04-10-2026

Smaltimento glicole e liquidi antigelo esausti: come gestirli correttamente

Lo smaltimento del glicole e dei liquidi antigelo esausti è un'esigenza frequente per officine meccaniche, autoriparatori, aziende di manutenzione, industrie e attività che utilizzano circuiti di raffreddamento.

Quando un liquido refrigerante viene sostituito perché deteriorato, contaminato o non più idoneo all'impiego, non può essere scaricato nella rete fognaria o gestito come un normale refluo: diventa un rifiuto che deve essere correttamente classificato, raccolto, trasportato e conferito a un impianto autorizzato.

La corretta gestione parte quindi dall'identificazione del prodotto utilizzato, dalla sua composizione e dalle eventuali sostanze pericolose presenti. Il D.Lgs. 152/2006 definisce infatti rifiuto qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi, abbia intenzione o abbia l'obbligo di disfarsi. Normattiva

Per aziende e officine è importante non limitarsi al semplice "ritiro dell'antigelo", ma organizzare l'intero processo in modo documentato e tracciabile.

Cos'è il glicole e dove viene utilizzato

I liquidi antigelo sono normalmente costituiti da miscele di acqua, glicoli e additivi destinati a proteggere i circuiti da congelamento, corrosione e surriscaldamento.

Tra le sostanze più diffuse troviamo il glicole etilenico e il glicole propilenico, utilizzati in numerosi contesti: circuiti di raffreddamento dei veicoli, impianti industriali, sistemi HVAC, gruppi frigoriferi, circuiti termici e alcune applicazioni tecniche.

Durante l'utilizzo il fluido può progressivamente contaminarsi con residui metallici, oli, additivi degradati o altre sostanze presenti nel circuito. Al momento della sostituzione deve quindi essere gestito come rifiuto, mantenendolo separato da altri liquidi di scarto.

Quale codice EER utilizzare per l'antigelo esausto?

Per i liquidi antigelo provenienti dalla manutenzione dei veicoli, l'Elenco Europeo dei Rifiuti prevede due voci specifiche:

 

Codice EERDescrizioneClassificazione
16 01 14*   

Liquidi antigelo contenenti sostanze pericolose

Rifiuto pericoloso

16 01 15

Liquidi antigelo diversi da quelli di cui alla voce 16 01 14            

Rifiuto non pericoloso

 

La distinzione è importante. La presenza dell'asterisco identifica il codice 16 01 14* come rifiuto pericoloso; il codice 16 01 15 riguarda invece gli antigelo che non rientrano nella precedente voce. L'elenco ufficiale europeo riporta espressamente entrambe le classificazioni.

Fonte ufficiale: Elenco europeo dei rifiuti – EUR-Lex

Questo non significa che sia possibile scegliere liberamente tra i due codici. La classificazione deve derivare dalle caratteristiche effettive del rifiuto, dalla sua origine, dalla composizione del prodotto e dalle eventuali contaminazioni intervenute durante l'uso. Per i codici cosiddetti "a specchio", la presenza di sostanze pericolose e delle relative caratteristiche di pericolo è determinante per stabilire la corretta classificazione. Eur-Lex

In caso di dubbi possono essere utili la scheda di sicurezza del prodotto originario e, quando necessario, ulteriori verifiche tecniche o analitiche.

Come conservare il glicole esausto prima del ritiro

Il glicole esausto deve essere raccolto separatamente, evitando la miscelazione con oli lubrificanti, carburanti, solventi, liquidi freni o altri rifiuti liquidi.

È opportuno utilizzare contenitori compatibili con il prodotto, integri e correttamente chiusi, collocati in un'area organizzata in modo da ridurre il rischio di sversamenti accidentali. Particolare attenzione deve essere prestata quando si tratta di un rifiuto classificato come pericoloso.

La separazione dei diversi flussi non è solo una questione organizzativa. Una contaminazione può modificare le caratteristiche del rifiuto, complicarne la classificazione e limitare le possibilità di trattamento o recupero successive.

Per questo motivo una corretta gestione dell'antigelo dovrebbe iniziare già durante lo svuotamento del circuito.

Ritiro e trasporto dell'antigelo esausto

Una volta accumulata una quantità sufficiente, il produttore deve affidare il ritiro del glicole esausto a soggetti autorizzati e individuare un impianto idoneo al ricevimento dello specifico codice EER.

Il trasporto dei rifiuti effettuato da imprese deve essere accompagnato dal Formulario di Identificazione del Rifiuto (FIR), sul quale vengono riportati, tra gli altri dati, produttore, origine, tipologia e quantità del rifiuto, trasportatore e impianto di destinazione, come previsto dall'art. 193 del D.Lgs. 152/2006. Normattiva

Con l'evoluzione del sistema RENTRI, anche la gestione documentale del FIR è progressivamente interessata dalla digitalizzazione. Le istruzioni operative aggiornate per registro cronologico e formulario sono pubblicate direttamente sul portale istituzionale RENTRI.

Fonte: RENTRI – istruzioni per registro e FIR

Dove viene conferito il glicole esausto?

Il destino del rifiuto dipende dalle sue caratteristiche e dagli impianti autorizzati disponibili.

In funzione della composizione, della concentrazione del glicole e delle contaminazioni presenti, il rifiuto può essere sottoposto a differenti processi di trattamento. In alcuni casi può essere tecnicamente possibile recuperare componenti della miscela; in altri il rifiuto viene avviato a specifici processi di trattamento o smaltimento.

Per il produttore è quindi importante affidarsi a un operatore capace di individuare un impianto effettivamente autorizzato per quel codice e per quelle caratteristiche del rifiuto, evitando conferimenti impropri.

Caso pratico: lo smaltimento dell'antigelo nelle officine lombarde

Arcobaleno Servizi Ambientali effettua regolarmente lo smaltimento di antigelo esausto presso numerose officine meccaniche nelle province di Milano, Monza Brianza, Lodi, Pavia e Varese.

Si tratta spesso di quantità relativamente contenute prodotte durante manutenzioni, sostituzioni di radiatori o interventi sui circuiti di raffreddamento. Proprio per questo il servizio viene organizzato in modo da adattarsi alle esigenze operative dell'officina, evitando che il personale debba accumulare inutilmente grandi quantitativi di rifiuto.

Arcobaleno può inoltre gestire insieme all'antigelo anche gli altri rifiuti tipici dell'attività di autoriparazione — purché correttamente separati e classificati — diventando un unico interlocutore per la gestione dei diversi flussi di rifiuto prodotti dall'officina.

Come opera Arcobaleno Servizi Ambientali

Per lo smaltimento di glicole e antigelo esausto il processo può comprendere:

  1. verifica preliminare del rifiuto e del codice EER;
  2. raccolta delle informazioni necessarie per l'omologazione;
  3. eventuale valutazione della documentazione tecnica o delle analisi;
  4. individuazione dell'impianto di destinazione;
  5. formulazione dell'offerta;
  6. programmazione del ritiro;
  7. trasporto del rifiuto;
  8. gestione della documentazione e del FIR.

Arcobaleno organizza i servizi su appuntamento, concordando con il cliente il giorno e una fascia oraria indicativa; previa omologazione del rifiuto, il servizio viene normalmente programmato entro 10 giorni lavorativi dalla richiesta.

L'obiettivo è offrire non soltanto il trasporto del rifiuto, ma una gestione completa basata su precisione operativa, conformità normativa, tracciabilità e servizio personalizzato.

Richiedi un preventivo per lo smaltimento di glicole e antigelo esausto

Se la tua officina o azienda produce glicole, liquido refrigerante o antigelo esausto, Arcobaleno Servizi Ambientali può occuparsi della classificazione preliminare, dell'organizzazione del ritiro, del trasporto verso impianti autorizzati e della documentazione prevista.

Richiedi un preventivo per lo smaltimento dell'antigelo esausto, indicando sede del ritiro, quantità approssimativa disponibile e, se possibile, tipologia di prodotto utilizzato. In questo modo sarà possibile individuare rapidamente la soluzione più adatta.

FAQ sullo smaltimento di glicole e liquidi antigelo esausti

Qual è il codice EER dell'antigelo esausto?

Per gli antigelo derivanti dalla manutenzione dei veicoli le principali voci sono EER 16 01 14* per antigelo contenente sostanze pericolose ed EER 16 01 15 per antigelo diverso da quello della voce precedente. La scelta deve essere effettuata sulla base delle caratteristiche effettive del rifiuto.

Il glicole esausto è sempre un rifiuto pericoloso?

No. La classificazione dipende dalla composizione e dalle caratteristiche del rifiuto. L'Elenco Europeo prevede infatti sia una voce pericolosa, 16 01 14*, sia una voce non pericolosa, 16 01 15. Eur-Lex

Posso versare l'antigelo esausto nello scarico?

No. Una volta divenuto rifiuto deve essere gestito secondo la normativa sui rifiuti e avviato a un impianto autorizzato attraverso un operatore abilitato.

Posso mettere antigelo e olio motore nello stesso contenitore?

È opportuno mantenerli separati. La miscelazione con altri rifiuti può modificarne le caratteristiche, complicare la classificazione e rendere più onerosa o meno efficiente la successiva gestione.

Serve il FIR per il ritiro dell'antigelo?

Per il trasporto professionale dei rifiuti si applicano gli obblighi di tracciabilità previsti dalla normativa, compreso il FIR nei casi previsti dall'art. 193 del D.Lgs. 152/2006. Normattiva

Arcobaleno ritira piccole quantità di antigelo dalle officine?

Sì. Arcobaleno effettua servizi anche presso officine e attività che producono quantità relativamente contenute di antigelo esausto, organizzando il ritiro su appuntamento e potendo integrare il servizio con la gestione degli altri rifiuti dell'attività.

In quali zone Arcobaleno effettua il ritiro dell'antigelo esausto?

Arcobaleno effettua regolarmente questo servizio, tra le altre aree, nelle province di Milano, Monza e Brianza, Lodi, Pavia e Varese, Como, Novara, Lecco, VCO, oltre a valutare servizi nelle altre zone coperte dall'organizzazione.

 

Contenuto redatto dall’Ufficio Ambientale ARC Ambiente

Revisione tecnica: Alessia Ferrari - Resp. Ufficio Ambiente e Logistica

Ultimo aggiornamento: 4 ottobre 2026

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