02-09-2026

Smaltimento alimenti scaduti per aziende, supermercati e industrie alimentari

Lo smaltimento degli alimenti scaduti è un'esigenza frequente per supermercati, aziende alimentari, ristoranti, hotel, agriturismi, mense e imprese della distribuzione. Prodotti oltre la data di scadenza, lotti ritirati dal commercio, confezioni danneggiate, errori di produzione o merci non più vendibili possono generare rapidamente quantitativi importanti di materiale da gestire.

Non è però sufficiente caricare tutto su un mezzo e portarlo a smaltimento. Prima del ritiro occorre verificare che cosa contiene il prodotto, perché viene eliminato, come è confezionato e quale destinazione sia corretta, prestando attenzione anche agli imballaggi e all'eventuale presenza di ingredienti di origine animale.

Per un'azienda, quindi, la gestione degli alimenti non più commercializzabili è contemporaneamente un problema logistico, ambientale e documentale.

Alimento scaduto e termine minimo di conservazione: non sono la stessa cosa

Prima ancora di parlare di rifiuti occorre distinguere tra data di scadenza e termine minimo di conservazione (TMC).

La dicitura “da consumarsi preferibilmente entro” indica il termine minimo di conservazione. La Legge 166/2016 prevede che, in determinate condizioni, alimenti che abbiano superato il TMC possano ancora essere ceduti gratuitamente, purché siano garantite l'integrità dell'imballaggio primario e condizioni di conservazione adeguate.

È diverso il caso della vera data di scadenza, tipica degli alimenti microbiologicamente molto deperibili. Il Regolamento UE 1169/2011 stabilisce che, superata la data “da consumare entro”, l'alimento è considerato non sicuro ai sensi della normativa alimentare.

Questa distinzione è importante perché la prima domanda da porsi non dovrebbe essere automaticamente “come lo smaltisco?”, ma “questo prodotto è effettivamente diventato un rifiuto oppure esiste ancora un'alternativa lecita?”. È coerente anche con la gerarchia prevista dal D.Lgs. 152/2006, che pone la prevenzione della produzione del rifiuto prima di recupero e smaltimento.

Quali alimenti scaduti possono dover smaltire le aziende

Le situazioni possono essere molto diverse. Alcuni esempi comuni sono:

  • prodotti freschi, refrigerati o surgelati scaduti;
  • conserve, pasta, farine, biscotti e altri prodotti confezionati;
  • latticini e prodotti caseari;
  • carne, salumi, pesce e preparazioni contenenti ingredienti di origine animale;
  • bevande, succhi, sciroppi e prodotti liquidi;
  • prodotti da forno e pasticceria;
  • conserve e semilavorati dell'industria alimentare;
  • lotti ritirati o non conformi agli standard commerciali aziendali;
  • merci con confezioni danneggiate;
  • campionature, resi e prodotti promozionali non più commerciabili.

Per questo non esiste un unico codice EER valido per tutti gli alimenti scaduti. La classificazione dipende innanzitutto dall'origine del rifiuto e dal processo che lo ha generato.

Un lotto proveniente da un'industria dolciaria, ad esempio, non deve essere classificato automaticamente nello stesso modo di prodotti ritirati dagli scaffali di un supermercato.

Prodotti confezionati: alimento e imballaggio devono essere valutati separatamente

Uno dei problemi più frequenti nello smaltimento dei prodotti alimentari scaduti riguarda le confezioni.

Un pallet può contenere contemporaneamente materiale organico, plastica, vetro, alluminio, cartone o confezioni poliaccoppiate. A seconda del prodotto e dell'impianto di destinazione può quindi essere necessario effettuare una fase di separazione o de-packaging.

La soluzione corretta viene valutata caso per caso anche in funzione delle quantità. Per alcune partite può essere tecnicamente ed economicamente conveniente separare alimento e confezione; in altre situazioni è necessario individuare un impianto in grado di ricevere e trattare direttamente il prodotto confezionato.

È proprio questa valutazione preliminare che evita costi imprevisti, respingimenti dell'impianto e movimentazioni inutili.

Attenzione agli alimenti di origine animale

Carne, pesce, latte, formaggi e numerosi prodotti composti richiedono un'attenzione ulteriore.

Alcuni alimenti contenenti prodotti di origine animale che non sono più destinati al consumo umano possono infatti rientrare nella disciplina dei sottoprodotti di origine animale, regolata dal Regolamento CE 1069/2009. Il regolamento comprende, tra i materiali di categoria 3, anche determinati prodotti di origine animale non più destinati al consumo umano per ragioni commerciali, problemi di fabbricazione o difetti di confezionamento, purché non presentino rischi per la salute pubblica o animale.

Non tutti gli alimenti scaduti seguono quindi necessariamente lo stesso circuito.

Prima di programmare un ritiro è opportuno conoscere composizione, origine, causa dello scarto e stato del prodotto, così da individuare il corretto regime gestionale.

Come organizzare il ritiro degli alimenti scaduti

Per una gestione efficiente è utile raccogliere preventivamente alcune informazioni:

  • descrizione e tipologia degli alimenti;
  • quantità approssimativa;
  • motivo dell'eliminazione;
  • presenza di prodotti refrigerati o surgelati;
  • tipologia degli imballaggi;
  • fotografie della merce;
  • modalità di stoccaggio;
  • numero di pallet, fusti, cassoni o altri contenitori;
  • eventuale necessità di distruzione controllata della merce.

Un lotto di poche scatole richiede infatti un'organizzazione completamente diversa rispetto a venti pallet di prodotti confezionati o a diverse tonnellate di semilavorato alimentare sfuso.

Il produttore o detentore rimane inoltre coinvolto nella corretta gestione del proprio rifiuto e deve affidarsi a soggetti e filiere autorizzate secondo quanto previsto dall'art. 188 del D.Lgs. 152/2006.

Caso pratico: alimenti scaduti presso un agriturismo in Provincia di Pavia

Un esempio operativo è quello di un agriturismo della Provincia di Pavia che, a seguito di una verifica interna del magazzino e di una riduzione temporanea dell'attività di ristorazione, si ritrova con una partita eterogenea di prodotti non più utilizzabili.

Sono presenti confezioni di farine e preparati secchi, conserve, condimenti, bevande, prodotti refrigerati e alcuni alimenti confezionati contenenti ingredienti di origine animale.

Il problema non consiste soltanto nel ritirare il materiale: prodotti e confezioni presentano caratteristiche differenti e non possono essere gestiti indistintamente.

In questo caso pratico, Arcobaleno Servizi Ambientali effettua prima una ricognizione del materiale, raccogliendo quantità, fotografie, tipologia delle confezioni e informazioni sulla provenienza. Vengono quindi distinti i diversi flussi, verificata la destinazione appropriata e organizzato un unico intervento coordinato presso l'agriturismo.

La merce viene preparata per il trasporto secondo le modalità concordate e ritirata nella fascia programmata, evitando al cliente di dover contattare più operatori per le diverse tipologie di materiale.

Il risultato è particolarmente importante per strutture ricettive e ristorative: liberare rapidamente spazio nel magazzino mantenendo controllo e tracciabilità dell'intera operazione.

Come opera Arcobaleno Servizi Ambientali

Per lo smaltimento degli alimenti scaduti delle aziende, Arcobaleno parte dall'analisi del problema e non dal semplice trasporto.

Il processo può comprendere:

  1. raccolta preliminare delle informazioni;
  2. eventuale sopralluogo gratuito e senza impegno;
  3. verifica della classificazione e della filiera di destino;
  4. predisposizione dell'offerta;
  5. eventuale omologazione del rifiuto;
  6. individuazione dell'impianto appropriato;
  7. programmazione del ritiro;
  8. trasporto e conferimento;
  9. gestione della documentazione e della tracciabilità prevista.

Quando il flusso rientra nella normale gestione dei rifiuti, Arcobaleno concorda giorno e fascia oraria indicativa del ritiro e programma il servizio entro 10 giorni lavorativi dalla richiesta, previa omologazione.

Per supermercati, industrie alimentari e aziende con produzioni ricorrenti è inoltre possibile studiare una soluzione continuativa, evitando di intervenire soltanto quando il magazzino è ormai saturo.

Smaltimento alimenti scaduti: richiedi un'offerta

Quando diversi pallet di prodotti diventano improvvisamente invendibili, il costo maggiore non è necessariamente quello dello smaltimento: può essere la gestione improvvisata del problema, con merce ferma, spazio occupato e rischio di scegliere una destinazione non adeguata.

Arcobaleno Servizi Ambientali può valutare fotografie, quantità, tipologia degli alimenti e modalità di confezionamento per individuare la soluzione più adatta.

Hai alimenti scaduti, prodotti ritirati dal commercio o una partita alimentare da eliminare? Richiedi un'offerta ad Arcobaleno Servizi Ambientali indicando tipologia, quantità e luogo del ritiro.

FAQ sullo smaltimento degli alimenti scaduti

Come si smaltiscono gli alimenti scaduti di un'azienda?

Occorre innanzitutto identificare origine, composizione, quantità e confezionamento. Da queste informazioni dipendono classificazione, modalità di trasporto e impianto di destinazione. Non esiste una procedura identica per qualsiasi alimento.

Esiste un unico codice EER per gli alimenti scaduti?

No. Il codice EER dipende dal processo e dall'attività che hanno prodotto il rifiuto, oltre che dalle sue caratteristiche. Utilizzare automaticamente lo stesso codice per qualsiasi alimento scaduto può portare a una classificazione errata.

Un supermercato può affidare il ritiro di prodotti alimentari scaduti a un'azienda specializzata?

In funzione della classificazione del flusso e della disciplina applicabile, è possibile organizzare servizi professionali dedicati. È necessario verificare preventivamente la natura dei prodotti, la provenienza e la filiera autorizzata corretta.

Bisogna togliere gli alimenti dalle confezioni prima del ritiro?

Non sempre. Dipende dal materiale, dagli imballaggi e dall'impianto che riceverà il prodotto. In alcuni casi viene richiesto il de-packaging; in altri l'impianto dispone di tecnologie proprie per separare alimento e confezione.

Gli alimenti oltre il “da consumarsi preferibilmente entro” devono essere necessariamente buttati?

No. Il TMC non equivale alla data di scadenza. La Legge 166/2016 consente, a determinate condizioni, la cessione gratuita di alimenti oltre il termine minimo di conservazione, purché siano rispettati i requisiti previsti.

Carne, formaggi e altri prodotti di origine animale si gestiscono come gli altri alimenti?

Non necessariamente. Può entrare in gioco anche la normativa sui sottoprodotti di origine animale e la relativa classificazione sanitaria. Per questo la composizione del lotto deve essere verificata prima di organizzare il servizio.

È possibile richiedere il ritiro di pochi pallet di alimenti scaduti?

Sì. Il servizio può essere organizzato in funzione delle quantità effettivamente presenti, dalla partita occasionale fino a flussi periodici generati da supermercati, industrie alimentari e operatori della ristorazione.

Quali informazioni servono per ricevere un preventivo?

Normalmente sono molto utili fotografie, descrizione degli alimenti, quantità o peso stimato, tipo di confezionamento, numero di pallet o contenitori e indirizzo di ritiro. Più precise sono le informazioni iniziali, più rapidamente può essere individuata la soluzione operativa corretta.

Riferimenti normativi principali: D.Lgs. 152/2006 sulla gestione dei rifiuti e relativa gerarchia; Legge 166/2016 contro lo spreco alimentare; Regolamento UE 1169/2011 sulla distinzione tra TMC e data di scadenza; Regolamento CE 1069/2009 per i prodotti di origine animale.

 

Contenuto redatto dall’Ufficio Ambientale ARC Ambiente

Revisione tecnica: Alessia Ferrari

Ultimo aggiornamento: 2 settembre 2026

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