19-10-2026
Recupero e smaltimento oli e grassi vegetali esausti
Gli oli e grassi commestibili esausti prodotti da ristoranti, mense, gastronomie, friggitorie, hotel, bar e industrie alimentari non devono essere considerati un semplice residuo della cucina. Una volta non più utilizzabili, diventano infatti rifiuti che devono essere raccolti, conservati e conferiti correttamente.
Il classico olio utilizzato per friggere ne è l'esempio più comune, ma nella stessa filiera possono rientrare anche altri oli vegetali e grassi animali non più idonei al consumo.
Una gestione organizzata consente non soltanto di rispettare gli obblighi ambientali, ma soprattutto di trasformare un materiale di scarto in una risorsa destinabile al recupero. Per le attività che ne producono regolarmente, la soluzione più efficiente è generalmente predisporre un servizio di raccolta programmata dell'olio alimentare esausto, evitando accumuli e richieste di ritiro gestite di volta in volta.
Cosa sono gli oli alimentari esausti
Il [CONOE – Consorzio nazionale di raccolta e trattamento degli oli e dei grassi vegetali e animali esausti] CONOE – oli vegetali esausti e RENTRI ricorda che gli oli provenienti da frittura, cottura e conservazione degli alimenti diventano rifiuti quando non sono più idonei al consumo umano. Nella categoria possono rientrare oli di oliva e di semi, ma anche grassi vegetali e animali come burro e strutto. conoe.it
Per molte attività della ristorazione il codice EER normalmente associato a questo rifiuto è:
EER 20 01 25 – oli e grassi commestibili.
Si tratta normalmente di un rifiuto non pericoloso. La classificazione deve tuttavia essere effettuata considerando origine e caratteristiche effettive del rifiuto: il CONOE indica infatti anche altri codici utilizzabili in specifiche circostanze e il codice 20 01 26* nel caso di oli e grassi contaminati con sostanze tali da renderli pericolosi. conoe.it
Oli alimentari esausti: esempi e gestione
| Origine del rifiuto | Esempio | Gestione consigliata |
|---|---|---|
| Ristoranti e pizzerie | Olio delle friggitrici | Raccolta in contenitori dedicati e ritiro periodico |
| Mense aziendali e scolastiche | Oli e grassi di cottura | Programmazione dei ritiri in funzione dei consumi |
| Hotel e catering | Olio di frittura e grassi alimentari | Raccolta separata e conferimento a operatori autorizzati |
| Gastronomie e rosticcerie | Oli vegetali esausti | Contenitori chiusi e resistenti |
| Industria alimentare | Oli e grassi derivanti dai processi produttivi | Classificazione specifica in funzione del ciclo produttivo |
| Rifiuto contaminato | Olio miscelato con altre sostanze | Valutazione specifica della classificazione EER |
Come conservare correttamente l'olio esausto
L'olio non dovrebbe essere miscelato con acqua, detergenti, solventi o altri rifiuti. Dopo il raffreddamento viene normalmente raccolto in contenitori dedicati, chiusi e compatibili con il prodotto, collocati in un'area adeguata in attesa del ritiro.
Non deve invece essere versato nei lavandini, nelle caditoie o nella rete fognaria.
L'articolo 233 del D.Lgs. 152/2006 stabilisce specificamente che chi, nell'ambito della propria attività professionale, detiene oli e grassi vegetali o animali esausti deve conservarli, in attesa del conferimento, in appositi contenitori. La stessa norma disciplina il sistema nazionale di raccolta e trattamento e il conferimento attraverso i soggetti della filiera.
La normativa completa è consultabile direttamente su [Normattiva – D.Lgs. 152/2006, art. 233] D.Lgs. 152/2006, articolo 233 su Normattiva.
Recupero dell'olio esausto: da rifiuto a nuova materia prima
Parlare esclusivamente di smaltimento dell'olio alimentare esausto è in realtà riduttivo. Quando le caratteristiche del materiale lo consentono, la destinazione preferibile è il recupero.
Dopo raccolta, selezione e trattamento, gli oli esausti possono infatti essere utilizzati come materia prima in diversi processi industriali. Tra gli impieghi più importanti vi è la produzione di biocarburanti, incluso il biodiesel; il Joint Research Centre della Commissione europea individua espressamente gli used cooking oils tra i flussi di rifiuto utilizzabili per la produzione di biodiesel e HVO. publications.jrc.ec.europa.eu
È un esempio concreto di economia circolare: un residuo prodotto quotidianamente dalle cucine professionali viene raccolto separatamente e reimmesso in un nuovo ciclo produttivo.
Raccolta dell'olio esausto nei ristoranti: perché conviene programmarla
Un ristorante che utilizza quotidianamente friggitrici genera quantità abbastanza prevedibili di olio. Attendere che il contenitore sia completamente pieno prima di cercare un operatore significa spesso trasformare una normale attività di gestione in un'urgenza.
È molto più efficiente definire fin dall'inizio:
- dimensione e numero dei contenitori;
- quantità media prodotta;
- frequenza indicativa dei ritiri;
- punto di prelievo;
- modalità di accesso al locale;
- soggetti autorizzati coinvolti nella raccolta e nel recupero.
Il risultato è un servizio ricorrente, integrato nell'attività ordinaria del ristorante e con minore necessità di interventi straordinari.
Tracciabilità, FIR e RENTRI
Anche per gli oli alimentari esausti è importante verificare correttamente il circuito documentale applicabile al singolo produttore e alla modalità di raccolta utilizzata.
Dal 13 febbraio 2026 il sistema RENTRI distingue, tra l'altro, fra operatori obbligati all'utilizzo del FIR digitale e produttori non iscritti, che continuano a gestire il FIR in formato cartaceo nei casi previsti. Le attività commerciali produttrici di rifiuti non pericolosi rientrano tra le casistiche per le quali occorre quindi verificare concretamente gli adempimenti applicabili. supporto.rentri.gov.it
Le informazioni operative aggiornate sono disponibili sul [portale ufficiale RENTRI] Area produttori di rifiuti non iscritti – RENTRI.
Per il produttore è quindi importante non limitarsi al semplice ritiro fisico del rifiuto, ma verificare che raccolta, trasporto, conferimento e relativa documentazione siano gestiti correttamente.
Il metodo ARC Ambiente per la raccolta degli oli alimentari esausti
Per attività che producono olio con continuità, Arcobaleno Servizi Ambientali – ARC Ambiente può organizzare un servizio su misura basato sulla produzione effettiva del cliente.
Dopo una prima valutazione vengono definite quantità, contenitori, frequenza dei ritiri e destinazione del materiale. Il servizio viene quindi pianificato cercando di coordinare le raccolte in modo regolare, riducendo gli accumuli presso il produttore e indirizzando il rifiuto verso impianti autorizzati e filiere di recupero appropriate.
Questo approccio è particolarmente utile per ristoranti, mense e attività con più punti di produzione, dove la continuità del servizio è spesso più importante del singolo ritiro occasionale.
Caso pratico: raccolta programmata presso ristoranti in Lombardia
Arcobaleno organizza la raccolta programmata di oli vegetali esausti presso numerosi ristoranti delle province di Milano, Monza Brianza, Lodi, Pavia, Varese e Como.
In questi casi il servizio viene impostato sulla produzione effettiva di ciascuna attività: il ristorante raccoglie l'olio negli appositi contenitori e ARC Ambiente coordina ritiri periodici, trasporto e conferimento alla filiera autorizzata.
Per il cliente significa soprattutto avere un interlocutore unico e una periodicità di servizio definita, senza dover cercare un nuovo operatore ogni volta che il contenitore si avvicina alla capacità massima.
Per attività con esigenze differenti è possibile predisporre anche frequenze di raccolta personalizzate.
Richiedi un'offerta per la raccolta degli oli alimentari esausti
Se la tua attività produce olio di frittura, oli vegetali o grassi alimentari esausti, ARC Ambiente può valutare quantità prodotte, frequenza ideale dei ritiri e soluzione logistica più adatta.
Richiedi un'offerta per il recupero e lo smaltimento degli oli alimentari esausti: indicaci sede dell'attività, quantità approssimativa prodotta e frequenza desiderata. Possiamo organizzare un servizio programmato adatto anche a ristoranti, mense, gastronomie, hotel, catering e aziende alimentari.
FAQ sullo smaltimento degli oli alimentari esausti
Qual è il codice EER dell'olio di frittura esausto?
Per gli oli e grassi commestibili viene normalmente utilizzato il codice EER 20 01 25. La corretta classificazione deve comunque tenere conto dell'origine e delle caratteristiche del rifiuto. Il CONOE contempla codici differenti per specifiche attività produttive e il 20 01 26* in presenza di contaminazioni pericolose.
L'olio vegetale esausto è un rifiuto pericoloso?
L'EER 20 01 25 è normalmente non pericoloso. La situazione cambia se l'olio è contaminato da sostanze pericolose: per questo è importante non miscelarlo con solventi, detergenti o altri prodotti.
Un ristorante può buttare l'olio esausto nello scarico?
No. L'olio proveniente dall'attività professionale deve essere raccolto separatamente e conservato in appositi contenitori in attesa del corretto conferimento.
È possibile recuperare l'olio di frittura?
Sì. L'olio alimentare esausto correttamente raccolto può essere sottoposto a trattamento e recupero e rappresenta, fra l'altro, una materia prima utilizzabile nella produzione di biocarburanti.
ARC Ambiente effettua ritiri programmati?
Sì. Per le attività che producono regolarmente oli alimentari esausti è possibile organizzare raccolte periodiche, definendo la frequenza in funzione della quantità prodotta e delle esigenze operative del cliente.
Contenuto redatto dall’Ufficio Ambientale ARC Ambiente
Revisione tecnica: Alessia Ferrari - Resp. Ufficio Ambiente e Logistica
Ultimo aggiornamento: 19 ottobre 2026
Potrebbe interessarti anche:
Smaltimento rifiuti speciali a Ivrea: il tessuto produttivo e i rifiuti più comuni
Scopri di più
Smaltimento del vetro per aziende e industria: raccolta, codici EER e recupero
Scopri di più
PPWR regolamento: cosa fare con le scorte di imballaggi non conformi
Scopri di più
