia quando tecnicamente e normativamente possibile.
La gestione di un rifiuto industriale non dovrebbe partire dal semplice confronto del prezzo per chilogrammo. Occorre prima stabilire che cosa deve essere ritirato, in quale quantità, con quali caratteristiche e verso quale impianto possa essere correttamente indirizzato.
Il metodo di Arcobaleno Servizi Ambientali prevede normalmente analisi preliminare delle esigenze, eventuale sopralluogo, formulazione dell'offerta, omologazione del rifiuto ed eventuali analisi, programmazione del servizio e gestione della relativa documentazione.
Per le imprese di Lecco e provincia, ARC Ambiente può quindi organizzare ritiri di singole tipologie di rifiuto oppure gestioni periodiche di più flussi aziendali, dai rifiuti metallici ai rifiuti pericolosi.
Il servizio viene concordato su appuntamento e, dopo l'omologazione, può essere programmato entro 10 giorni lavorativi dalla richiesta. Quando necessario è inoltre possibile effettuare un sopralluogo preliminare.
Se la tua azienda si trova a Lecco, Valmadrera, Calolziocorte, Olginate, Oggiono, Mandello del Lario, Merate, Casatenovo, Colico o in un altro comune della provincia, puoi contattare ARC Ambiente – Arcobaleno Servizi Ambientali per valutare la soluzione più adatta.
Indica nella richiesta tipologia del rifiuto, quantità indicativa, modalità di confezionamento e frequenza dei ritiri: queste informazioni permettono di elaborare un'offerta più precisa.
Richiedi un'offerta per il ritiro, recupero o smaltimento dei rifiuti speciali nella provincia di Lecco.
Data la forte presenza della metalmeccanica, sono frequenti sfridi metallici, emulsioni e oli di lavorazione, fanghi, assorbenti contaminati e residui derivanti da manutenzioni e trattamenti superficiali. Sono inoltre presenti rifiuti da costruzione, imballaggi e RAEE.
In molti casi possono essere avviati a recupero, soprattutto quando ferro, acciaio, alluminio o altri metalli sono mantenuti separati e possiedono caratteristiche idonee. La corretta classificazione e la destinazione devono comunque essere verificate caso per caso.
Sì. Il servizio può essere organizzato su appuntamento, anche attraverso cicli periodici concordati con l'azienda in funzione delle quantità prodotte.
Il codice EER non dovrebbe essere scelto semplicemente osservando il materiale: deve essere individuato considerando innanzitutto il processo produttivo che ha originato il rifiuto, la sua composizione e, quando necessario, le relative analisi.
Sì. Quando la tipologia o la quantità dei rifiuti rendono utile una verifica preliminare, ARC Ambiente può effettuare un sopralluogo per individuare contenitori, modalità operative e soluzione di gestione più appropriate.
Contenuto redatto dall’Ufficio Ambientale ARC Ambiente
Revisione tecnica: Alessia Ferrari - Resp. Ufficio Ambiente e Logistica
Ultimo aggiornamento: 27 settembre 2026
