26-09-2026

Si dice codice CER o EER? Qual è la denominazione corretta dei codici rifiuto

Codice CER o codice EER? È una domanda molto frequente tra aziende, produttori di rifiuti e addetti ai lavori. Per anni, infatti, nel settore ambientale si è parlato quasi esclusivamente di codici CER, acronimo di Catalogo Europeo dei Rifiuti. Oggi, però, nei documenti ufficiali e nei sistemi più recenti, come il RENTRI, viene utilizzata prevalentemente la denominazione codice EER, cioè codice dell’Elenco Europeo dei Rifiuti.

In termini pratici, quando un operatore parla di “codice CER” e un altro di “codice EER”, nella grande maggioranza dei casi stanno indicando lo stesso codice a sei cifre utilizzato per classificare un rifiuto. Tuttavia, per la documentazione e la terminologia corrente è preferibile utilizzare EER.

La distinzione non è soltanto linguistica: capire come funziona l’Elenco Europeo dei Rifiuti è il primo passo per classificare correttamente un rifiuto e gestirne trasporto, recupero o smaltimento.

Da CER a EER: perché sono utilizzati due termini?

L'origine della sigla CER risale al precedente Catalogo Europeo dei Rifiuti. La Decisione 2000/532/CE della Commissione europea ha successivamente istituito un elenco comunitario armonizzato, sostituendo la precedente Decisione 94/3/CE e integrando in un unico sistema anche l'elenco dei rifiuti pericolosi.

Nella terminologia italiana contemporanea è ormai consolidata l'espressione Elenco Europeo dei Rifiuti, da cui deriva l'acronimo EER.

Il cambiamento, però, non ha cancellato dal linguaggio professionale il termine CER. La stessa giurisprudenza europea ha continuato in alcuni casi a utilizzare l'espressione “catalogo europeo dei rifiuti” e l'acronimo CER. Eur-Lex

Per questo motivo è possibile incontrare ancora entrambe le formulazioni, anche in autorizzazioni, documenti tecnici, capitolati o conversazioni tra operatori.

 

TermineSignificatoUtilizzo oggi
CER

Catalogo Europeo dei Rifiuti

Denominazione storica, ancora molto diffusa nel settore
EER

Elenco Europeo dei Rifiuti

Denominazione oggi preferibile nei documenti e nei sistemi ufficiali
Codice CER / EER     

Codice a sei cifre che identifica una tipologia di rifiuto

Nella pratica indicano generalmente lo stesso sistema di classificazione
Asterisco *

Identifica una voce classificata come pericolosa nell'elenco        

Va riportato quando previsto dalla specifica voce

 

Quindi è sbagliato dire “codice CER”?

Non propriamente.

“Codice CER” è una denominazione storica ancora perfettamente comprensibile e largamente utilizzata dagli operatori, mentre “codice EER” è oggi la terminologia più aggiornata e consigliabile.

Un'indicazione molto chiara arriva proprio dal RENTRI, il Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti. Il portale istituzionale utilizza espressamente formule come “codice EER” e “codice dell'Elenco europeo dei rifiuti”. Anche le istruzioni ministeriali per la compilazione del registro cronologico indicano il campo dedicato come “Codice EER”. Rentri

Per un'azienda che sta predisponendo oggi procedure, registri, formulari, software gestionali o documentazione interna, quindi, utilizzare la dizione EER è la scelta più coerente con l'attuale linguaggio amministrativo.

Come è fatto un codice EER

Ogni tipologia di rifiuto presente nell'Elenco Europeo dei Rifiuti è identificata mediante un codice a sei cifre.

La struttura è gerarchica. Le prime due cifre identificano il capitolo, le successive due il sottocapitolo e le ultime due la specifica voce del rifiuto.

Ad esempio:

15 01 01 – imballaggi di carta e cartone

oppure:

15 01 10* – imballaggi contenenti residui di sostanze pericolose o contaminati da tali sostanze

L'asterisco identifica le voci classificate come rifiuti pericolosi.

La Decisione 2000/532/CE prevede inoltre una precisa metodologia di individuazione del codice: occorre innanzitutto considerare la fonte e il processo che hanno generato il rifiuto, e non limitarsi ad attribuire un codice sulla base del suo semplice aspetto esteriore. Eur-Lex

È uno dei motivi per cui due materiali apparentemente simili possono avere codici EER differenti.

Il codice EER non descrive soltanto “che cosa c'è nel contenitore”

Uno degli errori più comuni nella classificazione dei rifiuti aziendali consiste nel cercare nell'elenco una descrizione che assomigli maggiormente al materiale da smaltire.

In realtà, la classificazione deve considerare anche il ciclo produttivo da cui il rifiuto deriva.

Uno straccio contaminato, un solvente esausto, un fango industriale o un imballaggio possono essere classificati correttamente soltanto conoscendo origine, processo produttivo, composizione e, quando necessario, caratteristiche chimico-fisiche del rifiuto.

Per le cosiddette voci a specchio, inoltre, può essere necessario verificare la presenza e la concentrazione di determinate sostanze per stabilire se il rifiuto debba essere classificato con la voce pericolosa oppure con quella non pericolosa.

L'attribuzione del codice EER corretto è quindi un passaggio centrale nella gestione del rifiuto: da essa possono dipendere modalità di deposito, documentazione, trasporto e scelta degli impianti autorizzati.

Codice EER, FIR e RENTRI

La terminologia EER assume ancora maggiore importanza con la progressiva digitalizzazione della tracciabilità dei rifiuti.

Il RENTRI, previsto dall'art. 188-bis del D.Lgs. 152/2006, mette a sistema i dati dei registri cronologici e dei formulari e basa il monitoraggio dei flussi anche sull'individuazione di ogni codice EER associato al rifiuto. Rentri

La corretta classificazione non dovrebbe quindi essere considerata una semplice formalità amministrativa.

Un codice errato può comportare problemi nell'omologazione presso l'impianto, incongruenze nella documentazione o la necessità di riprogrammare il servizio di smaltimento.

Come opera Arcobaleno Servizi Ambientali

Quando un'azienda richiede un servizio di smaltimento rifiuti speciali, Arcobaleno Servizi Ambientali parte dall'identificazione delle caratteristiche e dell'origine del rifiuto.

Il processo può comprendere raccolta delle informazioni tecniche, verifica della classificazione EER, eventuale sopralluogo, formulazione dell'offerta, omologazione presso l'impianto e, quando necessario, analisi di laboratorio.

Successivamente viene programmato il ritiro e gestita la relativa documentazione.

L'obiettivo non è semplicemente “portare via un rifiuto”, ma organizzare un servizio nel quale classificazione, trasporto, destinazione e tracciabilità siano coerenti tra loro.

Arcobaleno affianca inoltre le imprese nella gestione degli aspetti documentali collegati a FIR, registri, RENTRI e classificazione dei rifiuti, secondo un approccio costruito sulle esigenze specifiche del produttore.

Devi identificare un codice EER o organizzare lo smaltimento dei tuoi rifiuti?

Una corretta classificazione è il punto di partenza per una gestione sicura e conforme.

Contatta Arcobaleno Servizi Ambientali per richiedere una valutazione o un'offerta per il ritiro e lo smaltimento dei rifiuti speciali della tua azienda.

FAQ – Codice CER o EER

Si dice CER o EER?

Oggi è preferibile utilizzare EER, Elenco Europeo dei Rifiuti. CER, Catalogo Europeo dei Rifiuti, è la denominazione storica ancora molto utilizzata nel linguaggio professionale.

Il codice CER e il codice EER sono la stessa cosa?

Nel linguaggio corrente sì: quando si parla di codice CER o codice EER normalmente ci si riferisce allo stesso codice a sei cifre utilizzato per identificare una tipologia di rifiuto.

Nei documenti ufficiali devo scrivere CER o EER?

Nei nuovi documenti è consigliabile utilizzare codice EER, denominazione adottata anche dal RENTRI e dalla documentazione ministeriale più recente.

Chi attribuisce il codice EER al rifiuto?

La corretta classificazione rientra nella gestione del rifiuto da parte del produttore. Nei casi più complessi è opportuno avvalersi di competenze tecniche e, quando necessario, analisi di laboratorio per individuare correttamente la voce applicabile.

Un codice EER con l'asterisco indica sempre un rifiuto pericoloso?

Sì. Nell'Elenco Europeo dei Rifiuti le voci contrassegnate da asterisco (*) identificano rifiuti pericolosi. Eur-Lex

Posso scegliere il codice EER semplicemente dalla descrizione del materiale?

No. La classificazione parte normalmente dalla fonte e dal processo che ha generato il rifiuto e segue la metodologia prevista dall'elenco europeo. Materiali apparentemente simili possono quindi avere codici diversi.

 

Contenuto redatto dall’Ufficio Ambientale ARC Ambiente

Revisione tecnica: Alessia Ferrari - Resp. Ufficio Ambiente e Logistica

Ultimo aggiornamento: 26 settembre 2026

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