Arcobaleno Servizi Ambientali offre un supporto completo, dalla prime analisi fino alla movimentazione dei rifiuti, garantendo assistenza burocratica e consulenza specializzata per una gestione sicura ed efficiente di rifiuti pericolosi e non pericolosi.
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Gestione operativa e burocratica dei rifiuti pericolosi e non pericolosi delle aziende
Il servizio di smaltimento rifiuti a Milano e provincia garantisce sicurezza e conformità normativa in ogni fase: dalla verifica dei codici fino alla movimentazione verso impianti autorizzati, con l’utilizzo di contenitori omologati e il supporto di operatori qualificati.
Il servizio di sgombero locali industriali a Milano e provincia libera gli spazi da materiali indesiderati e rifiuti, pericolosi e non. Dopo la rimozione, ci occupiamo della pulizia e della riqualificazione dell’ambiente, assicurando il corretto smaltimento e il pieno rispetto delle normative.
Il servizio di consulenza per la gestione dei rifiuti a Milano e provincia supporta le aziende in ogni aspetto operativo e normativo. Dalla valutazione delle giacenze alla compilazione del MUD fino alla redazione del Piano di Gestione Solventi, ci occupiamo della gestione burocratica garantendo la massima conformità e tracciabilità.
Dal 1996 punto di riferimento nel settore della gestione integrata dei rifiuti
Esperienza e professionalità
Autorizzazioni e conformità normativa
Servizio completo dalla A alla Z
Personale qualificato
Consulenza normativa specializzata
Velocità di intervento
Raccolta rifiuti a Milano e provincia
Siamo attrezzati per gestire colli, rifiuti sfusi e liquidi in cisterna, garantendo interventi efficaci e sicuri. I nostri veicoli, sottoposti a regolari controlli, sono guidati da autisti qualificati che assicurano il rispetto delle normative ambientali.
Scopri la flottaLe autorizzazioni per il trasporto e lo smaltimento rifiuti a Milano
Grazie alle nostre autorizzazioni per il trasporto e lo smaltimento di rifiuti a Milano e in tutta Italia, rilasciate dall’Albo Nazionale Gestori Ambientali, garantiamo la massima conformità alle normative vigenti e la sicurezza nell’esecuzione dei nostri servizi.
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Una gestione professionale dovrebbe essere organizzata prima dell'inizio della rimozione:
La gestione generale dei rifiuti rimane inoltre soggetta alla Parte IV del D.Lgs. 152/2006, che distingue i rifiuti in funzione dell'origine e delle caratteristiche di pericolosità.
Per un'azienda questo significa che la sostituzione di un impianto di illuminazione non termina quando il manutentore svita l'ultima lampada: occorre pianificare anche deposito, classificazione, trasporto e destinazione finale dei materiali rimossi.
| Codice EER | Descrizione | Pericolosità |
|---|---|---|
| 20 01 21* | Tubi fluorescenti ed altri rifiuti contenenti mercurio | Pericoloso |
| 20 01 36 | Apparecchiature elettriche ed elettroniche fuori uso diverse da quelle indicate alle voci 20 01 21, 20 01 23 e 20 01 35 | Non pericoloso |
| 16 02 13* | Apparecchiature fuori uso contenenti componenti pericolosi, diverse da quelle indicate alle voci da 16 02 09 a 16 02 12 | Pericoloso |
| 16 02 14 | Apparecchiature fuori uso diverse da quelle indicate alle voci da 16 02 09 a 16 02 13 | Non pericoloso |
Nota: l’asterisco * identifica un rifiuto pericoloso. Il codice EER deve comunque essere attribuito in funzione dell’origine del rifiuto, della tipologia di apparecchiatura e delle sue caratteristiche effettive; non va scelto esclusivamente sulla base della somiglianza della descrizione.
Un esempio concreto riguarda un cliente di Arcobaleno Servizi Ambientali in provincia di Vercelli, presso il quale è stato eseguito un importante intervento di strip out di un immobile industriale.
Lo svuotamento comprendeva impianti e materiali di natura molto diversa e, tra questi, erano presenti ingenti quantità di lampade fluorescenti e tubi neon a fine vita, provenienti dall'illuminazione del magazzino, delle zone operative e degli ambienti accessori.
La criticità non consisteva soltanto nel rimuovere rapidamente il materiale. I tubi dovevano essere gestiti evitando rotture e soprattutto separati dagli altri rifiuti prodotti dallo strip out: corpi illuminanti, componenti elettrici, metalli, cablaggi e ulteriori materiali dell'immobile richiedevano infatti flussi e destinazioni differenti.
Arcobaleno ha organizzato l'intervento partendo dalla verifica delle tipologie di materiali presenti, dalla corretta separazione delle sorgenti luminose e dall'individuazione delle modalità di raccolta e conferimento più appropriate.
In questo modo il cliente ha potuto liberare l'immobile mantenendo tracciabili i differenti rifiuti generati dall'intervento e gestendo correttamente anche la parte più delicata costituita dai neon contenenti mercurio.
Il caso conferma un principio importante negli strip out: pianificare i rifiuti prima dello smontaggio è molto più efficace che tentare di separarli quando sono già stati accumulati.
Arcobaleno Servizi Ambientali affianca aziende, manutentori, facility manager, imprese edili e proprietari immobiliari nella gestione di lampade, neon e RAEE prodotti sia durante normali manutenzioni sia in interventi più complessi.
Il servizio parte dall'analisi preliminare della richiesta e dalla verifica delle tipologie e delle quantità presenti. Nei casi più articolati può essere effettuato un sopralluogo gratuito e senza impegno, utile soprattutto quando lo smaltimento delle sorgenti luminose fa parte di uno strip out con numerosi flussi di rifiuto.
Seguono la verifica della classificazione, l'offerta, l'eventuale omologazione, la scelta della soluzione di raccolta, la pianificazione del trasporto e la gestione documentale. Questo processo riflette il metodo operativo definito nelle linee guida ARC Ambiente.
Quando le condizioni del servizio lo consentono, il ritiro viene organizzato su appuntamento, concordando giorno e fascia oraria indicativa. Previa omologazione del rifiuto, Arcobaleno programma ed esegue il servizio entro 10 giorni lavorativi dalla richiesta.
| Situazione | Modalità di gestione / smaltimento |
|---|---|
| Neon e tubi fluorescenti integri | Conservare separatamente, evitando urti e rotture. Utilizzare contenitori o imballaggi idonei che ne proteggano l’integrità fino al ritiro. |
| Lampade fluorescenti contenenti mercurio | Gestire con particolare cautela, verificando correttamente classificazione e codice EER. Devono essere avviate a impianti autorizzati al trattamento di questa tipologia di rifiuto. |
| Lampade rotte o danneggiate | Evitare la dispersione di frammenti e sostanze contenute nella lampada. Isolare il materiale e utilizzare contenitori chiusi e idonei, valutando con attenzione la classificazione del rifiuto. |
| Lampade LED a fine vita | Gestire nel corretto flusso RAEE, verificando origine del rifiuto, classificazione e destinazione autorizzata. Non devono essere assimilate automaticamente ai tubi fluorescenti contenenti mercurio. |
| Grandi quantitativi derivanti da strip-out o sostituzioni impiantistiche | Pianificare preventivamente rimozione, separazione delle diverse tipologie di lampade, contenitori, movimentazione, eventuale deposito temporaneo, trasporto e impianto di destino. |
| Lampade di tipologie differenti presenti nello stesso sito | Separare i diversi flussi quando necessario e verificare per ciascuna tipologia il corretto codice EER e la relativa modalità di gestione. |
Se la tua azienda sta sostituendo lampade fluorescenti, tubi neon o sorgenti LED, oppure deve affrontare lo strip out di un ufficio, magazzino o stabilimento, è utile pianificare lo smaltimento prima dell'inizio dei lavori.
Invia ad Arcobaleno Servizi Ambientali foto del materiale, quantità indicative, luogo del ritiro e informazioni sull'intervento: sarà possibile verificare la soluzione più adatta e predisporre un'offerta personalizzata.
Richiedi un preventivo per lo smaltimento di lampade, neon e RAEE aziendali.
Per i tubi fluorescenti e gli altri rifiuti contenenti mercurio uno dei codici più comuni è EER 20 01 21*. L'asterisco identifica un rifiuto pericoloso. Il codice non deve però essere attribuito automaticamente: deve essere verificato in funzione dell'origine e delle caratteristiche effettive del rifiuto.
I tubi fluorescenti contenenti mercurio identificati con EER 20 01 21* sono rifiuti pericolosi. Non tutte le sorgenti luminose sono però uguali: LED e altre tecnologie possono richiedere classificazioni differenti.
Sì. L'Allegato IV richiamato dal D.Lgs. 49/2014 include espressamente i LED nella categoria 3 – Lampade. Devono quindi essere avviati alla corretta filiera RAEE e non gettati indiscriminatamente nei normali rifiuti.
No. I tubi fluorescenti non devono essere trattati come normale vetro. Devono essere raccolti separatamente e protetti dalle rotture per poter essere inviati alla corretta filiera di trattamento.
Non necessariamente. La sorgente luminosa e la plafoniera o apparecchiatura elettrica che la contiene possono costituire flussi di rifiuto differenti e richiedere codici e destinazioni diverse.
Devono essere mantenuti integri e protetti dalla rottura, utilizzando soluzioni di raccolta adeguate e mantenendoli separati dagli altri materiali. La modalità concreta deve essere valutata in funzione di quantità, dimensioni e caratteristiche del rifiuto.
Sì. Arcobaleno può organizzare la gestione delle sorgenti luminose insieme agli altri rifiuti prodotti dallo strip out, mantenendo separate le diverse frazioni e programmando trasporti e destinazioni in funzione del singolo intervento.
Sì. È sufficiente fornire fotografie, quantità indicative, tipologia delle lampade e luogo del ritiro. Arcobaleno può supportare il cliente nella valutazione preliminare della classificazione prima di organizzare il servizio.
FONTI: I riferimenti principali utilizzati sono il D.Lgs. 49/2014 sulla gestione dei RAEE, l'Elenco Europeo dei Rifiuti istituito dalla Decisione 2000/532/CE e successive modifiche, il D.Lgs. 152/2006 e le indicazioni del Centro di Coordinamento RAEE sulle sorgenti luminose.
Contenuto redatto dall’Ufficio Ambientale ARC Ambiente
Revisione tecnica: Alessia Ferrari - Resp. Ufficio Ambiente e Logistica
Ultimo aggiornamento: 4 settembre 2026
La Provincia di Monza e Brianza concentra in poco più di 400 km² uno dei tessuti imprenditoriali più densi e diversificati d'Italia. Industria metalmeccanica, chimica e farmaceutica, elettronica, lavorazione delle materie plastiche, legno-arredo, edilizia, commercio e servizi convivono in un territorio fortemente urbanizzato.
Questa varietà produttiva si traduce inevitabilmente in una notevole eterogeneità di rifiuti speciali a Monza e Brianza: sfridi metallici, oli ed emulsioni, solventi, vernici, residui chimici, legno, imballaggi, RAEE, batterie, materiali da demolizione e numerose altre tipologie che devono essere classificate e gestite in funzione della loro effettiva origine e delle loro caratteristiche.
Per le aziende, quindi, il problema non è semplicemente "eliminare un rifiuto", ma individuare la corretta filiera di raccolta, trasporto, recupero o smaltimento, mantenendo al tempo stesso tracciabilità e conformità normativa.
La provincia comprende 55 comuni e conta, secondo gli ultimi dati disponibili della Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi, 63.694 imprese attive al 30 giugno 2026.
Per comprendere la composizione dell'economia brianzola sono significativi anche i dati provinciali riferiti a giugno 2025: oltre 30.000 imprese nei servizi, 13.764 nel commercio, 11.849 nelle costruzioni e ben 7.519 nel manifatturiero, cui si aggiunge una fortissima componente artigiana.
La vocazione industriale emerge ancora più chiaramente dai dati sull'export. Nel 2025 le esportazioni della provincia hanno raggiunto 15,4 miliardi di euro: prodotti in metallo e farmaceutica sono i primi comparti, seguiti da macchinari, chimica ed elettronica. La produzione di mobili supera, da sola, il miliardo di euro di esportazioni.
Anche geograficamente l'attività produttiva è distribuita su più poli. L'analisi TOP1000 di Assolombarda individua tra i comuni con il maggiore fatturato cumulato delle principali imprese Monza, Vimercate, Agrate Brianza, Desio e Lissone.
A questi si affiancano realtà produttive importanti come Seregno, Meda, Giussano, Carate Brianza, Cesano Maderno, Nova Milanese, Limbiate, Varedo, Brugherio, Arcore e Concorezzo. Una parte consistente della Brianza occidentale e centrale conserva inoltre la storica specializzazione nel distretto del mobile, che comprende, tra gli altri, Lissone, Meda, Giussano, Seregno, Desio, Cesano Maderno, Lentate sul Seveso, Carate Brianza e diversi comuni limitrofi.
La tipologia di rifiuto dipende sempre dal processo produttivo che lo ha generato. Alcune categorie sono però particolarmente ricorrenti nel territorio brianzolo.
Officine, carpenterie, tornerie e produttori di componentistica possono generare:
Una corretta separazione può essere economicamente importante: alcuni materiali metallici hanno infatti possibilità di recupero che verrebbero compromesse dalla miscelazione con altre frazioni.
La filiera del legno-arredo è una delle caratteristiche storiche della Brianza. Falegnamerie, mobilifici, produttori di semilavorati e aziende dell'indotto possono produrre sfridi di legno, pannelli, segatura e polveri, oltre a residui di colle, resine, vernici, solventi, imballaggi e contenitori contaminati.
La presenza di trattamenti superficiali o sostanze chimiche rende particolarmente importante distinguere il semplice scarto di produzione dai rifiuti che presentano caratteristiche differenti e richiedono filiere dedicate.
Il peso della chimica e della farmaceutica nell'economia brianzola rende frequenti rifiuti quali:
In queste situazioni classificazione, eventuale caratterizzazione analitica e scelta dell'impianto di destino assumono un'importanza decisiva.
Nel Vimercatese e in altre aree industriali della provincia sono presenti numerose attività tecnologiche. Tra i rifiuti che possono derivarne rientrano RAEE professionali, schede elettroniche, cavi, apparecchiature fuori uso, batterie, accumulatori, lampade e componentistica.
Stampaggio, lavorazione e trasformazione dei polimeri producono sfridi, materozze, polveri, scarti fuori specifica, imballaggi e residui derivanti da manutenzione o pulizia degli impianti.
Cantieri e interventi sugli immobili industriali possono generare metalli, legno, cartongesso, isolanti, guaine, cablaggi, apparecchiature elettriche, serramenti, imballaggi e materiali derivanti da demolizione.
Ed è proprio in questi casi che un'attenta separazione delle diverse frazioni può semplificare la gestione e favorire il recupero.
Un esempio concreto riguarda un cliente per il quale Arcobaleno Servizi Ambientali ha gestito lo strip-out di un magazzino industriale che doveva essere liberato e predisposto per un nuovo utilizzo.
L'intervento non è stato affrontato come un semplice "svuotamento". Prima di iniziare sono state individuate le differenti tipologie di materiali e rifiuti presenti, organizzando il lavoro in modo da mantenere separate le frazioni recuperabili da quelle destinate a differenti filiere di trattamento.
Lo strip-out industriale richiede infatti coordinamento tra attività di rimozione, classificazione dei materiali, predisposizione dei contenitori, movimentazione, trasporto e conferimento agli impianti autorizzati.
Arcobaleno ha coordinato l'intervento e la relativa gestione documentale, consentendo al cliente di avere un unico interlocutore per un'operazione composta da più flussi di rifiuto, anziché dover organizzare separatamente diversi fornitori.
È esattamente in queste situazioni che una gestione preliminare accurata evita di trasformare un magazzino da liberare in un unico grande rifiuto misto, spesso più complesso e costoso da gestire.
Per la gestione dei rifiuti industriali a Monza e Brianza, ARC Ambiente parte innanzitutto dalle caratteristiche reali del rifiuto e dalle necessità dell'azienda.
Quando necessario viene effettuato un sopralluogo gratuito e senza impegno, utilizzando anche l'applicazione proprietaria di Arcobaleno per raccogliere sul campo dati e informazioni utili alla successiva organizzazione del servizio.
Il processo può comprendere analisi preliminare, offerta, omologazione del rifiuto, eventuali analisi, individuazione della filiera autorizzata e pianificazione del servizio.
Uno degli elementi distintivi è lo smaltimento su appuntamento: giorno e fascia oraria indicativa vengono concordati con il cliente e, previa omologazione del rifiuto, il servizio viene programmato ed eseguito entro 10 giorni lavorativi dalla richiesta.
Arcobaleno può inoltre affiancare le aziende sugli aspetti collegati alla tracciabilità e alla compliance ambientale, tra cui classificazione EER, formulari, registri, RENTRI e conservazione digitale.
Che si tratti di un'officina di Desio, di un mobilificio tra Lissone e Meda, di un'azienda produttiva di Seregno, Monza o Cesano Maderno oppure di uno stabilimento nell'area di Vimercate, Agrate Brianza o Concorezzo, il primo passo è capire quali rifiuti devono essere gestiti, in quali quantità e con quale destinazione.
Contatta ARC Ambiente – Arcobaleno Servizi Ambientali e richiedi un'offerta per lo smaltimento dei rifiuti speciali della tua azienda. In presenza di situazioni complesse è possibile organizzare un sopralluogo per definire direttamente sul posto la soluzione più adatta.
Dipende dall'attività svolta. Sono frequenti oli ed emulsioni, metalli, solventi, vernici, sostanze chimiche, legno, imballaggi, RAEE, batterie, fanghi, materiali filtranti e rifiuti derivanti da manutenzioni e cantieri.
La classificazione deve partire dal processo che ha generato il rifiuto e dalle sue caratteristiche. In alcuni casi sono sufficienti le informazioni tecniche disponibili; in altri possono essere necessari campionamento e analisi di laboratorio. Non è corretto attribuire un codice esclusivamente dall'aspetto del materiale.
Sì. Quando la situazione lo richiede, Arcobaleno Servizi Ambientali può effettuare un sopralluogo gratuito e senza impegno, utile soprattutto in presenza di più tipologie di rifiuto, depositi da riorganizzare o interventi di strip-out.
Previa omologazione del rifiuto, Arcobaleno programma ed esegue il servizio entro 10 giorni lavorativi dalla richiesta, concordando con il cliente il giorno e una fascia oraria indicativa.
Le diverse frazioni devono essere individuate e, quando possibile, separate già durante l'intervento: metalli, legno, RAEE, cablaggi, materiali da costruzione e altre tipologie possono richiedere destinazioni differenti. La classificazione effettiva deve comunque essere valutata caso per caso.
È utile comunicare tipologia del rifiuto, quantità indicativa, modalità di confezionamento e luogo del ritiro, allegando fotografie e documentazione disponibile. ARC Ambiente potrà così valutare il servizio e predisporre un'offerta; nei casi più complessi potrà essere programmato un sopralluogo.
FONTI: Camera di Commercio Milano Monza Brianza Lodi, Provincia di Monza e Brianza, Assolombarda e Regione Lombardia.
Contenuto redatto dall’Ufficio Ambientale ARC Ambiente
Revisione tecnica: Alessia Ferrari - Resp. Ufficio Ambiente e Logistica
Ultimo aggiornamento: 3 settembre 2026
Lo smaltimento degli alimenti scaduti è un'esigenza frequente per supermercati, aziende alimentari, ristoranti, hotel, agriturismi, mense e imprese della distribuzione. Prodotti oltre la data di scadenza, lotti ritirati dal commercio, confezioni danneggiate, errori di produzione o merci non più vendibili possono generare rapidamente quantitativi importanti di materiale da gestire.
Non è però sufficiente caricare tutto su un mezzo e portarlo a smaltimento. Prima del ritiro occorre verificare che cosa contiene il prodotto, perché viene eliminato, come è confezionato e quale destinazione sia corretta, prestando attenzione anche agli imballaggi e all'eventuale presenza di ingredienti di origine animale.
Per un'azienda, quindi, la gestione degli alimenti non più commercializzabili è contemporaneamente un problema logistico, ambientale e documentale.
Prima ancora di parlare di rifiuti occorre distinguere tra data di scadenza e termine minimo di conservazione (TMC).
La dicitura “da consumarsi preferibilmente entro” indica il termine minimo di conservazione. La Legge 166/2016 prevede che, in determinate condizioni, alimenti che abbiano superato il TMC possano ancora essere ceduti gratuitamente, purché siano garantite l'integrità dell'imballaggio primario e condizioni di conservazione adeguate.
È diverso il caso della vera data di scadenza, tipica degli alimenti microbiologicamente molto deperibili. Il Regolamento UE 1169/2011 stabilisce che, superata la data “da consumare entro”, l'alimento è considerato non sicuro ai sensi della normativa alimentare.
Questa distinzione è importante perché la prima domanda da porsi non dovrebbe essere automaticamente “come lo smaltisco?”, ma “questo prodotto è effettivamente diventato un rifiuto oppure esiste ancora un'alternativa lecita?”. È coerente anche con la gerarchia prevista dal D.Lgs. 152/2006, che pone la prevenzione della produzione del rifiuto prima di recupero e smaltimento.
Le situazioni possono essere molto diverse. Alcuni esempi comuni sono:
Per questo non esiste un unico codice EER valido per tutti gli alimenti scaduti. La classificazione dipende innanzitutto dall'origine del rifiuto e dal processo che lo ha generato.
Un lotto proveniente da un'industria dolciaria, ad esempio, non deve essere classificato automaticamente nello stesso modo di prodotti ritirati dagli scaffali di un supermercato.
Uno dei problemi più frequenti nello smaltimento dei prodotti alimentari scaduti riguarda le confezioni.
Un pallet può contenere contemporaneamente materiale organico, plastica, vetro, alluminio, cartone o confezioni poliaccoppiate. A seconda del prodotto e dell'impianto di destinazione può quindi essere necessario effettuare una fase di separazione o de-packaging.
La soluzione corretta viene valutata caso per caso anche in funzione delle quantità. Per alcune partite può essere tecnicamente ed economicamente conveniente separare alimento e confezione; in altre situazioni è necessario individuare un impianto in grado di ricevere e trattare direttamente il prodotto confezionato.
È proprio questa valutazione preliminare che evita costi imprevisti, respingimenti dell'impianto e movimentazioni inutili.
Carne, pesce, latte, formaggi e numerosi prodotti composti richiedono un'attenzione ulteriore.
Alcuni alimenti contenenti prodotti di origine animale che non sono più destinati al consumo umano possono infatti rientrare nella disciplina dei sottoprodotti di origine animale, regolata dal Regolamento CE 1069/2009. Il regolamento comprende, tra i materiali di categoria 3, anche determinati prodotti di origine animale non più destinati al consumo umano per ragioni commerciali, problemi di fabbricazione o difetti di confezionamento, purché non presentino rischi per la salute pubblica o animale.
Non tutti gli alimenti scaduti seguono quindi necessariamente lo stesso circuito.
Prima di programmare un ritiro è opportuno conoscere composizione, origine, causa dello scarto e stato del prodotto, così da individuare il corretto regime gestionale.
Per una gestione efficiente è utile raccogliere preventivamente alcune informazioni:
Un lotto di poche scatole richiede infatti un'organizzazione completamente diversa rispetto a venti pallet di prodotti confezionati o a diverse tonnellate di semilavorato alimentare sfuso.
Il produttore o detentore rimane inoltre coinvolto nella corretta gestione del proprio rifiuto e deve affidarsi a soggetti e filiere autorizzate secondo quanto previsto dall'art. 188 del D.Lgs. 152/2006.
Un esempio operativo è quello di un agriturismo della Provincia di Pavia che, a seguito di una verifica interna del magazzino e di una riduzione temporanea dell'attività di ristorazione, si ritrova con una partita eterogenea di prodotti non più utilizzabili.
Sono presenti confezioni di farine e preparati secchi, conserve, condimenti, bevande, prodotti refrigerati e alcuni alimenti confezionati contenenti ingredienti di origine animale.
Il problema non consiste soltanto nel ritirare il materiale: prodotti e confezioni presentano caratteristiche differenti e non possono essere gestiti indistintamente.
In questo caso pratico, Arcobaleno Servizi Ambientali effettua prima una ricognizione del materiale, raccogliendo quantità, fotografie, tipologia delle confezioni e informazioni sulla provenienza. Vengono quindi distinti i diversi flussi, verificata la destinazione appropriata e organizzato un unico intervento coordinato presso l'agriturismo.
La merce viene preparata per il trasporto secondo le modalità concordate e ritirata nella fascia programmata, evitando al cliente di dover contattare più operatori per le diverse tipologie di materiale.
Il risultato è particolarmente importante per strutture ricettive e ristorative: liberare rapidamente spazio nel magazzino mantenendo controllo e tracciabilità dell'intera operazione.
Per lo smaltimento degli alimenti scaduti delle aziende, Arcobaleno parte dall'analisi del problema e non dal semplice trasporto.
Il processo può comprendere:
Quando il flusso rientra nella normale gestione dei rifiuti, Arcobaleno concorda giorno e fascia oraria indicativa del ritiro e programma il servizio entro 10 giorni lavorativi dalla richiesta, previa omologazione.
Per supermercati, industrie alimentari e aziende con produzioni ricorrenti è inoltre possibile studiare una soluzione continuativa, evitando di intervenire soltanto quando il magazzino è ormai saturo.
Quando diversi pallet di prodotti diventano improvvisamente invendibili, il costo maggiore non è necessariamente quello dello smaltimento: può essere la gestione improvvisata del problema, con merce ferma, spazio occupato e rischio di scegliere una destinazione non adeguata.
Arcobaleno Servizi Ambientali può valutare fotografie, quantità, tipologia degli alimenti e modalità di confezionamento per individuare la soluzione più adatta.
Hai alimenti scaduti, prodotti ritirati dal commercio o una partita alimentare da eliminare? Richiedi un'offerta ad Arcobaleno Servizi Ambientali indicando tipologia, quantità e luogo del ritiro.
Occorre innanzitutto identificare origine, composizione, quantità e confezionamento. Da queste informazioni dipendono classificazione, modalità di trasporto e impianto di destinazione. Non esiste una procedura identica per qualsiasi alimento.
No. Il codice EER dipende dal processo e dall'attività che hanno prodotto il rifiuto, oltre che dalle sue caratteristiche. Utilizzare automaticamente lo stesso codice per qualsiasi alimento scaduto può portare a una classificazione errata.
In funzione della classificazione del flusso e della disciplina applicabile, è possibile organizzare servizi professionali dedicati. È necessario verificare preventivamente la natura dei prodotti, la provenienza e la filiera autorizzata corretta.
Non sempre. Dipende dal materiale, dagli imballaggi e dall'impianto che riceverà il prodotto. In alcuni casi viene richiesto il de-packaging; in altri l'impianto dispone di tecnologie proprie per separare alimento e confezione.
No. Il TMC non equivale alla data di scadenza. La Legge 166/2016 consente, a determinate condizioni, la cessione gratuita di alimenti oltre il termine minimo di conservazione, purché siano rispettati i requisiti previsti.
Non necessariamente. Può entrare in gioco anche la normativa sui sottoprodotti di origine animale e la relativa classificazione sanitaria. Per questo la composizione del lotto deve essere verificata prima di organizzare il servizio.
Sì. Il servizio può essere organizzato in funzione delle quantità effettivamente presenti, dalla partita occasionale fino a flussi periodici generati da supermercati, industrie alimentari e operatori della ristorazione.
Normalmente sono molto utili fotografie, descrizione degli alimenti, quantità o peso stimato, tipo di confezionamento, numero di pallet o contenitori e indirizzo di ritiro. Più precise sono le informazioni iniziali, più rapidamente può essere individuata la soluzione operativa corretta.
Riferimenti normativi principali: D.Lgs. 152/2006 sulla gestione dei rifiuti e relativa gerarchia; Legge 166/2016 contro lo spreco alimentare; Regolamento UE 1169/2011 sulla distinzione tra TMC e data di scadenza; Regolamento CE 1069/2009 per i prodotti di origine animale.
Contenuto redatto dall’Ufficio Ambientale ARC Ambiente
Revisione tecnica: Alessia Ferrari - Resp. Ufficio Ambiente e Logistica
Ultimo aggiornamento: 2 settembre 2026
